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LOCARNO 2019 Piazza Grande

Recensione: Adoration

di 

- Fabrice du Welz conclude la sua trilogia ambientata nelle Ardenne con la storia di due giovincelli innoncenti e di buon cuore, Paul e Gloria, in fuga per la libertà

Recensione: Adoration
Thomas Gioria e Fantine Harduin in Adoration

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, sesto lungometraggio del regista belga Fabrice du Welz, è stato presentato venerdì sera in prima mondiale davanti al pubblico appassionato della Piazza Grande, al Festival di Locarno. Il film segue le orme di Paul, un ragazzo che vive con sua madre ai margini di una strana foresta, in un piccolo padiglione all'ingresso di un ospedale un po’ particolare. Un giorno, esce dal suo letargo grazie all'apparizione di una ragazza che non si aspettava. Come un'epifania. Eppure la solare Gloria svelerà gradualmente un lato oscuro.

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Decisa a scappare dall'istituto dove si sente intrappolata, trascina Paul nella sua fuga. Paul e Gloria si completano a vicenda, lui è titubante, lei è determinata. Hanno ancora un piede nell'infanzia, ma iniziano a uscirne. Sul filo dell'acqua, la loro bella fuga si convertirà in latitanza. Perché Gloria è malata. E se il loro incontro si trasforma rapidamente in amore a prima vista, la tempesta è dietro l’angolo.

Adoration inizia con il suono del vento tra i rami. È un film decisamente sensuale. L'approccio di Welz è viscerale e riecheggia il carattere assoluto dell'amore che lacera il giovane Paul, non necessariamente preparato per questo diluvio di sentimenti, ma pronto ad affrontarlo.

La camera organica (il film è girato in pellicola) si fonde con il corpo, magnifica la natura. Una natura accattivante e meravigliosa, teatro magistrale del realismo magico che il film infonde inquadratura dopo inquadratura, dall'uccello ferito alla foresta magica, dall'acqua come luogo di passaggio ai vari tunnel; la storia si trasforma in una fiaba moderna, con nel cuore l'amarezza delle fiabe tradizionali.

Con la malattia che gradualmente riprende terreno, si scatena l'immaginario. Ci immergiamo in un mondo onirico, tendenzialmente da incubo. I bambini perdono l'equilibrio, il legame con la realtà. Ancora una volta, la follia è un territorio cinematografico da esplorare per Fabrice du Welz, questa volta dal prisma di un amore folle e di una purezza assoluta, quella di un innocente non ancora del tutto uscito dall’infanzia. Ma siamo lontani da qualsiasi visione edulcorata dell'infanzia. Qui è pura e selvaggia, potente e intransigente.

Paul è incarnato dal fantastico giovane attore francese Thomas Gioria, scoperto in Jusqu’à la garde [+leggi anche:
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. Al suo fianco, la giovane attrice belga Fantine Harduin (Happy End [+leggi anche:
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) presta con carattere il suo sguardo inquietante all’enigmatica Gloria. Di fronte a loro, come continui ostacoli, si succedono gli adulti, tra cui Peter Van Den Begin, Charlotte Vandermeersch e Benoît Poelvoorde, che porta la sua elegante disillusione nell'ultimo terzo del film.

Il viaggio di Paul e Gloria ci porta nel cuore della passione amorosa. Se Adoration chiude un capitolo, quello della trilogia ardennese del regista (le cui prime due opere erano Calvaire [+leggi anche:
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), esso apre anche una nuova breccia, forse più intima, nella filmografia dell'autore.

Adoration è prodotto da Panique! in Belgio e The Jokers in Francia, e coprodotto da Savage Film (Belgio). E’ venduto da Memento Films, e sarà distribuito da The Jokers (esce il 22 gennaio) e in Belgio da Imagine Film Distribution.

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(Tradotto dal francese)

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