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VENEZIA 2019 Fuori concorso

Recensione: Vivere

di 

- VENEZIA 2019: Francesca Archibugi continua la sua osservazione del nucleo familiare, ma senza incisività

Recensione: Vivere
Micaela Ramazzotti in Vivere

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, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Francesca Archibugi continua la sua osservazione del nucleo familiare, che negli anni ha messo in scena declinandolo nelle sue numerose sfaccettature.

Quella di Vivere è una famiglia disfunzionale, non c'è dubbio. Ruota attorno a Susi, una Micaela Ramazzotti ancora una volta nei panni della romana di periferia un po' svalvolata, con il sogno infranto di diventare ballerina e che invece insegna gymno dance alle signore che vogliono dimagrire. E' mamma di Lucilla (Elisa Miccoli), bimba di 7 anni con gli attacchi di asma psicosomatica. Il papà della bambina è Luca (Adriano Giannini), giornalista che si arrabatta con piccole collaborazioni, disprezzato da tutti per la sua debolezza, e che dipende ancora dall'aiuto dell'ex suocero De Santis (Enrico Montesano), potente avvocato con amici in politica e losche frequentazioni. La scappatella con Susi gli era costata la cacciata da casa De Santis e la separazione da Azzurra (Valentina Cervi), con cui rimane in contatto grazie al figlio avuto con lei, il diciassettenne Pierpaolo (Andrea Calligari, nuovo volto interessante) che nonostante i tiri di coca sembra molto più maturo del papà. Completa il quadro familiare la ragazza alla pari che bada a Lucilla, la giovane irlandese timorata di Dio Mary Ann (Roisin O'Donovan), studentessa di storia dell’arte. L'infedele compulsivo Luca, che rimane da solo a casa con lei, non fa passare molto tempo prima di saltarle addosso dicendole "sono infelice", cosa che lei accetta volentieri dopo una breve resistenza e un segno della croce. Accortasi di quanto sia vile e mediocre il suo amante, la ragazza fugge dalle suore irlandesi del quartiere Aventino per accorgersi più tardi di essere incinta. Susi intanto si fa corteggiare dal luminare che ha in cura Lucilla, un affascinante vedovo interpretato da Massimo Ghini. Ma non cede, nonostante consideri il marito un cialtrone. Ad osservare tutto ciò c'è il vicino di casa perito industriale detto Perind (Marcello Fonte, Miglior Attore a Cannes per Dogman [+leggi anche:
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). Il cerchio si chiude quando il nonno avvocato viene ritrovato morto d'infarto nel letto di un trans brasiliano che De Santis frequentava assiduamente e a cui raccontava ogni cosa della sua famiglia (divertente la scena in cui il viado dice "tu devi essere Luca, sfigatello e un po' stronzo…). Il giornale di Luca gli offre il posto sicuro in cambio di un reportage che sveli i segreti del suocero morto, ma lui rifiuta, riscattandosi da una vita di errori.

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Sceneggiato dalla regista con Paolo Virzì e Francesco Piccolo, Vivere si fa perdonare molte battute poco brillanti e tante situazioni poco credibili, ma non la sua vacuità di fondo. Il personaggio del vicino voyeur rivela la sua funzione epistemica alla fine, per spiegare allo spettatore il senso del film:  vi guardo mentre correte via, mentre ridete, piangete - rivela il solitario perito industriale a Susi - insomma vi osservo vivere. E vi invidio.

Vivere è prodotto da Lotus Production, una società di Leone Film Group con Rai Cinema, in associazione con 3 Marys Entertainment. Intramovies cura la distribuzione internazionale. Il film sarà nelle sale italiane dal 26 settembre con 01.

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