email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

LOCARNO 2019 Concorso

Recensione: Technoboss

di 

- L'ultimo film di João Nicolau vede la prima apparizione di Miguel Lobo Antunes in una fresca e comica esplorazione della vecchiaia (e della vita)

Recensione: Technoboss
Miguel Lobo Antunes in Technoboss

Dopo il film di formazione John From [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
, in cui João Nicolau esplorava i sogni, le speranze e le vicissitudini degli adolescenti nella periferia di Lisbona, ora il regista presenta, in concorso al Locarno Film Festival, un assaggio all’altro lato dello spettro della vita. Technoboss [+leggi anche:
trailer
intervista: João Nicolau
scheda film
]
ritrae la storia – con tutte le sue (dis)avventure – di Luís Rovisco (Miguel Lobo Antunes): un uomo divorziato, vecchio ma ancora energico, che vive con il gatto Napoleone e vuole andare in pensione dal suo lavoro alla SegurVale, una società di sistemi integrati di controllo d’accesso. Un lavoro apparentemente noioso che non richiede solo un aggiornamento tecnico costante, ma anche una continua presenza dei lavoratori sulla strada.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

È lì, sulla strada, che tutto (o niente) comincia, che tutto (o niente) accade. Dentro la vecchia Volkswagen Passat di Rovisco emerge un nuovo spazio: uno spazio privato, per le verità, le melodie, i pensieri e le soluzioni interiori.

Luís Rovisco inizialmente potrebbe essere descritto come un vecchio uomo ordinario che conduce una vita ordinaria senza complicazioni: si prende cura del gatto e di suo nipote (lo va a prendere a scuola, lo aiuta con i compiti a casa), e fa qualsiasi cosa richieda il suo lavoro. Ma sotto a tutto questo c’è un’energia, una tendenza verso situazioni assurde e comiche, che lo porteranno inevitabilmente a un vero cambiamento di vita.

Il suo ultimo incarico di lavoro lo porta dal centro al sud del Portogallo, a Hotel Almadrava, dove si riaccende una vecchia fiamma: lì incontra di nuovo Lucinda Sousa (Luísa Cruz), ed è in questo momento che la vera azione – con tutte le domande, i conflitti, gli errori ma anche i traguardi interiori – comincia davvero.  

Un incarico apparentemente facile che Rovisco cerca di sabotare di buon grado, per far sì che possa restare più a lungo e rivelare le sue vere intenzioni a Lucinda. Nel cercare di riconquistarla, nonostante il rifiuto persistente, il mondo di Rovisco non viene rovesciato, ma la linea di separazione tra realtà e mondo di fantasia diventa sempre più opaca.

A partire in modo sottile dagli interni della sua Volskwagen 49-43-LR, la fantasia presto comincia a invadere gli spazi che abita: da un gruppo di persone a caso che all’improvviso inizia a cantare alla reception dell’Hotel cosa potrebbe fare o non fare in Cante Alentejano, fino alla progressiva trasformazione del paesaggio in cui guida in una sfilata di quadri. Queste immaginarie situazioni impossibili e assurde – all’inizio confinate alla sfera privata, ma poi traboccate negli spazi pubblici – aumentano la comicità della vita ormai tragica di Rovisco, mostrandone allo stesso tempo l’inevitabile trasformazione interiore: prima un uomo solo, silenzioso e dedito al lavoro, alla fine Luís Rovisco comprende che l’amore, la vera amicizia e una mente aperta potrebbero essere la chiave per la felicità, in tutte le sue diverse e molteplici definizioni.

Un road-movie naif, comico e musicaleggiante, Technoboss offre, più di tutto, uno sguardo fresco e allegro sull’invecchiamento. Una prospettiva unica e un’attitudine cinematografica esclusiva che risuonano dello stile narrativo di João Nicolau, così come delle sue personali preferenze estetiche e cinematografiche. Il regista utilizza il mezzo filmico in modi a volte sensazionalmente creativi, sempre estremamente diversi, e costantemente sorprendenti, dai movimenti della telecamera alla composizione delle scene. Impiegando un approccio naif e teatrale, pieno di metafore e iperboli visive che aumentano la realtà della finzione, il film racconta una storia in movimento, con un insieme di tracce originali che restano impresse: “Technoboss, technoboss”.

Technoboss è stato prodotto da O Som e a Fúria, in coproduzione con Shellac Sud, e con il supporto di ICA, Fundo de Turismo e Cinema, Fundo CNC-ICA, RTP.

(Tradotto dall'inglese da Gilda Dina)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.