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IL CAIRO 2019

Recensione: Gasman

di 

- L'ironico film di formazione di Arne Körner, presentato in anteprima mondiale al Cairo, è pieno di umorismo nero e ruota attorno a un protagonista trentenne che rifiuta di crescere

Recensione: Gasman

Quando incontriamo Bernd in Gasman [+leggi anche:
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di Arne Körner – che ha appena debuttato a livello mondiale al 41mo Cairo Film Festival – lui sta correndo nel bosco, apparentemente allontanandosi da qualche tipo di pericolo in agguato al di fuori dell’inquadratura. Poi veniamo a sapere che la fuga è in realtà il suo modus vivendi. Lavora in un piccolo teatro ad Amburgo, ancora in attesa della sua performance di svolta, ma quando ne ha l’occasione fa di tutto per sabotare le sue opportunità. Gli viene offerto un ruolo in uno spettacolo teatrale su un gassista nazista, il quale viaggia per il paese con una camera a gas portatile a caccia di vittime. L’opera sarà messa in scena da un famoso regista cinematografico, quindi dare un’interpretazione forte in questo spettacolo sperimentale, ma leggermente pretenzioso, potrebbe essere un trampolino di lancio per la carriera di Bernd.

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Invece di esserne incuriosito, Bernd è passivo-aggressivo e dopo qualche tempo diventa poco chiaro se si tratti di un bravo attore o soltanto di uno di bell’aspetto. Il problema non finisce qui: Bernd è divorziato e non può pagare gli alimenti – come osserva l’impiegato del tribunale in visita presso la sua abitazione, Bernd non compra altro che sigarette e non fa niente per cambiare la sua situazione finanziaria. Di tanto in tanto si sballa con la sua nuova ragazza, che è una vagabonda come lui, oppure si paga da bere quando partecipa alle riunioni di un curioso club di uomini, che a prima vista ammette solo perdenti e falliti. L’incontro è guidato dall’anziano e amaro Uli, che da bambino faceva parte della Gioventù hitleriana.

Bernd è un antieroe – non vuole crescere o avere successo, e francamente, è difficile capire cosa voglia dalla vita, cosa che lo rende un protagonista intrigante, seppur fastidioso. Non è un sognatore, e non c'è una fotografia sensuale “alla Instagram” o una colonna sonora trendy in sottofondo. Bernd è letteralmente un ribelle senza una causa, e il conto per questo tipo di stile di vita è decisamente in arrivo.È molto rinfrescante vedere un film su un uomo che non vuole avventurarsi fuori dalla sua zona di comfort, essere una persona migliore o relazionarsi con qualsiasi altro concetto di autorealizzazione che ci viene propinato ostinatamente ogni giorno.

Il film si basa sulla grande performance di Rafael Stachowiak, nato in Polonia e cresciuto in Germania. Interpreta il suo personaggio con un immenso calore – anche se non riusciamo a capire perché Bernd rifiuti ogni possibilità di raggiungere quella che viene considerata una “vita migliore”, possiamo comunque relazionarci ed entrare in empatia con lui.

Arne Körner e Akin Sipal, il quale in precedenza ha scritto The Bicycle [+leggi anche:
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, hanno realizzato un racconto ironico, ma con un sottotono triste, se non addirittura deprimente. I membri del gruppo di uomini che mostrano, non rientrano nella norma della società tedesca; sono alla ricerca di una nuova identità propria, libera dal passato segnato dalla Seconda guerra mondiale, la cultura hipster e la società capitalista. Tuttavia sembra che se ti limiti a scappare da qualcosa e non hai idea di dove sei diretto, sei veramente condannato.

Il regista Arne Körner ha anche montato e prodotto Gasman, insieme a Konstantin von zur Mühlen e Uwe Zimmerman, mentre Martin Proth e Akin Sipal figurano come coproduttori. Le società di produzione coinvolte in questo film tedesco sono Against Reality Pictures, Belvedere e Kronos Media. I diritti di vendita mondiali sono ancora disponibili.

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(Tradotto dall'inglese da Chantal Gisi)

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