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ANGOULÊME 2019

Recensione: Fête de famille

di 

- Navigando tra fantasia e tragedia, Cédric Kahn si immerge nel cuore dei tumulti di una famiglia, sotto la superficie delle apparenze

Recensione: Fête de famille

Antropologo o antropofago: la confusione tra queste due parole durante una conversazione in Fête de famille [+leggi anche:
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, il nuovo film di Cédric Kahn (presentato in anteprima al Festival del film francofono di Angoulême prima del suo lancio il 4 settembre nelle sale francesi con Le Pacte) dà un piccolo indizio sul modo in cui il cineasta francese ha scelto di affrontare il tema della famiglia, attraverso uno studio attento dell'essere umano in cui emerge una forma di cannibalismo emotivo. Un territorio di esplorazione corale già esaminato molte volte sul grande schermo, ma per la prima volta da Cédric Kahn (autore tra gli altri di La prière [+leggi anche:
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, Feux rouges, Vie sauvage [+leggi anche:
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, Roberto Succo, ecc.) che ha ideato un quasi huis-clos con 11 personaggi riuniti per 24 ore in una casa in campagna.

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Andréa (Catherine Deneuve) vorrebbe "che si parlasse solo di cose gioiose" per festeggiare il suo compleanno con i suoi due figli: il serio Vincent (Cédric Kahn stesso) venuto con sua moglie (Laetitia Colombani) e i loro due giovani gemelli, e lo stravagante Romain (Vincent Macaigne) affiancato dalla sua nuova fidanzata Rosita (Isabel Aimé González-Sola) e che infastidisce tutti con la sua piccola videocamera. Ma insieme a una pioggia torrenziale sopraggiunge un elemento inaspettato e dirompente: sua figlia Claire (Emmanuelle Bercot), partita per gli Stati Uniti da quattro anni. Un ritorno che avviene all’insegna del disastro (sarebbe fuggita dal suo compagno) e di una complessa riunione con l'adolescente Emma (Luana Bajrami), la figlia di Claire cresciuta da Andréa (e da suo marito, il discreto Jean incarnato da Alain Artur) e innamorata di Julien (Josua Rosinet). A peggiorare le cose, scopriamo gradualmente che Claire è psicologicamente instabile e che ha avuto due grandi crisi di delirio negli Stati Uniti prima di fuggire con la carta blu del suo compagno e i gioielli di sua suocera, scomparendo per cinque mesi. Mentre sua madre continua a far finta di niente, Vincent si innervosisce e Romain inanella gaffes da looser, Claire reclama 200.000 euro, la sua parte della casa, per avviare un progetto grottesco: mettere su un bed & breakfast vegano in Portogallo, idea che ha avuto con una donna svizzera incontrata a San Francisco... Ma se Claire è ovviamente in difficoltà, anche nella storia della famiglia non tutto è chiaro…

Oscillando tra tenerezza e malinconia, una classica riunione di famiglia (preparativi e discussioni in cucina, pasti, spettacoli dei bambini, ecc.) e colpi di scena, risate e lacrime, amore e guerra emotiva, Cédric Kahn cerca di non avvantaggiare alcun personaggio e rende piuttosto bene e con una discreta eleganza di messa in scena il clima di questo genere di riunione. E se il personaggio interpretato da Emmanuelle Bercot potrebbe sembrare oltraggioso e disturbare qualcuno, è semplicemente perché è stato fortunato a non frequentare nel quotidiano una bipolare in crisi. In compenso, il carattere corale del film annacqua un po' questo ritratto collettivo che dà anche - senza tuttavia rappresentarne un demerito - un'impressione di déjà vu, e propende per una certa teatralità (che riecheggia in particolare la pièce interpretata dai bambini) amplificando questa sensazione di un angolo troppo ampio. Il regista, tuttavia, ha un bagaglio artistico sufficientemente ricco e ha a sua disposizione attori abbastanza forti affinché il suo esperimento di film familiare "tradizionale" susciti interrogativi sulle apparenze e la verità.

Prodotto da Les Films du Worso, Fête de famille è coprodotto da France 2 Cinéma, Tropdebonheur Productions e i belgi di Scope Pictures. Le vendite internazionali sono affidate a Elle Driver.

(Tradotto dal francese)

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