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TORINO 2019 TorinoFilmLab

Al TorinoFilmLab, i film del futuro

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- Oltre 300 professionisti del cinema si sono riuniti anche quest’anno al TFL Meeting Event, la cui 12ma edizione si è svolta dal 21 al 23 novembre a Torino

Al TorinoFilmLab, i film del futuro
Il pitch di A Year Of Cold di Min Bahadur Bham al TFL Meeting Event (© TFL)

Un anno importante, il 2019, per il TorinoFilmLab. Alla sua 12ma edizione, il laboratorio torinese che supporta talenti da tutto il mondo nello sviluppo, la produzione e la distribuzione dei loro film (soprattutto opere prime e seconde), ha superato la soglia dei 100 lungometraggi completati dalla sua nascita nel 2008 (al momento sono 107), diretti da registi provenienti da 49 paesi diversi e pluripremiati nei festival internazionali. Soltanto al Locarno Film Festival, i riconoscimenti per i film targati TFL sono stati quest’anno 7.

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Ma il 2019 ha portato anche dei cambiamenti al lab torinese. “È stato un anno speciale”, ci ha confermato Mercedes Fernández Alonso, TFL Managing Director, al Meeting Event che si è svolto a Torino dal 21 al 23 novembre. “Abbiamo ampliato la struttura e creato un Pedagogical Team composto da professionisti di alto livello da diverse regioni del mondo (Argentina, Croazia, Svezia, Israele…), ognuno con un diverso background professionale, che hanno arricchito enormemente la parte del disegno dei workshop, lo scouting dei partecipanti, il lavoro di sviluppo dei progetti. Il risultato è positivo: i progetti selezionati mostrano una varietà geografica e tematica molto forte”.

“Una struttura federalista e solidale”, la definisce Vincenzo Bugno, già responsabile del World Cinema Fund della Berlinale e nuovo membro del team TFL. “Ci conosciamo tutti da anni, c’è un rapporto di stima e fiducia. Puntiamo a lavorare sulla culture diversity a vari livelli, con un’attenzione alle culture extraeuropee e alla diversificazione dei ruoli gender nell’ambito delle varie produzioni”, ci ha spiegato.

Storie di giovani sciamani contemporanei (Ze di Lkhagvadulam Purev-ochir), di amori saffici proibiti sotto il regime comunista (Only Lola di Grzegorz Mołda), di donne di mezza età alle prese con nuove mansioni lavorative (The Permanent Picture di Laura Ferrés Moreno); e poi ancora, uno scienziato visionario e donchisciottesco sogna di salvare il genere umano in Novak di Harry Lagoussis, due imprenditori fraudolenti trascorrono le ultime 24 ore di libertà prima del loro arresto in Dust, sceneggiato da Angelo Tijssens (già co-sceneggiatore di Girl [+leggi anche:
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intervista: Lukas Dhont
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di Lukas Dhont), mentre in Madame di Dominik Locher (Goliath [+leggi anche:
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) una domestica vessata dalla sua anziana padrona comincia a mischiare erbe velenose all’omelette quotidiana della signora, fino a quando quest’ultima non le chiede di somministrarle la dose finale in cambio di una lauta ricompensa.

La varietà dei nuovi progetti presentati quest’anno al TFL Meeting Event è davvero notevole. Ma c’è un filo rosso che li collega? “C’è un grandissimo tema legato all’identità”, osserva Fernández Alonso, “sono tutti professionisti che hanno vite a cavallo tra più nazioni, c’è chi è nato in Thailandia, vive a New York ma poi per lavoro è sempre in viaggio in Europa. Sono esistenze che rispecchiano la trasformazione della vita di oggi, una mobilità che porta a interrogativi sull’identità, sia territoriale che sessuale”.

Birchanger Green di Moin Hussain, ad esempio, è “un film spaziale ambientato sulla Terra” – stando alle parole del suo autore – in cui il figlio di un immigrato, indagando sul passato misterioso di suo padre, comincia a sospettare che sia un alieno. Si interroga invece sulle conseguenze dell’adozione internazionale e sulla famiglia multiculturale The Quiet Migration di Malene Choi Jensen, mentre Panopticon di George Sikharulidze ritrae i desideri sessuali repressi di un teenager georgiano cristiano ortodosso.

“C’è anche una forte ricerca sul linguaggio audiovisivo”, prosegue Fernández Alonso, e infine, “un sottile senso dell’umorismo, che rende questi progetti ancora più profondi”. A tal proposito, Wild Encounters di Sarah Arnold è una black comedy che indaga gli istinti animali dell’uomo attraverso il personaggio di un cacciatore di cinghiali, e Three Days of Fish di Peter Hoogendoorn, un road movie con protagonisti un figlio e il suo anziano padre, tra accuse, insinuazioni e amore incondizionato. Si segnala infine The Swedish Torpedo di Frida Kempff, in cui una donna, nella Svezia del 1939, sfida la sua famiglia e le convenzioni sociali per compiere un’impresa straordinaria: attraversare la Manica a nuoto.

I progetti presentati al 12° TFL Meeting Event:

Script Lab

Anna Doesn’t Want to Be Seen Dancing - Gabriel Herra Torres (Georgia/Messico)
Produzione: Natura Film; co-produzione: Black Maria Producciones
Opera prima

Birchanger Green - Moin Hussain (Regno Unito)
Produzione: Escape Films
Opera prima

Dust - Angelo Tijssens (sceneggiatore) (Belgio/Paesi Bassi)
Produzione: A Private View; co-produzione: Viking Film

Flores - Ena Sendijarević (Paesi Bassi)
Produzione: Lemming Film

Madame - Dominik Locher (Svizzera)
Produzione: maximage

Novak - Harry Lagoussis (Grecia/Francia/Serbia)
Produzione: Heretic; co-produzione: Cinéma Defacto, Non-Aligned Films
Opera prima

Only Lola - Grzegorz Mołda (Polonia)
In cerca di produttore
Opera prima

Painless - Michael Wahrmann (Brasile)
Produzione: SANCHO&PUNTA

Panopticon - George Sikharulidze (Georgia/Francia)
Produzione: 20 Steps Productions; co-produzione: Arizona Productions
Opera prima

Rhino - Dubravka Turić (Croazia)
Produzione: Kinorama

Suddenly - Melisa Önel (Turchia)
Produzione: Vigo Film

TakotsuboMiki Polonski (Israele/Francia)
Produzione: KM Production; co-produzione: KinoElektron
Opera prima

The Permanent Picture - Laura Ferrés Moreno (Spagna/Francia)
Produzione: Fasten Films; co-produzione: Le Bureau
Opera prima

The Quiet Migration - Malene Choi Jensen (Danimarca)
Produzione: Manna Film

The Songsmith - Bayu Prihantoro Filemon (Indonesia)
Produzione: KawanKawan Media
Opera prima

The Swedish Torpedo - Frida Kempff (Svezia/Danimarca)
Produzione: Momento Film; co-produzione: Toolbox Film

The Sweet Bitterness of Ripe Pomegranates - Andrey Volkashin (Macedonia del Nord)
Produzione: Veda Film Productions

Three Days of Fish - Peter Hoogendoorn (Paesi Bassi)
Produzione: Circe Films

Wild Encounters - Sarah Arnold (Francia/Svizzera)
Produzione: 5 à 7 Films; co-produzione: TWOSA Films
Opera prima

Ze - Lkhagvadulam Purev-ochir (Mongolia)
Produzione: Guru Media
Opera prima

FeatureLab

A Male - Fabián Hernández (Colombia/Paesi Bassi)
Produzione: Medio de Contención Producciones; co-produzione: Fortuna Films
Opera prima

A Year Of Cold - Min Bahadur Bham (Nepal/Francia/Norvegia/Singapore/Myanmar)
Produzione: Shooney Films; co-produzione: Catherine Dussart Productions, Ape&Bjørn, Potocol, Green Age Film Production

About The End - Cristina Picchi (Svezia/Lituania/Italia)
Produzione: Fasad Production; co-produzione: Just A Moment, Kino Produzioni
Opera prima  

Crocodile Tears - Tumpal Tampubolon (Indonesia/Francia)
Produzione: Tanakhir Films; co-produzione: Acrobates Films

Houses - Veronica Nicole Tetelbaum (Israele)
Produzione: Plan B Productions
Opera prima

Mizeria - Eva Michon (Canada/Polonia)
Produzione: Film Forge; co-produzione: Opus Film
Opera prima  

Pilgrims - Laurynas Bareisa (Lituania)
Produzione: afterschool
Opera prima  

Runner - Marian Mathias (Germania/Francia/Stati Uniti)
Produzione: Killjoy Films; co-produzione: Easy Riders, Man Alive
Opera prima

Still Here - Suranga D. Katugampala (Italia/Portogallo)
Produzione: Okta Film; co-produzione: O Som e a Fúria

Unrest - Cyril Schäublin (Svizzera)
Produzione: Seeland Filmproduktion

Victus - Andrei Tanase (Romania)
Produzione: Domestic Film
Opera prima

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