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FILM / RECENSIONI Argentina / Spagna

Recensione: Moira

di 

- Le ferite non rimarginate, causate dalla sanguinosa dittatura militare argentina, sono al centro di questo dramma che si svolge in due epoche di Daniel Lovecchio

Recensione: Moira
Víctor Vidal e Nerea Lovecchio in Moira

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è un’opera che nasce per elaborare un evento traumatico: le sue riprese sono state molto stimolanti per me e hanno significato un ritorno della memoria”, afferma il cineasta e regista teatrale argentino Daniel Lovecchio, che non solo recita in questo dramma sulle conseguenze psicologiche degli atti violenti subiti, ma ha anche contato sulla collaborazione di sua figlia Nerea Lovecchio per la stesura della sceneggiatura e l'interpretazione dell’altro ruolo principale. Pertanto, il film diventa qualcosa di simile a una sessione di terapia profonda e sentita e a una revisione del passato doloroso.

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La sua storia comincia nel presente, a lume di candela, nella felicità di una casa spagnola in cui si celebra il 23mo compleanno di Lucia, una ragazza angelica che quella stessa notte scoprirà che Germán, suo padre, nasconde un segreto terribile. Il resto del film salterà continuamente dal XXI secolo all'ultimo decennio degli anni '70, e da Madrid a Buenos Aires, per ricostruire quegli atti abominevoli che non solo hanno portato Germán ad andare in esilio in Spagna, ma anche a non osare confrontarsi più con la sua biografia.

La transizione tra le due epoche è data dal conseguente cambio di scenario e costumi, e grazie al passaggio a una fotografia più pallida e smorzata, che evidenzia la tensione, la paura e l'ambiente oppressivo che i cittadini subirono sotto la crudele dittatura del generale Videla. Quei momenti del passato sono in contrasto con il presente che vive la figlia del protagonista, che intrattiene una complicata relazione sentimentale, cosa questa che non ha molto senso giacché questa storia d'amore destinata al fallimento non suscita un grande interesse. Al contrario, la visita di un giovane argentino, Martín (Víctor Vidal), riesce a suscitare emozioni, causando un po' di attrito iniziale nella casa di Germán.

Moira, film non solo sulla famiglia, ma realizzato in famiglia (anche la colonna sonora è, in parte, opera di Horacio Lovecchio) finisce per cadere nei soliti difetti dei film domestici: regia semplice, musica eccessiva e scarsa bravura degli attori non professionisti, che non riescono a trasmettere sufficiente credibilità alle proprie azioni davanti alla telecamera... perché aver vissuto una tragedia non garantisce di saperla rappresentare adeguatamente.

Moira – proiettato all’ultima edizione della Seminci di Valladolid – è una produzione di La Potínguele e Tyl Escénicas Producciones A.I.E., della cui distribuzione si occupa Begin Again Films. Esce sulla piattaforma Filmin oggi, venerdì 15 maggio.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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