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VISIONS DU RÉEL 2020

Recensione: Davos

di 

- Il documentario di Daniel Hoesl e Julia Niemann mette a confronto la vita dei cittadini di Davos con il World Economic Forum, il raduno d'élite che si svolge ogni anno nella loro città

Recensione: Davos

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di Daniel Hoesl, presentato in anteprima mondiale nel concorso internazionale del recente festival Visions du Réel, chi conosce il lavoro del cineasta austriaco avrà determinate aspettative. Il suo trattamento scomodo e satirico del tema del capitalismo nel suo film di finzione del 2016 WiNWiN [+leggi anche:
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potrebbe far pensare che questo suo nuovo lavoro affronti senza compromessi l'élite economica neoliberista che si riunisce ogni anno nella città svizzera del titolo per il World Economic Forum (WEF). Ma Hoesl, lavorando con la sceneggiatrice e co-regista Julia Niemann, ci sorprende rivelando un mondo di gente comune: i cittadini di Davos.

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La Svizzera è un paese molto ricco, ma non tutti sono banchieri o orologiai. A poco a poco, conosciamo persone di tutte le classi sociali. Da una famiglia di agricoltori che iniziano a rendersi conto che il prezzo del loro latte non può essere sufficientemente competitivo a un gruppo di pescatori portoghesi, passando per rifugiati curdi e afghani nel centro di permanenza temporanea della città, alcuni baristi e un gruppo di punk anarchici che si preparano a protestare contro il WEF, conosciamo la realtà della vita a Davos.

La prima ora del film include anche un incontro tra cittadini e rappresentanti del WEF, durante il quale un anziano signore esprime i suoi dubbi sui reali meriti del forum. Stanno davvero lavorando per migliorare lo stato del mondo, come dice il loro slogan? All'altra estremità dello spettro, vediamo una scena in cui i membri dei parlamenti del Regno Unito e della Svizzera vanno a sciare insieme. Questo evento annuale include alcuni discorsi vuoti e di autocompiacimento che anticipano l'atto finale: lo stesso WEF.

Hoesl e Niemann non hanno avuto accesso al forum più di una normale troupe televisiva (vedi la nostra intervista), ma le diverse scene che hanno scelto con il montatore Gerhard Daurer danno allo spettatore un assaggio dell'atmosfera e del tipo di colloqui che volevano mettere in evidenza. Oltre alle proteste al di fuori del centro congressi dove si svolge l'evento e una scena surreale che coinvolge modelle ucraine, l'unica sessione che hanno scelto di mostrarci riflette la loro opinione. Ed è quella in cui l'amministratore delegato di Asset and Wealth Management di JP Morgan partecipa a un panel con Christine Lagarde dell'FMI e i capi delle banche nazionali inglesi e giapponesi, parlando di come i tagli alle tasse per le società come la sua siano effettivamente buoni per tutti, in quanto promuovono l’intoccabile sacro graal del capitalismo: la crescita economica. Per una visione di quanto ciò sia cinico e ingannevole, basta guardare il titolo del Forum della Berlinale Oeconomia [+leggi anche:
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Il sorprendente contrasto tra questo film e il titolo d’apertura di DOK Leipzig The Forum [+leggi anche:
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di Marcus Vetter non risiede solo nel fatto che qui Hoesl e Niemann vogliono mostrare la vita della gente normale, mentre Vetter si concentrava sull'evento stesso e aveva un accesso senza precedenti, ma anche nei cambiamenti nella nostra percezione. Nell'ottobre 2019, quando The Forum è stato presentato per la prima volta, sembrava, almeno per chi scrive queste righe, che ci fosse ancora una speranza che il WEF potesse muovere le cose in una direzione positiva. Dopotutto, Greenpeace e Greta Thunberg avevano avuto l’opportunità di "dire la verità al potere" e Al Gore aveva affrontato Jair Bolsonaro... Ma dopo che il COVID-19 ha messo a nudo la disuguaglianza in ogni angolo della Terra, non ci possono essere più illusioni. Hoesl e Niemann hanno identificato e presentato il problema in un modo nuovo e creativo, e il film è uscito esattamente al momento giusto. E ora, nel mezzo di queste circostanze particolari, deve trovare la sua strada verso il pubblico.

Davos è una produzione dell’austriaca A European Film Conspiracy.

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(Tradotto dall'inglese)

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