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VENEZIA 2020 Fuori concorso

Recensione: Molecole

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- VENEZIA 2020: Il nuovo film di Andrea Segre è un racconto intimo, malinconico e commovente girato prima e durante la quarantena

Recensione: Molecole

Andrea Segre torna con un nuovo titolo a Venezia, Molecole [+leggi anche:
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, presentato fuori concorso come il precedente Il pianeta in mare [+leggi anche:
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(2019). Il nuovo documentario del regista veneto è il film di pre-apertura della Mostra di Venezia di quest’anno.

Il film si apre con una citazione tratta dal romanzo Lo Straniero (1942) di Albert Camus: “Dal fondo del mio avvenire, durante tutta questa vita assurda che avevo vissuto, un soffio oscuro risaliva verso di me attraverso annate che non erano ancora venute.” Con poesia e semplicità, il regista alterna immagini dell’affollata e vivace Venezia pre-coronavirus ed altre tratte dagli archivi di famiglia. La citazione d’apertura e, in maniera ancora più esplicita, la voce fuori campo di Segre, incominciano a toccare i temi principali del film, girato poco prima dell’inizio della crisi sanitaria mondiale e durante la successiva quarantena. I temi cardine di Molecole sono il personale rapporto del regista con la città lagunare e la sua complessa relazione con il padre Ulderico, vero protagonista dell’opera.

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Il lockdown ha inaspettatamente bloccato il regista (il quale risiede a Roma) a Venezia. Segre stava lavorando su due progetti sulle grandi ferite della città, ovvero l’acqua alta ed il turismo. La particolare condizione atemporale causata dalla pandemia ha stimolato una profonda riflessione sul passato e consentito al regista di cogliere pienamente le atmosfere di una Venezia spoglia e irreale. Le sue riflessioni sono accompagnate da diversi interventi di cittadini veneziani: questi contributi, inseriti in maniera organica nel contesto narrativo, rappresentano un efficace trait d’union tra i temi dei progetti originari del regista e il “nuovo tempo” esperito durante la quarantena.

La fotografia, realizzata da Matteo Calore (Il pianeta in mare, Dove bisogna stare [+leggi anche:
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) e dal regista stesso, traduce visivamente la malinconia e la sensazione di attesa permanente attraverso i colori pallidi degli edifici cittadini, la nebbia, le strade buie, l’imponente cielo uggioso ed il mare quasi privo di imbarcazioni. Alle suggestive immagini si aggiungono le musiche di Teho Teardo (Tuttinsieme [+leggi anche:
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, Il nido [+leggi anche:
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intervista: Roberto De Feo
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), incredibilmente evocative e atte a sottolineare la sensazione di fragilità che permea lo spirito del film. Inoltre, lodevole risulta il lavoro sul paesaggio sonoro (ad opera di Alberto Cagol, Marco Zambrano e Riccardo Spagnol), nonché il montaggio di Chiara Russo (Il pianeta in mare, Selfie [+leggi anche:
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), misurato e coinvolgente.

La sequenza finale è indubbiamente la parte più potente e magica del documentario. Il monologo di chiusura parla di “imparare a dialogare con l’inevitabile”, apre diverse chiavi di lettura sulla vita e sulla natura e tocca ancora una volta, con candore e sincerità, il rapporto tra padre e figlio.

Molecole è una produzione firmata dalla padovana ZaLab Film e Rai Cinema, in associazione con Vulcano e Istituto Luce Cinecittà. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 3 settembre. La distribuzione è curata da ZaLab Film in collaborazione con Lucky Red.

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