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TORONTO 2019 Contemporary World Cinema

Recensione: Red Fields

di 

- L'israeliana Keren Yedaya dirige un musical contro la guerra a favore della smilitarizzazione del paese, basato sulla controversa opera rock degli anni '80 Mami

Recensione: Red Fields
Neta Elkayam e Ami Abu in Red Fields

Nel 1986, a soli 14 anni, la regista Keren Yedaya fu tra i tanti spettatori israeliani della controversa opera rock Mami. L'opera, composta da Hillel Mittelpunkt, Ehud Banai e Yossi Mar Haim, divenne un fenomeno di culto in tutto il paese per la sua essenza antimilitarista. Questa opera favoriva lo spirito di autocritica aprendo il dibattito sull'occupazione israeliana nei territori di Gaza e della Cisgiordania mediante una trama di fantascienza surreale. Trent’anni dopo, la regista vincitrice della Caméra d’Or del Festival di Cannes per Or (My Treasure) ha adattato lo spettacolo teatrale al cinema. Red Fields, presentato in anteprima e premiato al Festival di Gerusalemme, fa parte dell'ampio programma Contemporary World Cinema della 44ma edizione del Festival di Toronto.

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Fedele al testo operistico originale, il film musicale Red Fields è interpretato da Mami: impiegata in un distributore di benzina nel sud di Israele, da poco sposata con un soldato. L'attrice e cantante Neta Elkayam – anche lei nata nella precaria parte meridionale del paese – dà vita all'iconica Mami, mentre Ami Abu interpreta il marito. Un cantante extradiegetico (Dudu Tassa), con un'orchestra alle spalle, è incaricato di dirigere la narrazione. Così come l'opera, la struttura narrativa del film si basa sulla duplicazione dell'azione. Prima Dudu Tassa e l'orchestra eseguono una canzone su ciò che sta per accadere. E poi Keren Yedaya mette in scena il contenuto cantato con i suoi attori.

Dall'inizio del musical, Dudu Tassa e la sua orchestra di fiati e archi avvertono del tragico incidente che ha lasciato il soldato in uno stato di coma cerebrale irreversibile. Ma trattandosi di un'opera contro la guerra, l'operazione militare rimane fuori dal campo. La regista di Jaffa [+leggi anche:
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e That Lovely Girl preferisce rappresentare la sofferenza della protagonista nelle lunghe ore di attesa in ospedale, per dimostrare, così, che l'unico colpevole di quell'evento è la guerra stessa. La vita di questa coppia con risorse finanziarie limitate è fatidicamente segnata per sempre. Tuttavia, Mami intraprende un viaggio a Tel Aviv, con il marito in coma su una sedia a rotelle, alla ricerca di nuove opportunità. L'inizio di questo viaggio coincide con una drastica rottura nel tono del film. Keren Yedaya abbandona il classico realismo cinematografico che ha caratterizzato la prima parte del film, così come il resto delle sue opere, per abbracciare un surrealismo sfrenato.

Red Fields è un'odissea di eventi stravaganti nella minacciosa Tel Aviv. La protagonista sarà vittima di tentativi di stupro, di discriminazione sociale a causa della sua origine meridionale, di esperimenti scientifici con il suo cervello e di una bizzarra campagna per la presidenza del paese dalla quale uscirà eletta, portando il paese alla peggiore guerra mai immaginata. Attraverso fantascienza surreale e testi di canzoni profondamente politiche, Red Fields diventa una bellissima ode alla smilitarizzazione di Israele.

Red Fields è prodotto dalle israeliane Transfax Film Productions e United King Films con la lussemburghese Amour Fou Luxembourg e la tedesca Riva Filmproduktion. La compagnia francese Playtime cura le vendite internazionali.

(Tradotto dallo spagnolo)

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