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VENEZIA 2019 Settimana della Critica

La Settimana Internazionale della Critica di Venezia presenta il suo programma

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- La sezione autonoma e parallela della Mostra di Venezia organizzata dal Sindacato dei Critici offrirà sette opere prime in concorso e due eventi speciali, tutti in anteprima mondiale

La Settimana Internazionale della Critica di Venezia presenta il suo programma
Rare Beasts di Billie Piper

Una selezione fatta di opere libere, “in grado di mettere in discussione lo stato delle cose” - nelle parole del delegato generale Giona A. Nazzaro - quella della 34. Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani nell’ambito della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (28 agosto – 7 settembre).

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Sette opere prime in concorso e due eventi speciali, tutti presentati in anteprima mondiale, una selezione di film che si affaccia volentieri sul fantastico, ibridandosi con il thriller, il fantasy e l’animazione.

In apertura c’è appunto un film d’animazione indiano omaggio alle star di Bollywood, Bombay Rose, lungometraggio d’esordio (coproduzione Regno Unito, India, Francia) realizzato nel corso di sei anni da Gitanjali Rao, rivelatasi con il corto animato Printed Rainbow alla Semaine de la Critique di Cannes nel 2006. La chiusura è affidata invece a Sanctorum del messicano Joshua Gil, ex collaboratore di Carlos Reygadas, al suo secondo lungo dopo La Maldad, selezionato al 65° Festival di Berlino. La vita quotidiana di una piccola città dimenticata fra le montagne è sconvolta da quando è diventata il crocevia della guerra tra militari e cartelli della droga.

Il Messico è anche nel film italiano in Concorso, Tony Driver [+leggi anche:
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, opera prima di Ascanio Petrini, su un tassista di professione di origine italiana a Yuma, che trasporta migranti illegali negli Stati Uniti attraverso la frontiera. Prodotto da Dugong Films, che aveva realizzato La strada dei Samouni [+leggi anche:
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intervista: Stefano Savona
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, con la messicana Fulgura Frango e Rabid Film. Ancora nel Continente Americano con El príncipe di Sebastian Muñoz, che ha lavorato come scenografo in alcuni dei film più importanti del cinema cileno contemporaneo. The Prince è un melodramma carcerario sullo sfondo del Cile che vive l’entusiasmante affermazione di Salvador Allende, con il sempre straordinario Alfredo Castro.

All This Victory è invece ambientato nel Libano del luglio 2006, mentre infuria la guerra tra Hezbollah e Israele. Ahmad Ghossein è un regista e video artist pluripremiato, al suo primo lungometraggio, un thriller politico e visionario coprodotto da Libano, Francia e Qatar. Parthenon è firmato da Mantas Kvedaravičius professore associato che insegna Visual Cultures e Cinema all’Università di Vilnius, autore di due documentari e qui al suo primo lungometraggio di finzione. Il film si svolge fra l’Africa (il Sudan), l’Europa (la Grecia), la Turchia e l’Ucraina, in cui si intrecciano e si sovrappongono tre destini. In Europa è ambientato Psychosia di Marie Grahtø, ispirato alla vera storia medica della regista, interpretato da Trine Dyrholm e da Victoria Carmen Sonne: Viktoria è una singolare ricercatrice nel campo del suicidio, estremamente autodisciplinata, che viene invitata in un reparto psichiatrico per curare Jenny, una paziente con tendenze suicide. Billie Piper, attrice, ballerina e cantante inglese firma il suo primo lungometraggio come regista, Rare Beasts, e ne interpreta la protagonista, Mandy, una madre, una sceneggiatrice, una nichilista in crisi. Il film si avvale anche delle performance di David Thewlis (Harry Potter), Leo Bill (Peterloo [+leggi anche:
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intervista: Mike Leigh
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) e Lily James (Downton Abbey). Scales infine è una fiaba feroce e incantata diretta da una giovanissima regista saudita, Shahad Ameen che ha studiato cinema a Londra. Nella sua opera prima una dodicenne caparbia vive in un povero villaggio di pescatori governato da un’oscura tradizione, per la quale ogni famiglia deve sacrificare la propria figlia femmina alle creature del mare.

I sette lungometraggi in concorso alla 34. Settimana Internazionale della Critica concorrono a due premi principali: Premio del pubblico, realizzato grazie al sostegno del Comune di Taranto; Gran Premio Settimana Internazionale della Critica, realizzato grazie al sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e assegnato da una giuria internazionale al miglior film in concorso. I film della SIC, come tutte le opere prime di lungometraggio presentate nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele), concorrono all’assegnazione del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.

Il programma:

Concorso
All This Victory - Ahmad Ghossein (Libano/Francia/Qatar)
Parthenon - Mantas Kvedaravičius (Lituania/Ucraina/Francia)
El príncipe - Sebastian Muñoz (Cile/Argentina/Belgio)
Psychosia - Marie Grahtø (Danimarca/Finlandia)
Rare Beasts - Billie Piper (Regno Unito)
Scales - Shahad Ameen (Emirati Arabi Uniti/Iraq/Arabia Saudita)
Tony Driver [+leggi anche:
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- Ascanio Petrini (Italia/Messico)

Eventi Speciali 

Film d'apertura
Bombay Rose - Gitanjali Rao (Regno Unito/India/Francia)

Film di chiusura
Sanctorum - Joshua Gil (Messico/Qatar/Repubblica Dominicana)

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