email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

VENEZIA 2020 Concorso

Recensione: Pieces of a Woman

di 

- VENEZIA 2020: Il nuovo film di Kornél Mundruczó è un discreto studio del personaggio, e la sua forza deriva principalmente dalle interpretazioni dei tre grandi protagonisti

Recensione: Pieces of a Woman
Shia LaBeouf e Vanessa Kirby in Pieces of a Woman

Dopo aver vinto il premio Un Certain Regard di Cannes con White God [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Kornél Mundruczó
scheda film
]
nel 2014, il regista ungherese Kornél Mundruczó torna con un nuovo film, con produzione essecutiva da Martin Scorsese e nella competizione principale di quest'anno al Festival di Venezia. Pieces of a Woman [+leggi anche:
trailer
intervista: Kornél Mundruczó e Kata Wé…
scheda film
]
è un dramma che ruota intorno a una coppia, Martha (Vanessa Kirby) e Sean (Shia LaBeouf), in attesa di un figlio. Le loro vite cambiano irreversibilmente dopo la tragica morte della figlia in seguito alle complicazioni di un parto in casa. L'ostetrica, interpretata da Molly Parker, viene subito accusata di negligenza penale, e il caso sembra dividere l'opinione pubblica, ricevendo un'enorme copertura mediatica a livello nazionale.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

La storia, scritta da Kata Wéber (Una luna chiamata Europa [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Kornél Mundruczó
scheda film
]
, White God), inizia il 17 settembre ed è ambientata nell’odierna Boston. Dopo una scena iniziale che introduce rapidamente i personaggi principali, Martha e Sean, insieme a Elizabeth (l'attrice premio Oscar Ellen Burstyn), la possessiva madre di Martha e i loro rapporti, assistiamo a tutto il parto in casa. Inizia con quelle che sembrano essere innocue e normali contrazioni insieme al dolce, candido rapporto tra i due, seguito dall'arrivo dell'ostetrica, i suoi tentativi di rassicurare Martha, il dolore intenso della donna e la chiamata al 911, quando le cose precipitano. Il regista incarica il direttore della fotografia Benjamin Loeb (A Winter's Tale [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
, Mandy [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
) di girare l'intera sequenza con una telecamera a velocità variabile, che pone lo spettatore nel punto di vista di un'entità, una presenza che permea l'ambiente filmato. Le inquadrature rapide trasmettono efficacemente i momenti di ansia e incertezza durante il travaglio, mentre quelle più lente agiscono quasi come un dispositivo di sospensione del tempo, e questa scelta è particolarmente evidente quando i due si baciano mentre Martha è sdraiata nella vasca da bagno e anche dopo, quando la inizia la tragedia.

L'intero episodio è ben reso ed è di per sé una scena forte, supportata dalle avvincenti interpretazioni del trio. E questo è solo il prologo del film, che getta le basi per il resto dell’opera. La perdita della figlia diventa il catalizzatore del conflitto principale - ossia il rapporto travagliato tra Martha, che, oltre a provare l'ovvio dolore di una tale perdita, è anche angosciata dalla madre prepotente e dal suo insistere sul fatto che dovrebbe prendere una posizione contro l'ostetrica durante il processo e Sean, che vuole solo andare avanti, e "gli manca la vecchia Martha". L'evento traumatico costringe così la coppia ad esplorare un abisso fatto di disperazione, rabbia e fragilità, che appare infinito e ineludibile. Nella seconda parte, il ruolo di Elizabeth diventa ancora più cruciale e conosciamo le possibili ragioni (e i relativi retroscena) dietro il suo comportamento manipolativo e opprimente nei confronti della figlia e del marito. Un intenso e irripetibile monologo ravvicinato della Burstyn spiega tutto questo, in seguito a una turbolenta lite tra il suo personaggio e quello della Kirby.

Nel complesso, il film è uno studio del personaggio ben fatto, guidato principalmente dalle valide interpretazioni dei tre attori principali. Il suo problema principale è l’originalità: sebbene la sequenza iniziale del parto in casa sia sorprendente e ben realizzata, l'enfasi posta su di essa sembra molto più alta di quella posta su molte altre scene, che sembrano appartenere a un dramma familiare classico - niente di più, niente di meno. Inoltre, la metafora della rinascita si sarebbe potuta comunicare con mezzi più innovativi dei semi di mela.

Pieces of a Woman è una coproduzione ungaro-canadese realizzata da BRON Studios e Little Lamb, in associazione con Proton Cinema e Creative Wealth Media. Le vendite e la distribuzione sono affidate a BRON Releasing.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese da Ernesto Leotta)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy