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VENEZIA 2019 Fuori concorso

Recensione serie: The New Pope

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- VENEZIA 2019: Il seguito di The Young Pope di Paolo Sorrentino vede John Malkovich prendere il posto di Jude Law a Roma

Recensione serie: The New Pope
Jude Law e John Malkovich in The New Pope

Tre anni dopo l’arrivo di Paolo Sorrentino alla Biennale del Cinema di Venezia con la serie tv candidata agli Emmy e ai Golden Globe, The Young Pope, il regista italiano fa ritorno al Lido nella sezione Fuori Concorso con il seguito della serie, The New Pope. Sorrentino decide, fastidiosamente, di presentare la serie mostrando al pubblico gli episodi 2 e 7, con veloci e minuscole panoramiche che colmano le lacune e rivelano un filone terroristico. Speriamo che non diventi una tendenza presentare episodi fuori ordine ufficiale.

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All’inizio di quest’anno il regista danese Nicolas Winding Refn è arrivato a Cannes con gli episodi 4 e 5 del suo show televisivo Too Old to Die Young. Appare piuttosto pretenzioso andare ai film festival per sfoggiare i propri articoli senza un ordine cronologico. L’ovvia morale è che questi registi stiano provando a mettere in luce le proprie credenziali autoriali piuttosto che gli spettacoli stessi, insinuando che il pubblico debba ammirare la fotografia, l’estetica, la recitazione, e non preoccuparsi di aspetti banali come la trama o l’ordine naturale delle cose. Questi registi si sbagliano. Solo mostrando gli episodi in ordine la serie può essere adeguatamente giudicata, e ciò che è stato presentato alla Biennale del Cinema di Venezia, in tutta la sua eccellenza, è apparenza pura.

Il motivo per cui Sorrentino ha mostrato gli episodi 2 e 7 è che sono i capitoli in cui i considerevoli talenti di recitazione di John Malkovich e Jude Law si esibiscono al meglio. L’attore americano fa il suo ingresso nella serie nel ruolo di un Papa inglese, dopo un’intera stagione in cui l’attore inglese ha avuto una crisi esistenziale poiché veniva chiamato il primo Papa americano. Malkovich, attualmente sul palco a Londra, può fare l’inglese con i pantaloni abbassati.

Questa stagione comincia nel punto in cui era finita la prima, con il collasso di Pio XIII (Law). Durante la maggior parte della seconda stagione Law è in coma, ma si sa che è ben lungi dal passare tutti gli episodi a letto, finendo quindi a fluttuare in giro per il Vaticano come una presenza fantasma. Appare molto più sicuro dell’esistenza di Dio rispetto a quando non era in coma. L’allusione sembra essere che si tratti del Cristo dei nostri giorni.

Nel secondo episodio il Segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando) esercita pressioni affinché sia un moderato aristocratico inglese, Sir John Brannox (Malkovich), a prendere il posto sul trono papale con il nome di Giovanni Paolo III. Malkovich, come ha dimostrato la sua trasformazione nel Visconte di Valmont nel film Le relazioni pericolose (1988), è un mago a interpretare personaggi con ambizioni politiche che fingono di essere innocenti. E, ovviamente, gli riesce magnificamente, specialmente nelle scene da brivido di fronte al rientro di Cécile de France nel ruolo di Sofia Dubois.

Il tono di entrambi gli episodi è molto più malinconico di qualunque altro visto nella prima stagione. Tutti e due i papi sono infelici e appesantiti dalle responsabilità del proprio incarico. Tuttavia, come per qualsiasi cosa che faccia Sorrentino, c’è anche un evidente sottofondo ironico, e Law sembra divertirsi molto di più con il suo personaggio. È probabile che i fan di The Young Pope non restino delusi ma, dall’altro lato, chi non ama gli spoiler della trama sarà meno conquistato dalla scelta “artistica” fatta alla Biennale.

The New Pope è una produzione italo-franco-spagnola-americana messa in scena da Wildside, in coproduzione con Haut et Court e Mediapro, e in collaborazione con Sky Italia, HBO e Canal+.

(Tradotto dall'inglese da Gilda Dina)

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