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FIDMARSEILLE 2020

Recensione: N.P

di 

- Debutto molto riuscito nel lungometraggio per la belga Lisa Spilliaert che adatta con grande originalità il romanzo della giapponese Banana Yoshimoto

Recensione: N.P
Mikiko Kawamura (a sinistra) e Clara Spilliaert in N.P

“Passo dopo passo, segui il testo di qualcun altro. Alla fine, è come se quelle idee diventassero le tue. I tuoi pensieri si sovrappongono a quelli di un'altra persona. Non riesci più a capire dove inizino e dove finiscano. Le idee di qualcun altro iniziano a manifestarsi nella tua vita”. Questa rivelazione che viene fatta a Kazami Kano, la traduttrice protagonista di N.P, il primo lungometraggio della regista Lisa Spilliaert presentato in anteprima mondiale al 31° FIDMarseille, riassume perfettamente lo spirito con cui la regista belga ha affrontato la sfida di adattare il romanzo eponimo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto: in maniera seria e rispettosa ma allo stesso tempo divertente e innovativa.

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Intrecciando cultura occidentale e orientale, melodramma e distanza, realtà e finzione, la regista ha preso la coraggiosa decisione di trasformare un racconto accattivante e pieno di suspense in un film muto, in cui i dialoghi appaiono sotto forma di sottotitoli e in cui la musica e gli effetti sonori rimpiazzano il suono diretto. È un esperimento perfettamente riuscito, in cui generi diversi si sviluppano su uno sfondo visivo impregnato di sofisticata semplicità, ma che deve molto all'emozionante trama del libro. La storia inizia con Shoji, un traduttore, che durante un ricevimento racconta alla fidanzata Kazami (Clara Spilliaert), un tragico episodio: lo scrittore Sarao Takase, residente negli Stati Uniti, si è suicidato. L'uomo ha due figli, gemelli, e ha scritto un libro che contiene 97 racconti. Shoji ha scoperto il racconto numero 98, ancora inedito, una storia di incesto. Da qui parte un'ellissi, e ci ritroviamo cinque anni dopo, all'inizio dell'estate, proprio nel momento in cui Kazami si imbatte (sarà veramente una coincidenza?) in Otohiko (Hiroshi Miyamur), il figlio di Sarao Takase, e poco dopo ne incrocia la gemella (Saartje Van de Steene) e la sorellastra Sui Minowa (Mikiko Kawamura). Scopriamo inoltre che Shoji si è suicidato quattro anni prima e che in realtà sotto c'è molto altro...Come Kazami confessa, “la storia di quell'estate è difficile da spiegare, i morbidi raggi del sole, un forte senso di mancanza, la parte che ho avuto, il luogo dei miei sentimenti...”

Lavorando sul contrasto tra le emozioni violente e complesse (amore e morte) che tormentano i protagonisti e li attirano uno verso l'altro, e la compostezza con cui le esprimono (come ad esempio “le più profonde profondità di un mare ricolmo di corallo blu e la calma soprannaturale dei pesci tropicali”), N.P prende spunto dagli stilemi del fotoromanzo e adotta una gamma di semplici stratagemmi per tessere una tela intricata, sotto la cui superficie chiarissima si intrecciano vari livelli di possibile lettura. È un'opera prima molto promettente, e sarà interessante seguire la parabola di questa regista (e, in questo caso, anche direttrice della fotografia), considerando i tanti percorsi e stili che ora si aprono davanti a lei.

N.P è prodotto e distribuito a livello mondiale da Escautville.

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(Tradotto da Enrico Brazzi)

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