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TORONTO 2019 Wavelengths

Recensione: Those That, at a Distance, Resemble Another

di 

- La cineasta argentino-britannica Jessica Sarah Rinland debutta con un saggio poetico sui processi di conservazione e restauro dei musei

Recensione: Those That, at a Distance, Resemble Another

Dopo aver debuttato al Festival di Locarno, l’esordio della cineasta argentino-britannica Jessica Sarah Rinland Those That, at a Distance, Resemble Another [+leggi anche:
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, ha avuto la sua prima nordamericana nella sezione Wavelengths del Festival di Toronto. Il film vincitore di una menzione speciale nella nuova competizione Moving Ahead della manifestazione svizzera è un saggio concettuale sul valore della copia di un oggetto nel suo contesto museale.

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Il documentario vede la partecipazione di esperti (archeologi, ceramisti, curatori, biologi e altri tecnici di laboratorio) al processo di conservazione e restauro della copia di un pezzo di un museo. In particolare, la zanna d'avorio di un elefante. Allo stesso modo, il lavoro di questi esperti non viene mai spiegato allo spettatore. Quest’ultimo assiste all'esecuzione delle azioni degli specialisti come se fosse una cerimonia ipnotica: la camera di Rinland documenta solo le attività del museo attraverso primi piani in 16 mm delle mani dei tecnici che operano con grande delicatezza.

In questa successione di squisite immagini di mani che lavorano sul manufatto riconosciamo quelle della cineasta (sempre smaltate), che partecipa alle attività di conservazione. I suoi contributi gestuali e verbali sono cruciali nel film, dato che in uno di essi ascolteremo la sua voce che spiega ai partner di laboratorio la tesi di un libro che è, ugualmente, il quid del film. In questa tesi filosofica, Rinland definisce la copia – cioè la replica che sta manipolando – come un artefatto perfetto e inalterabile; mentre l'originale non è dotato di un'aura di perfezione perché è vittima della realtà e del tempo.

Those That, at a Distance, Resemble Another teorizza sul ruolo della replica nello spazio museale, nobilitando il suo uso (sconosciuto a molti). Da parte sua, questo saggio poetico ci consente anche di viaggiare e comprendere la rete invisibile che connette i musei del mondo – San Paolo, Manaus, Rio de Janeiro, Betlemme e Londra – attraverso il traffico dei loro pezzi.

Those That, at a Distance, Resemble Another è prodotto dalla spagnola Filmika Galaika e dalla stessa Jessica Sarah Rinland.

(Tradotto dallo spagnolo)

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