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VENEZIA 2019 Concorso

Recensione: Il sindaco del rione Sanità

di 

- VENEZIA 2019: Sorprendente interpretazione di Francesco Di Leva, carismatico boss della camorra nell'adattamento di Mario Martone dell'omonima commedia di Eduardo De Filippo

Recensione: Il sindaco del rione Sanità
Francesco Di Leva in Il sindaco del rione Sanità

"Chi ha i santi va in Paradiso, chi non li ha viene da me" dice Antonio Barracano, il carismatico boss della camorra protagonista de Il Sindaco del Rione Sanità [+leggi anche:
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intervista: Mario Martone
scheda film
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. Dove per "sindaco" si intende colui che controlla e amministra il malaffare nel quartiere e provvede a dirimere con autorevolezza controversie e litigi. In concorso ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia, il film di Mario Martone è l'adattamento cinematografico (realizzato con Ippolita di Majo) della omonima commedia di Eduardo De Filippo del 1960, messa in scena nel 2017 con la regia dello stesso Martone. Il progetto è nato da un'intuizione dell'attore Francesco Di Leva, animatore del NEST, Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio, una delle periferie di Napoli più degradate. L'idea era quella di attualizzare la vicenda abbassando l'età del protagonista del capolavoro di Eduardo da 75 a 30 anni, mediamente quella dei giovani capi della camorra di oggi. Intatta è rimasta invece la conturbante ambiguità di questo "sindaco" a cui tutti si rivolgono per avere "giustizia" e che il quarantenne Di Leva interpreta sfoggiando un talento sbalorditivo. Un'ambiguità che era stata ben spiegata da Eduardo: Barracano non è un padrino, ma un uomo che ha vissuto sulla propria pelle un'ingiustizia e che, proprio per amore della giustizia e sfiducia negli uomini, se la fa da sé.

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In una delle scene più intense del film, Barracano racconta al ricco panettiere Arturo Santaniello (Massimiliano Gallo) di essere nato in una famiglia di poveri caprai e di essere stato ridotto in fin di vita dal guardiano di un possedimento nel quale era sconfinato con le sue bestie. Aveva poi maturato la vendetta, uccidendo l'uomo, andando a processo e uscendone innocente grazie a dei falsi testimoni.

Il film si apre con una sparatoria all'uscita di una discoteca ma i tre atti, che ripercorrono la struttura originaria del testo di De Filippo, sono quasi interamente girati in interni. La giornata del "sindaco" inizia così, ricevendo la prima visita: lo sparatore e il ferito, due giovanissimi amici che hanno litigato per un posto di lavoro, e che ora si sono rifugiati nella villa alle pendici del Vesuvio di Barracano. A ricucire la ferita del ragazzo c'è il dottor Fabio Della Ragione, un medico che misteriosamente vive con la famiglia Barracano e affianca il "sindaco" nell'amministrare la giustizia, al di sopra delle parti e al di fuori dello Stato. Affidato all'interpretazione del bravissimo Roberto De Francesco (che si è unito al cast qualche giorno prima delle riprese) il personaggio del medico è forse il più affascinante e "pinteriano", una sorta di prigioniero con la sindrome di Stoccolma. Durante la giornata si alternano altri personaggi che desiderano ricevere udienza, fino al confronto con il panettiere, che Martone ha sviluppato maggiormente rispetto al testo originario. Santaniello rappresenta l'altra faccia di Napoli, è un uomo onesto che ha creato la sua fortuna lavorando, e sbatte in faccia a Barracano la sua integrità con la durezza di un diamante. I personaggi femminili, come la o glie di Barracano, Armida (Daniela Ioia) sono aggiornati ai nostri tempi, più propensi ai giochi di sguardi che alle parole.

A distanza siderale dai Gomorra televisivi, il film di Martone è una storia senza tempo né geografia su senso di colpa, redenzione e speranza, come dimostra il gesto di responsabilità del protagonista nel finale, aperto e non pacificatorio, e che De Filippo, già sessanta anni fa, aveva scritto senza falso ottimismo. Con Il Sindaco del Rione Sanità ancora una volta il regista napoletano stabilisce un rapporto tra cinema e teatro, ispirandosi a Polanski, Fassbinder, Kurosawa e certamente a Hitchcock, muovendo i protagonisti in spazi ampi ma chiusi, e mettendoli a fuoco con lunghi primi piani. La sua scelta vincente è quella di imprimere alla regia un ritmo da freestyle, una cadenza da rap napoletano, un flusso recitativo melodico, coinvolgendo peraltro nel progetto un rapper, Ralph P, che oltre a recitare ha scritto il brano d'apertura e quello di chiusura.

Prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, in coproduzione con Malìa e il collaborazione con Elledieffe SRL, Teatro Stabile di Torino e Nest, Il Sindaco del Rione Sanità uscirà nelle sale italiane come film evento dal 30 settembre al 2 ottobre con Nexo. True Colours si occupa delle vendite internazionali.

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