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VENEZIA 2020 Settimana Internazionale della Critica

Recensione: Non odiare

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- VENEZIA 2020: Il lungometraggio di debutto di Mauro Mancini racconta una storia semplice ma coinvolgente con protagonista Alessandro Gassmann

Recensione: Non odiare
Alessandro Gassmann (a sinistra) in Non odiare

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è il lungometraggio di debutto di Mauro Mancini, presentato in concorso alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia, unica pellicola italiana parte della selezione di quest’anno. Prima di scrivere e dirigere questo film, il regista ha debuttato nel 2005 con il cortometraggio Il nostro segreto e continuato a lavorare su altri corti, nonché in ambito televisivo e pubblicitario.

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Il film, sceneggiato da Mancini insieme a Davide Lisino, è ambientato nel Nord-est d’Italia e si apre con una scena nella quale vediamo il protagonista Simone Segre da bambino, costretto dal padre (Cosimo Fusco), a scegliere il gattino di una nidiata da far sopravvivere ed annegare gli altri cuccioli. Successivamente, vediamo Simone, ormai adulto (Alessandro Gassmann) e diventato affermato chirurgo, intento ad allenarsi in canoa lungo un fiume. Il frastuono di un incidente lo porta ad abbandonare l’imbarcazione e prestare immediatamente soccorso. Il medico, dopo aver trovato un uomo ferito gravemente alla guida, inizialmente contatta i soccorsi, cerca di tranquillizzarlo e improvvisa un laccio emostatico con la cintura di sicurezza. Un particolare però lo fa rabbrividire: l’uomo porta il tatuaggio di una svastica sul petto. Segre, memore dei trascorsi del padre, un ebreo reduce dall’esperienza del campo di concentramento, allenta il laccio emostatico e fugge, lasciando l’uomo al suo destino.

Il film segue in generale una struttura narrativa piuttosto lineare e la storia prosegue mostrando Segre consapevole di aver causato danni irreparabili alla famiglia dell’uomo, il signor Minervini, padre di tre figli: Marica (Sara Serraiocco), decisamente la più assennata e responsabile, Marcello (Luka Zunic), anch’egli neonazista come il padre e dal carattere fortemente aggressivo ed irascibile, ed il più piccolo dei tre, Paolo (Lorenzo Buonora). Segre, spinto dal rimorso, prova ad avvicinarsi alla famiglia, licenziando la propria colf ed incominciando ad affidare le pulizie domestiche a Marica, ormai alla ricerca disperata di denaro per andare avanti.

L’interpretazione di Gassman è molto convincente. L’attore mette in scena il ritratto di un uomo burbero e silenzioso, lacerato dalle colpe e insoddisfatto, nonostante la posizione di prestigio ricoperta all’interno della società. Una menzione merita anche l’interpretazione del giovane Zunic, capace di restituire la giusta profondità ad un personaggio complesso che potrebbe facilmente scadere nello stereotipo o in un’interpretazione monocolore. Un buon giudizio merita anche il comparto tecnico, in particolare le musiche di Pivio ed Aldo De Salzi, le quali ben si addicono a rappresentare l’inquietudine vissuta da Segre.

Il film costituisce un debutto promettente per Mancini: la storia, pur nella sua semplicità, è coinvolgente e l’intera vicenda si conclude in maniera organica. Agli spettatori resta il compito di scoprire come.

Non odiare è una co-produzione italo-polacca firmata da Movimento Film (Italia) e Agresywna Banda (Polonia), con Rai Cinema ed in associazione con Notorious Pictures. Il lungometraggio è stato sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Polish Film Institute e la Regione Lazio. La distribuzione italiana, prevista per il 10 settembre, è affidata a Notorious Pictures. Intramovies si occupa delle vendite internazionali.

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