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FILM / RECENSIONI Spagna

Recensione: Asamblea

di 

- Dopo essere stato presentato a Malaga e in altre manifestazioni, il film d'esordio di Álex Montoya, una parodia delle riunioni politiche a cui allude il titolo, esce direttamente su Internet

Recensione: Asamblea
Francesc Garrido, Cristina Plazas e Nacho Fresneda in Asamblea

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, debutto nel lungometraggio di Álex Montoya (autore di corti come Lucas), è stato presentato al Festival di Malaga 2019 (sezione Zonazine) e in altre manifestazioni, ottenendo diversi premi (Tesela d’oro al miglior film e d’argento al miglior attore per Francesc Garrido al XVI Festival di Alicante, Premio del Pubblico al VII Festival Rizoma e miglior suono ai II Premi dell’Audiovisivo Valenciano). Ora esce direttamente sulla piattaforma di streaming Filmin saltando il passaggio nelle sale, chiuse per la pandemia di COVID-19.

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Basato sulla commedia teatrale La gente, scritta da Juli Disla e Jaume Pérez, il giornalista che firma questa articolo ha deciso di imitare la struttura del film – che fa un ritratto fedele delle noiose, egocentriche e al momento rocambolesche riunioni di formazioni politiche – per costruire qualcosa di simile a una "critica partecipativa, comunitaria e plurale", o quello che da sempre si chiama cineforum, uno spazio per discutere di un film, in questo caso Asamblea. Per far ciò, chi scrive ha fatto ricorso ad alcuni amici, ai quali ha dato l'opportunità, come in qualsiasi dibattito democratico, di esporre le proprie opinioni in merito, a briglia sciolta. Vediamo il risultato.

Elena, da casa sua e in videoconferenza, è stata la prima ad alzare la mano dopo aver visto il film di Montoya su Internet: “La sua capacità di catturare, in modo elegante e sottile, alcune delle miserie e delle grandezze dell'essere umano, è sorprendente. Sebbene uniti da un interesse comune, i suoi personaggi mostrano i limiti del collettivo nel superare l'ego, le inclinazioni e le priorità personali. Immagini dirette e semplici, come posizionare una borsa su una sedia o delle braccia incapaci di ricambiare la complicità che ricevono, fanno parte di una serie di rappresentazioni che, quasi senza saperlo, ci mostrano in modo divertente angoli della nostra essenza".

David, scuotendo la testa da un angolo dello split screen di questa videoconferenza a quattro, le toglie quasi la parola: “È l'assemblea dell'orrore! In teatro sarà pure grandioso, con una location unica e attori fenomenali, ma al cinema risulta insopportabile. Già in un cortometraggio, quella sensazione di parlare a vanvera non starebbe bene, ma in un'ora e un quarto diventa una tortura...".

E Fernando, più diplomatico, assicura: “Beh, mi è davvero piaciuto. Potrebbe intitolarsi Viva la Differenza, Il Crogiolo Postmoderno o Demagogia 2.0. Oltre al fatto che gli interpreti sono davvero bravi, il loro registro realistico è convincente, perché una situazione come quella descritta avrebbe bisogno di molto più tempo per svilupparsi, mentre qui, grazie alla sceneggiatura e al montaggio, va spedita. Ma trasmette una sensazione di tempo reale, di verità su ciò che accade nonostante la stupidità della situazione e i dialoghi assurdi”. E conclude: “Poi c'è il tema trattato: l'importanza della forma sopra ogni altra cosa nella società. Senza di essa ci sono solo individui meschini, interessi privati e rapaci, miserie: l'etichetta e la buona educazione (cioè le istituzioni) sono l'unica cosa che ci rimane; teniamocele strette perché sono una gran patrimonio!”.

Asamblea – con un cast corale composto, fra gli altri, da Cristina Plazas, Greta Fernández, Nacho Fresneda e Sergio Caballero – è una produzione di Kaishaku Films e Nakamura Films, con la collaborazione dell’Institut Valencià de Cultura e la partecipazione di À Punt Mèdia.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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