email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

NIFFF 2020

Recensione: Poissonsexe

di 

- Con il suo terzo lungometraggio, Olivier Babinet ci mostra un mondo pericolosamente vicino al tracollo dove solo l’amore può ancora salvarci

Recensione: Poissonsexe
India Hair e Gustave Kervern in Poissonsexe

Malgrado una salutare dose di humor e surrealismo che invade tutti suoi film, Olivier Babinet non ha certo paura di immaginare un futuro dai toni inquietanti, incerto e in costante mutazione capitanato da anti eroi depressi dall’innegabile fascino decadente. Un altro tratto che caratterizza il suo cinema è la volontà di mettere in scena delle problematiche sociali spesso scomode: l’adolescenza nelle periferie filmata nel documentario Swagger [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
, presentato a Cannes (ACID) nel 2016 e l’ecologia per quanto riguarda il suo ultimo affascinante film Poissonsexe [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
, selezionato al NIFFF 2020.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il mondo va male: i pesci si sono praticamente estinti e i mari e gli oceani sembrano dei cimiteri sottomarini. Mentre gli scientifici di tutto il mondo cercano disperatamente una soluzione ad un problema diventato planetario, Daniel Luxet, un biologo francese (bravissimo Gustave Kervern), cerca di ridare ai pesci la voglia di copulare. Ironicamente, il suo lavoro ruota attorno alla riproduzione mentre lui, celibe e ossessionato da un desiderio di paternità che non riesce a soddisfare, si crogiola in una solitudine che diventa progressivamente una prigione. Un giorno, inaspettatamente, mentre cattura per caso un pesce dalla forma strana e per lo meno ambigua (che chiamerà Nietzsche), incontra Lucie, una giovane donna (sorprendente India Hair) che lo spinge a confrontarsi con le paure e le assurdità della sua esistenza. Questo incontro fortuito avrà una serie di conseguenze che spingeranno il nostro biologo solitario a capire cosa gli manca veramente, qual è la strada inaspettata verso una felicità che forse si è sempre negato.

In questa sorprendente commedia romantica dai toni apocalittici, Babinet affronta il tema dell’ecologia ma anche e soprattutto della paternità e della mascolinità stereotipata in modo davvero sorprendente. Con humor e poesia, Poissonsexe (un titolo, una garanzia) mette in scena due personaggi a fior di pelle, dei beautiful losers persi in un mondo che non capiscono più ma abitati da una sete di tenerezza che li rende invincibili. Sebbene il mondo si stia progressivamente avvicinando al baratro, Daniel e Lucie tentano di trovare nell’amore una via di fuga per evitare la distruzione. Malgrado una storia d’amore (immancabilmente) eterosessuale deliziosamente improbabile, Poissonsexe evita i cliché legati alla procreazione e alla così detta “mascolinità”. Babinet mette in effetti in scena un personaggio alle prese con le assurdità di una mascolinità costruita socialmente che spinge a credere che la felicità sia l’appannaggio esclusivo della paternità e della coppia eternonormativa per così dire “standard”. Daniel si rende progressivamente conto di questa prigione, della lotta assurda verso una normalizzazione che in fondo non gli procura la felicità tanto agognata.

Babinet sembra volerci aprire gli occhi su un mondo “diverso” che distrugge per poi ricreare, senza regole o meglio con regole diverse, più creative e stimolanti. La relazione tra uomo e animale è anche lei messa in discussione, analizzata e messa in scena con una dose salvifica di fantasia e creatività. Daniel, rinomato ricercatore e scientifico, si lascia sopraffare da un antropomorfismo che lo spinge ad interpretare con sentimenti umani le azioni del suo protetto, il pesce (della specie axolotl) Nietzsche. Tra i due si crea una relazione d’amicizia e d’intesa che va ben oltre le differenze tra specie, un legame profondo che non ha bisogno di parole per essere espresso. Poissonsexe ci fa capire che la scomparsa delle specie umana porterà con sé la scomparsa di una certa bellezza e ingenuità impossibili da colmare. La diversità (sotto qualsiasi forma: sessuale, di genere, di specie…) del pianeta dev’essere custodita e valorizzata perché è lei a trasformare il mondo un luogo sognato.

Poissonsexe è una coproduzione Comme des Cinémas (Francia) e Tarantula Belgique. La vendita all’internazionale è affidata a Indie Sales.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy