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ZAGABRIA 2019

Recensione: Don't Forget to Breathe

di 

- Nel suo terzo lungometraggio, Martin Turk esplora le relazioni familiari, l'amore fraterno e la gelosia tra adolescenti

Recensione: Don't Forget to Breathe
Matija Valant, Tine Ugrin e Klara Kuk in Don't Forget to Breathe

Il regista sloveno-italiano Martin Turk affronta i temi della famiglia e delle relazioni al suo interno nel suo terzo lungometraggio, Don't Forget to Breathe, ma questa volta si rivolge maggiormente a un pubblico giovanile. Questa coproduzione sloveno-italo-croata è stata presentata per la prima volta di recente nella sezione parallela Alice nella città della Festa del cinema di Roma prima di essere proiettata nella sezione Plus del Zagreb Film Festival.

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Il nostro protagonista è il quindicenne Klemen (il carismatico esordiente Matija Valant), che ama passare il tempo con suo fratello maggiore Peter (Tine Ugrin). Vivono entrambi con la loro madre single, Alma (Iva Krajnc Bagola, vista in Besa (Solemn Promise) [+leggi anche:
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di Nevio Marasović), in una piccola città nella regione della Bassa Carniola in Slovenia, godendosi la natura e la tranquillità della zona. Klemen è un tennista promettente e vede il suo allenatore Miro (l'attore serbo Nikola Đuričko, che ha avuto un accenno di carriera internazionale con In the Land of Blood and Honey e World War Z [+leggi anche:
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) come una figura paterna. Trascorre anche del tempo con il suo amico Gregor (Jakob Cilinšek), mentre la sua compagna di scuola Jana (Ronja Matijevec Jerman, da Come Along [+leggi anche:
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di Igor Šterk) potrebbe avere un interesse romantico per lui.

Tutto sembra a posto, ma Klemen è un giovane ragazzo sensibile che non accetta che le cose della vita cambino intorno a lui. Non nutre grande simpatia per il fidanzato poliziotto di sua madre Andrej (Miha Rodman) e deve fare i conti con il fatto che Peter dovrà partire presto per i suoi studi. Nella vita del giovane, un altro problema diventa Sonja (Klara Kuk), la nuova ragazza di suo fratello che Klemen vede come un nemico che acuisce il divario tra loro due. Presto, Klemen fallisce alcuni importanti tornei di tennis e si mette anche nei guai prendendo l'auto di qualcun altro per un giro e andandocisi a schiantare. È solo un disperato atto di ricerca d'attenzione o un classico caso di ribellione adolescenziale? Oppure c'è qualcosa di più sinistro in corso?

Il problema è che Turk e il suo co-sceneggiatore, noto critico cinematografico Gorazd Trušnovec, non sembrano saperlo neanche loro. Le trasformazioni di Klemen avanti e indietro, che lo fanno oscillare da bambino sensibile e ribelle a manipolatore, non sembrano essere davvero giustificate. I dialoghi sono abbastanza fluidi, anche se a volte eccessivamente esplicativi, ma ciò che colpisce di più qui è l'apparente ignoranza degli sceneggiatori su come funziona la comunicazione tra adolescenti nel XXI secolo. Non ci sono social network e i telefoni cellulari vengono citati una volta nella prima metà e utilizzati come dispositivo narrativo cruciale intorno ai due terzi del film. Ma si tratta di difetti non imperdonabili, poiché Don't Forget to Breathe mira a essere un film per ragazzi, facendo passare i messaggi chiaramente didattici che non si deve agire di impulso e che la vita non è sempre prevedibile.

Le performance degli attori non sono tutte allo stesso livello, con Valant che è il migliore tra i membri più giovani del cast grazie al suo talento e alla sua naturalezza. Ma la vera star del film è Đuričko, con la sua tipica nonchalance e l'accento serbo pronunciato in modo verosimile che aggiunge un altro strato al suo personaggio. Semplicemente, è il tipo di attore che riesce a riempire la scena di energia. Don't Forget to Breathe è anche piacevole da guardare grazie alle sue idilliache location rurali – che abbracciano campi, fiumi e boschi – ma anche per la fotografia di prim'ordine ad opera dell'esperto DoP croato Radislav Jovanov Gonzo.

Don't Forget to Breathe è una coproduzione sloveno-italo-croata guidata da Bela Film, Quasar Multimedia, Studio Dim, Slovenian Radio-Television e Rai Cinema. La slovena Bela Film e la croata Studio Dim gestiscono le vendite internazionali del film.

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(Tradotto dall'inglese)

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