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SITGES 2019

Recensione: 4x4

di 

- Il film di apertura della sezione Orbita di Sitges, diretto dal regista argentino Mariano Cohn, dimostra che le automobili ci stanno davvero uccidendo

Recensione: 4x4
Peter Lanzani in 4x4

Il regista argentino Mariano Cohn dirige da solo quello che si rivela essere il secondo film più strano possibile dopo il premiato Il cittadino illustre [+leggi anche:
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, con il suo fedele collaboratore Gastón Duprat nel ruolo di co-sceneggiatore e produttore. Perché è il secondo film più strano? Perché il favoloso 4x4 [+leggi anche:
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, scelto come titolo di apertura della sezione Orbita del Sitges Film Festival, dimostra che tutto ciò che serve per fare un film non è una ragazza e una pistola, ma un idiota e un'auto. Ancora una volta Godard sembra aver sbagliato tutto, a quanto pare.

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Non una macchina qualsiasi, però, ma un SUV di lusso parcheggiato da qualche parte a Buenos Aires, e che un ladro di passaggio (Peter Lanzani di The Clan [+leggi anche:
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, che qui dimostra la sua dedizione illimitata al mestiere) decide di scassinare, sgraffignando tutto ciò che può per poi decidere di farci pipì dentro. I giovani di oggi, eh? Bisogna prenderne atto, uno pensa. Ma solo allora scopre, il povero fesso, che mentre è stato facile entrare nel veicolo, è molto più difficile uscirne. In realtà impossibile. E il divertimento sta per iniziare.

E molto, anche perché uno dei motivi per cui il film di Cohn funziona così bene è che ci sono poche cose tanto divertenti quanto testimoniare la stupidità umana, con questo particolare esemplare che cerca invano di prendere a pugni e di smontare il veicolo, che gradualmente si rivela un’autentica trappola, in molti sensi della parola. Seppur non così claustrofobica come quella di Buried [+leggi anche:
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intervista: Rodrigo Cortés
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, che vedeva Ryan Reynolds svegliarsi in una bara di legno, la lotta in 4x4 è comunque palpabile – anche se l’impanicato Ciro è comunque in grado di vedere attraverso il finestrino il mondo, che si fa tranquillamente i fatti suoi con gli uccellini che cinguettano e nessuno a cui importi un bel niente. Dopo aver rapidamente eliminato l'unico vero ostacolo sulla sua strada (la batteria di Ciro si scarica, guarda un po'), Cohn continua a divertirsi un mondo, poiché il ladro arrogante dovrà presto estrarre quella radio rubata dal suo zaino, e la prima canzone che esce fuori sembra già prendersi gioco di lui. Fast & Furious? Meglio lento e disperato. E affamato.

Man mano che le cose si complicano, con l'introduzione di un cattivo più credibile, anche se un po' simile a Jigsaw (Dady Brieva) che – e lo diciamo piano – sembra avere le idee molto più chiare, una piccola idea divertente si trasforma in un vero commento sociale, ma che rende incredibilmente difficile schierarsi. Soprattutto dopo che il piantagrane protagonista si è in parte riscattato dopo aver deciso di non uccidere un amichevole grillo che gli ha tenuto compagnia durante il calvario. Con i primi dialoghi effettivi che non arrivano prima di 15 minuti, è un film intelligente e senza pretese nella sua forma più pura, ed è solo un peccato che il finale non si attenga al suo formato compatto. Un altro piccolo trionfo per Cohn, quindi – forse non è poi così sorprendente, dato il suo solido curriculum, ma è certamente una direzione interessante e nuova. Se solo potessimo aggiungere che nessuna macchina è stata danneggiata durante la realizzazione di questo film.

4x4 è prodotto da Gastón Duprat e Jaume Roures per la spagnola Mediapro e dall’argentina Televisión Abierta. Le vendite sono curate da Latido Films.

(Tradotto dall'inglese)

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