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BIOGRAFILM 2020

Recensione: Tuttinsieme

di 

- Marco Simon Puccioni accende la telecamera in casa sua e racconta la quotidianità della sua famiglia arcobaleno concentrandosi sullo sguardo dei bambini

Recensione: Tuttinsieme

Regista e produttore da sempre attento alle tematiche sociali e ai diritti civili, Marco Simon Puccioni torna al cinema sette anni dopo l’apprezzato Come il vento [+leggi anche:
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con un documentario sulle famiglie arcobaleno, la sua in particolare. Padre insieme al suo compagno di due bambini nati da una madre surrogata, il regista accende la telecamera in casa sua e in Tuttinsieme [+leggi anche:
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, presentato in concorso alla 16ma edizione (online) del Biografilm Festival, documenta la quotidianità di questo nucleo familiare affettuoso e allegro composto da “babbo”, “papà” e i due gemelli David e Denis, nell’arco di tre anni, ossia dai sei ai nove anni di età dei bambini.

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Dopo aver documentato il processo che ha portato alla loro nascita in un film precedente, Prima di tutto del 2012, in questo secondo capitolo di un progetto più ampio, che il regista ha ideato per accompagnare i suoi figli nella loro crescita nella società, Puccioni ha aspettato che i due gemelli raggiungessero un’età per potersi esprimere direttamente e poter raccontare il loro mondo a parole loro. Com’è dunque la vita di due bambini con due padri? Normale, verrebbe da dire, se non fosse per le tante domande che i loro coetanei rivolgono loro, prima fra tutte: chi è la vostra mamma? La risposta è in un viaggio negli Stati Uniti, a Los Angeles, dove ci viene presentata una famiglia allargata, composta da Cynthia che ha portato i bambini in grembo, da Amanda che ha donato gli ovuli, e i loro rispettivi figli e mariti, che con quella di Puccioni formano una “super famiglia” gioiosa e affiatata.

Eppure Cynthia e Amanda non sono le loro mamme, e nemmeno le loro zie. Una delle questioni che si affaccia nel dialogo tra il regista e il suo compagno Giampietro, e nel confronto con altri padri arcobaleno, è quindi quella di trovare termini nuovi per relazioni nuove, termini che siano meno formali di “portatrice” e “donatrice”, per non generare più confusione e aiutare questi bambini a crescere sereni senza dover dare troppe spiegazioni.

Nel frattempo, nell’arco dei tre anni documentati, oltre alla vita quotidiana di David e Denis tra la scuola, gli amici e le vacanze al mare, assistiamo alle marce per i diritti delle famiglie omoparentali e alle manifestazioni a favore della famiglia tradizionale, c’è l’entusiasmo per l’approvazione della legge sulle unioni civili ma anche la delusione per il mancato riconoscimento della doppia genitorialità. E poi c’è il matrimonio tra Marco e Giampietro, finalmente consentito per legge, che contribuisce a rendere la loro realtà più accettata dalla società e dalle loro stesse famiglie di origine.

Importante spunto di riflessione sull’evoluzione della famiglia in Italia, il documentario di Puccioni mette al centro lo sguardo e i pensieri dei bambini, che sono i veri portatori del cambiamento, perché, come dice uno dei padri arcobaleno con cui si confronta il regista, “quello che per noi è stata una scelta coraggiosa, per i nostri figli è la loro stessa vita”. Onestamente, non ci sono certezze, e questo film ci dice anche questo. “Noi abbiamo cercato di fare tutto nel migliore dei modi, dicendo loro la verità”, dicono Marco e Giampietro. Sarà molto interessante seguire i prossimi capitoli del progetto e continuare a testimoniare la crescita di David e Denis, e del nostro paese nei riguardi delle famiglie arcobaleno.

Tuttinsieme è prodotto da Giampietro Preziosa per Inthelfilm con Rai Cinema.

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