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SUNDANCE 2020 Concorso World Cinema Documentary

Recensione: Acasă - My Home

di 

- Il documentario di Radu Ciorniciuc sfida i nostri preconcetti su casa e famiglia

Recensione: Acasă - My Home
La famiglia Enache in Acasă - My Home

Il documentario d'esordio del regista rumeno Radu Ciorniciuc, Acasă - My Home [+leggi anche:
trailer
intervista: Radu Ciorniciuc
scheda film
]
, presentato nel concorso World Cinema Documentary del Sundance Film Festival (23 gennaio-2 febbraio) introduce lo spettatore nel più grande delta urbano d'Europa, il Parco Naturale Văcăreşti a Bucarest, visto attraverso gli occhi di una famiglia gitana che vive in una baracca in mezzo alla palude. Straziante e significativo, il documentario sfida i nostri preconcetti riguardo alle idee di casa, famiglia e felicità.

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Incontriamo gli Enaches, Gică e Niculina, che vivono insieme ai loro nove figli in una baracca senza elettricità né acqua corrente. Ciorniciuc ha un accesso straordinario alla famiglia, che vediamo circondata da vari animali. I bambini, guidati dal figlio maggiore, Vali, occupano il loro tempo cercando cibo, pescando nel delta o catturando uccelli, in sequenze che ricordano quei film d'avventura su famiglie di esploratori che vivono in mezzo alla natura. Ma presto la realtà inizia a invadere questo paradiso: i giovani Enaches sono condannati a un futuro di povertà e analfabetismo, e quel futuro bussa.

Sebbene si possa presumere che Ciorniciuc e la sceneggiatrice Lina Vdovîi siano coinvolti nella situazione familiare più di quanto non vediamo sul grande schermo, il documentario è del tutto osservativo, la telecamera (Mircea Topoleanu e Ciorniciuc) osserva discretamente la famiglia esplorando le loro carenze e difficoltà. Il pubblico ha molte occasioni per riflettere sulle proprie nozioni di casa e felicità quando gli Enaches vengono sradicati dal loro ambiente e costretti a vivere in un appartamento a Bucarest. La felicità è un tetto che non cede durante una tempesta? E’ un forno a microonde? No, non lo è... E mentre gli spettatori meditano sulle cose che danno per scontato nella loro vita, possono anche rimanere sorpresi di quanto poco abbiano bisogno gli altri per essere felici e di quanto facilmente si possa perdere il paradiso.

E i figli della famiglia? Certo, molti parlerebbero di educazione, integrazione e un futuro migliore, e in effetti questa sarebbe la reazione normale (ammesso che questa parola significhi ancora qualcosa oggi) in questo contesto. Ma Acasă implica anche che il sistema accetta solo chi è già integrato, gravando su coloro che hanno regole in fondo comprensibili e aspettative apparentemente naturali, solo per respingerli alla prima occasione.

La famiglia è guidata da un padre pieno di contraddizioni: decanta la propria istruzione ma getta i libri dei suoi figli nel fuoco, si vanta di essere stato un funzionario statale ma scoraggia il figlio maggiore quando gli si presenta l'opportunità di un lavoro stabile. È il cattivo in questa complicata storia, l'origine dei problemi della famiglia, un ostinato oppositore che trasmette il difficile retaggio dell'ignoranza e del trauma.

Acasă è difficile da guardare perché ci costringe ad accettare l'incredibile vantaggio che abbiamo avuto quando abbiamo iniziato il nostro viaggio nella vita: il sostegno della famiglia, case accoglienti, un reddito stabile, l'accesso all'istruzione e una radicata memoria genetica di ciò che ci si aspetta da noi per essere accettati. Non eravamo migliori dei giovani Enaches; siamo stati solo più fortunati. E la cosa più triste è che pur rinunciando al loro stile di vita e persino a se stessi per essere accettati, è probabile che saranno sempre visti come intrusi, cittadini minori che la società tollera a malapena.

Acasă - My Home è prodotto da Manifest Film (Romania) e coprodotto da Corso Film (Germania), Kinocompany (Finlandia) e HBO Europe. Il film uscirà in patria a settembre.

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(Tradotto dall'inglese)

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