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FILM / RECENSIONI Polonia

Recensione: Eastern

di 

- Le ragazze con la pistola sono ribelli con una causa nel film d'esordio di Piotr Adamski, e la causa è semplicemente quella di rimanere in vita

Recensione: Eastern
Paulina Krzyżańska in Eastern

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(titolo che allude al genere western, ma in questo caso ambientato nell'Est), film d'esordio di Piotr Adamski che ha vinto l'Ischia Film Award (miglior lungometraggio) e il Premio Castello Aragonese (miglior regia) all'Ischia Film Festival, racconta la bizzara storia di una faida tra due famiglie, i Nowak e i Kowalski. Quando un membro viene ucciso, la sua morte deve essere vendicata o risarcita con una grossa somma di denaro. Dopo aver ricevuto l'ordine di uccidere una coetanea (Paulina Krzyżańska) di una famiglia rivale, una ragazzina (Maja Pankiewicz) decide di non voler seguire le vecchie tradizioni, ma di crearne nuove. La posta in gioco non può essere più alta: se le ragazze riuscissero a interrompere il ciclo di omicidi rituali, potrebbero riuscire a salvarsi la vita.

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Il padre (Marcin Czarnik) della ragazza sta già pagando il prezzo del rifiuto della figlia, dal momento che la comunità chiusa in cui vivono ha deciso di imporre sempre più limiti alla routine quotidiana della famiglia. Quello che rende Eastern interessante e affascinante è il fatto di non essere ambientato in una steppa orientale del 19° secolo, ma nella Polonia odierna. Entrambe le famiglie vivono in appartamenti eleganti e costosi, guidano belle macchine e hanno una vita comoda. Adamski porta il diritto medievale nella società moderna e si chiede se sia possibile portare la pace tra le due famiglie senza utilizzare la forza dell'amore, come invece succede nella faida tra Montecchi e Capuleti narrata da Shakespeare. Il film di Adamski può essere paragonato a Dogtooth [+leggi anche:
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di Yorgos Lanthimos per la sua concettualità, in cui ogni elemento sembra rigido e ostile, mentre le facce dei protagonisti ricordano maschere postume, che non lasciano trasparire alcuna emozione. L'opera di Adamski non è però una copia, ma un lavoro originale, che dipinge il suo paese natale come un luogo ostile diviso in due, una metafora resa reale dalle ultime elezioni, vinte dal conservatore Andrzej Duda con una maggioranza risicata.

Essendo un artista visisvo, è naturale che Adamski abbia scelto una forma concettuale e si sia concentrato sulla creazione di idee e immagini, piuttosto che sfumature emotive e psicologiche. L'ottima intesa tra le due protagoniste armate di pistola e il loro carisma le rendono le stelle del film. La loro ribellione riflette perfettamente quello che sta succedendo in Polonia, in primis le proteste femministe e le battaglie per la parità di genere. Supportate dalla performance del misterioso Marcin Czarnik (Son of Saul [+leggi anche:
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), formano un dream team che ogni regista vorrebbe.

Piotr Adamski ha scritto la sceneggiatura di Eastern insieme a Michał Grochowiak. Il film è stato prodotto da Jerzy Kapuściński ed Ewa Jastrzębska di Studio Munka, con il supporto della succursale polacca di Canal+ e della Polish Filmmakers Association. La distribuzione locale è gestita da Against Gravity.

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(Tradotto dall'inglese da Enrico Brazzi)

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