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CANNES 2020

Recensione: Les Joueuses

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- CANNES 2020: Stéphanie Gillard esplora la vita quotidiana di alcune atlete di alto livello, calciatrici in cerca di rispetto e campionesse portabandiera di un femminismo conquistatore

Recensione: Les Joueuses

"Insieme faremo la differenza". Da qualche anno, il calcio femminile è in forte espansione nei media, il pubblico televisivo ha convinto i canali a investire in importanti eventi internazionali e sono emerse alcune star planetarie, come l'iconoclasta americana Megan Rapinoe. E se le ragazze sono ancora molto lontane dalle cifre astronomiche che orbitano attorno al calcio maschile, il loro legittimo riconoscimento è in costante aumento, un movimento che si inserisce naturalmente in quello più ampio di rivalutazione del posto delle donne in tutti i settori della società. Questa evoluzione, la cineasta francese Stéphanie Gillard ha deciso di esplorarla da vicino nel suo documentario Les Joueuses [+leggi anche:
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(con il sottotitolo #paslàpourdanser, lett. non siamo qui per ballare), presentato in anteprima al Marché du Film Online del Festival di Cannes, e che approfondisce la vita quotidiana di una squadra di calcio femminile di altissimo livello, quella dell'Olympique Lyonnais (uno dei migliori palmarès al mondo con sei Champions League dal 2011 e 14 titoli consecutivi di campionesse di Francia, incluso quello del 2019).

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Sulle pareti dello spogliatoio sono incise parole come "Piacere", "Lealtà", "Progresso", "Esigenza", "Solidarietà", "Ambizione". Siamo nel tratto finale della stagione 2018/2019 e l'OL femminile è ancora in corsa per la tripletta (campionato e coppa di Francia, Champions League). Stabilendosi con la sua piccola telecamera in prossimità delle giocatrici (ma facendo molta attenzione a non invadere la loro privacy), la regista con piccoli tocchi disegna il ritratto di un gruppo di tenaci concorrenti sia nelle piccole partite di allenamento che nelle otto partite ufficiali che il documentario segue (contro il PSG, a Grenoble, a Fleury, Chelsea – andata e ritorno –, Digione, Lille e Budapest per la finale europea contro il Barcellona). Campo, corridoi, mensa, autobus, hotel, massaggi, body building, corsi per le diplomande, servizi fotografici, seminari nelle scuole, conferenza stampa, interviste post-partita o dietro le quinte: il film approfondisce tutti i piccoli dettagli di un'esistenza sportiva fatta di passione, sacrificio, routine, sogni e continue domande. Ma è soprattutto lo specchio affascinante dello stato d'animo conquistatore di una squadra internazionale (il Pallone d'oro norvegese Ada Hegerberg, la veterana gallese Jessica Fishlock, la giapponese Saki Kumagai, la tedesca di origine ungherese Dzsenifer Marozsan, le star francesi Wendie Renard, Eugénie Le Sommer, Amandine Henry e Sarah Bouhaddi, gli astri nascenti Amel Majri, Griedge Mbock e Delphine Cascarino, le giovani promesse come Selma Bacha).

Una costellazione alimentata dalla comunicazione ("sento solo i miei pensieri e le mie compagne di squadra, non la folla") e una trasmissione intergenerazionale che ci consente di fare il punto sullo sviluppo del calcio femminile sin dai primi contratti professionali nel 2009 ("giocavamo davanti a 30 persone", i modelli per i giovani che un tempo erano Zidane, Henry o Ronaldo sono ora delle giocatrici) e di mettere in luce un club pionieristico (presieduto da Jean-Michel Aulas, nel film più discreto del suo solito).

Ma questa rivoluzione calcistica in atto è innanzitutto quella di un gruppo di portabandiera del femminismo che mirano a "guadagnare rispetto, più importante del denaro" e a "mettere le donne in una posizione migliore". "Abbiamo ancora molta strada da fare", sottolinea una delle campionesse, "in un paese in cui il posto delle donne è un po' complicato", ma "dobbiamo essere viste giacché non possiamo essere ascoltate". Un messaggio e una fiducia nel futuro (vittorioso) che Les Joueuses #paslàpourdanser cattura con precisione.

Prodotto da Rouge International (che curerà l’uscita in Francia il 9 settembre), Les Joueuses è venduto nel mondo da Be For Films.

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(Tradotto dal francese)

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