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IFFR 2020 Voices Limelight

Recensione: Gold

di 

- Rogier Hesp racconta la storia di formazione di un grande ginnasta il cui passato irrisolto compromette i suoi risultati ai Campionati mondiali

Recensione: Gold
David Wristers (secondo da sinistra) in Gold

Nel suo primo lungometraggio, Gold, Rogier Hesp racconta la storia di un grande ginnasta chiamato Timo, che si allena con il team olandese per i Campionati mondiali. Mentre lavora per mettere a punto il suo straordinario esercizio, deve fare i conti con la pressione proveniente dal suo esigente padre, Ward, che in suo figlio vede la realizzazione del suo sogno di una vita di vincere l'oro olimpico. Lui stesso una volta era un ginnasta di talento, ma ha dovuto affrontare le conseguenze di un incidente che gli ha paralizzato le gambe per sempre. Il regista ha girato un film di formazione forte, ritraendo il modo in cui Timo cerca di liberarsi dalla malsana camicia di forza rappresentata dalle aspettative di suo padre. Gold è stato presentato in anteprima mondiale durante il 49° International Film Festival Rotterdam (IFFR), nella sezione Voices Limelight.

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Il film inizia con alcuni primi piani estremi del protagonista Timo, interpretato dal vero ginnasta David Wisters, mentre ascolta le raccomandazioni di Ward, interpretato da Marcel Hensema. Diverse inquadrature dei loro volti, le mani di Ward intorno al collo di Timo e la cacofonia dei loro respiri profondi rendono la prima scena stranamente intima. Crea tensione mentre fissa il tono: la vicinanza ai personaggi principali ci consente di provare il disagio che provano loro nell’abitare i loro corpi. Nel caso di Timo, è perché non può esibirsi secondo lo standard irrealistico che lui e suo padre hanno stabilito, e nel caso di Ward, è perché ha perso l'uso delle gambe. Questo disagio viene visualizzato nelle scene in cui Timo si prende cura del padre disabile facendogli il bagno, mettendolo a letto e pulendo il letto dopo che lo ha sporcato. La loro relazione non è sana, e apprendiamo gradualmente le molte questioni irrisolte relative al divorzio dei genitori. L'intimità tra padre e figlio lascia una sensazione stridente, fino al punto in cui ci rendiamo conto che non è affatto un rapporto intimo; la loro relazione è definita da sentimenti trattenuti ed emozioni mai condivise. Dire che questo è un film sulle performance fisiche non gli renderebbe giustizia. La sfida psicologica di liberarsi dagli schemi e imparare a fare le proprie scelte è ciò che porta avanti la storia.

Durante la sua pratica, Timo inizia a sviluppare sentimenti per la sua fisioterapista, Irene, interpretata da Loes Haverkort. Mentre Irene si occupa di Timo, la loro vicinanza è indubbiamente in accordo con quello che succede nella sua testa. Questi nuovi sviluppi non solo lo distraggono dal concentrarsi sulla conquista dell'oro; lo allontanano anche da suo padre. Suo padre dipende da lui a un livello malsano, e ora il figlio lo lascia ad affrontare da solo i suoi limiti fisici.

Quando anche Irene lo rifiuta a un certo punto, Timo si riconnette con il dolore che sua madre gli ha causato andandosene. Questi problemi irrisolti si manifestano in limitazioni fisiche, come se avesse colpito un muro invisibile. Hesp riesce a rendere visivamente questa tensione con precisione. I toni insaturi e sobri delle immagini enfatizzano lo stato mentale cupo di Timo, poiché le immagini del film suggeriscono generalmente i processi interni dei personaggi. Tutto precipita verso un climax in cui aspettativa, speranza e desiderio giungono a una risoluzione scioccante. All’improvviso, il Campionato mondiale non sembra essere così importante. Poco prima del momento della verità, Timo deve confrontarsi con suo padre e se stesso, trovando un modo per risolvere le proprie contraddizioni interiori.

Gold è prodotto da Frank Hoeve e Katja Draaijer per la compagnia olandese BALDR Film.

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(Tradotto dall'inglese)

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