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FILM / REVIEWS

Recensione: Il colpo del cane

di 

- Grottesco e tragicomico il secondo film di Fulvio Risuleo è un oggetto piuttosto singolare e atipico nel panorama cinematografico italiano

Recensione: Il colpo del cane

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di Fulvio Risuleo è un oggetto piuttosto singolare e atipico nel panorama cinematografico indipendente italiano. Non è il solito film comico, non un film romantico o per famiglie, ricorda piuttosto certe commedie dalle sfumature nere, grottesche a cui ci ha abituato un certo filone delle cinematografie francese, belga o balcanica. Risuleo aveva dato i primi segnali di paradossale da subito, con il corto d’esordio del 2014 Lievito madre, premiato a Cannes alla Cinéfondation, seguito da Varicella, e dal primo lungometraggio Guarda in alto [+leggi anche:
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, coprodotto con la Francia e premiato dalla Giuria Giovani ad Annecy l’anno scorso.

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Il colpo del cane è la tragicomica avventura di Orazio, un giovane ma non giovanissimo disoccupato romano, dall’animo buono, introverso e appassionato di musica metal, in cerca di lavoro dopo l’ennesima delusione amorosa e occupazionale. Accetta da una coppia ambigua e da un ancora più ambiguo negoziante di animali di cercare (per meglio dire, rapire) piccoli ma costosissimi bulldog francesi da fare accoppiare con preziose piccole bulldog francesi. Orazio è interpretato dal bravissimo e poliedrico Edoardo Pesce, che dopo aver affrontato, nelle vesti del violento borgataro Simone, il tremendo canaro nel Dogman [+leggi anche:
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di Matteo Garrone, ora si ritrova ad inseguire cagnetti alti 30 centimetri al garrese. Ripulitosi dal look metallaro che prevede magliette con teschi incazzati e capelli lunghissimi davanti agli occhi, Orazio si trasforma nell’improbabile veterinario dottor Mopsi. Ai giardini pubblici punta la giovane coppia gay Rana e Marti (Silvia D’Amico, L’ospite [+leggi anche:
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, e Daphne Scoccia, Fiore [+leggi anche:
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) che stanno facendo le cat sitter per un’anziana e ricca signora (Anna Bonaiuto in un breve cameo). Il cane è, ovviamente, un bulldog francese. Orazio/dottor Mopsi è troppo imbranato per riuscire nel colpo e dal tentativo di rapimento canino parte un paradossale inseguimento (lui con una Fiat Croma anni Novanta, le ragazze con una agilissima auto elettrica in sharing, la cui ditta deve aver contribuito notevolmente al budget del film, considerato il massiccio product placement). La prima parte del film è visto dalla parte di Rana e Marti, mentre nella seconda parte lo sguardo si ribalta e rivediamo le cose dal punto di vista di Orazio (si, proprio come Kurosawa e Tarantino).

I momenti in cui è protagonista Edoardo Pesce funzionano certamente di più, nella sceneggiatura firmata dal regista, mentre le gag affidate alle due giovani attrici risultano spesso un po’ ingenue, e la recitazione che a volte sembra lasciata volontariamente all’improvvisazione non sempre crea la giusta alchimia. Ma il film è da lodare per il tentativo coraggioso di uscire dagli schemi, anche grazie ad una regia e montaggio (Ilenia Zincone) che vivacizzano la scena.

Prodotto da TIM Vision e Revok in collaborazione con Sky, e con il sostegno della regione Lazio – Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo, il film sarà nelle sale italiane dal 19 settembre, distribuito da Vision.

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