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CANNES 2020

Recensione: Slalom

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- CANNES 2020: Charlène Favier si immerge con passione nella ricerca dell'eccellenza sportiva di un'adolescente, incarnata da Noée Abita, che si ritrova in balia del suo allenatore

Recensione: Slalom
Jérémie Renier e Noée Abita in Slalom

"Forse è interessato a me solo perché sto vincendo le gare, ma è la prima volta che qualcuno si interessa a me. Mi piace. Non mi importa il resto". Oggi, le esigenze dello sport ad alto livello gettano molto rapidamente i giovani dotati in una spirale di pre-professionalizzazione pericolosamente precoce, a un'età compresa tra l'infanzia e l'età adulta in cui manca una guida e si può essere facilmente manipolati da sogni di gloria e forti emozioni. In quella zona gravitano gli allenatori che diventano quasi guru, alcuni dei quali approfittano della loro influenza senza esitazione, arrivando al punto di abusare sessualmente dei giovani atleti a loro affidati, come tristemente le notizie hanno confermato più volte negli ultimi anni e in vari sport. Questo è l'argomento esplorato nel film di finzione Slalom [+leggi anche:
trailer
intervista: Charlène Favier
scheda film
]
, primo lungometraggio della regista francese Charlène Favier, che porta il bollino Selezione ufficiale Cannes 73 e presentato al Marché du Film Online.

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"Nessuno ti farà sconti qui". Lyz (Noée Abita), 15 anni di età e solo 1m60 di altezza, è stata selezionata nella sezione sci-studi del liceo di Bourg-Saint-Maurice e si unisce a una piccola squadra allenata da Fred (Jérémie Renier), un trainer molto ambizioso ("dobbiamo dare il massimo, superare noi stessi, non aver paura, il nostro obiettivo sono le Olimpiadi") e dai discorsi intransigenti ("più ti rompe, più lo ascolti e meglio diventi"). Allenamenti sulle piste da sci, in piscina, sulla pista da corsa, ma anche elettro-bodybuilding, integratori alimentari per l'aumento di massa muscolare, analisi delle prestazioni in video, sciolinatura: Lyz dà tutto per la sua passione e la vittoria arriva presto, persino un titolo di campionessa francese. Ma più la giovane donna vince, nella sua relativa solitudine (sua madre ha trovato lavoro a Marsiglia e suo padre vive molto lontano), più aumenta la pressione e più Fred si concentra su di lei e sulla sua intimità (“dobbiamo programmare il tuo allenamento seguendo il tuo ciclo mestruale”). E una sera, ebbro di successo, l'allenatore attraversa una linea proibita, un primo assalto sessuale che disturba profondamente Lyz, già confusa tra il suo desiderio adolescenziale di essere amata e la sua posizione di vittima di un pervertito manipolatore che andrà anche oltre...

Una delle risorse principali di Slalom è senza dubbio l'originalità e la grande credibilità della sceneggiatura scritta da Charlène Favier e Marie Talon, poiché la sua immersione dettagliata nella fabbrica dei campioni sembra molto realistica (il sacrificio di una gioventù "normale", la violenza inflitta al corpo per renderlo più forte, le relazioni competitive, sciare sfiorando la caduta quando corpo e velocità diventano un tutt'uno, i loghi, gli sponsor, le rivalità latenti tra club e Federazione, ecc.). A ciò si aggiunge il racconto agghiacciante dei meccanismi d’influenza dell'abusatore, un’alternanza tossica tra durezza e gentilezza che l'ambiguo Jérémie Renier interpreta perfettamente, insieme all'eccellente Noée Abita che dipinge un ritratto molto giusto di un’adolescente catturata dall'oscurità mentre insegue i suoi sogni di successo e che ha bisogno di trovare un modo per sfuggire al suo predatore.

Prodotto da Mille et une Productions, Slalom uscirà in Francia l’11 novembre con Jour2Fête ed è venduto nel mondo da The Party Film Sales.

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(Tradotto dal francese)

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