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VENEZIA 2020 Orizzonti

Recensione: La Troisième Guerre

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- VENEZIA 2020: Giovanni Aloi punta i riflettori sulla vita quotidiana di un gruppo di soldati a caccia di terroristi nel cuore di una Parigi che non sembra neanche lontanamente la "città dell'amore"

Recensione: La Troisième Guerre
Karim Leklou, Leïla Bekhti e Anthony Bajon in La Troisième Guerre

Se il pattugliamento delle strade di Parigi in tenuta da combattimento fa parte del tuo lavoro, fai probabilmente parte della Opération Sentinelle, con lo scopo di sventare attacchi terroristici. In prima visione nella sezione Orizzonti della settantasettesima Mostra del Cinema di Venezia, l’ultima produzione del regista Giovanni Aloi ci presenta da vicino i soldati coinvolti in ciò che lui ha deciso di chiamare La Troisième Guerre [+leggi anche:
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In effetti, dopo gli attacchi del Gennaio del 2015 contro Charlie Hebdo a Île-de-France – a seguito di quelli Parigi contro il Bataclan nel Novembre dello stesso anno – Opération Sentinelle ha coinvolto qualcosa come diecimila soldati per proteggere i cosiddetti “punti sensibili” del territorio. Anche se cinquemila poliziotti e carabinieri hanno preso parte all’operazione, essa si differenzia da qualsiasi normale compito da poliziotto. Il nostro trio principale è composto da: il giovane Léo, direttamente dall’addestramento militare (Anthony Bajon, vincitore del premio a Berlino per il film La Prière [+leggi anche:
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), il turbolento Hicham, che ha prestato servizio a Mali (Karim Leklou, da Le Monde est à toi [+leggi anche:
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), e Coline, il loro sergente, resa ancora più forte dal suo aspetto da macho (la meravigliosa Leïla Bekhti, recentemente vista nella serie The Eddy). Preparati a tutto, si incamminano per le strade di una Parigi priva di ogni atmosfera da “città degli innamorati”, per un’altra giornata di lavoro ordinaria.

O magari una straordinaria, visto che sono in costante ricerca di qualcosa di “sus” – il loro modo per dire “sospettato” o “dal’’apparenza sospetta”. Una borsa lasciata nella metropolitana, un dispositivo lampeggiante in un furgone parcheggiato, un tipo losco con un evidente telefono obsoleto tipo Nokia 3310 – niente deve passare inosservato in questa missione impegnativa. Per fortuna, anche se qualche volta è frustrante, la maggior parte delle volte si tratta di un falso allarme, o nel caso del tipo con il Nokia, una questione per la polizia e non per questi soldati. “Non siamo la polizia,” Coline informa un agitato turista che è stato appena derubato, mentre il ladro scappa indisturbato dalla scena del crimine. La maggior parte dei “civili” si inquietano, forse anche un po spaventati (per la gioia di Hicham), quando sono di ronda per le strade.

Per la prima volta regista di un lungometraggio, Aloi ha fatto una ricerca approfondita di questo universo alieno di cui facciamo parte ma non riusciamo a esaminare – non c’è da stupirsi che ci metta a disagio – presentando un’impressionante visione realistica. I tre attori principali, per quanto stellari siano, sembrano proprio dei veri soldati, in luoghi parigini filmati autenticamente dall’esperto lavoro di Martin Rit. Il copione denso di Dominique Baumard affronta diverse trame, con il chiassoso cameratismo tra i soldati, alle volte mettendo in ombra la loro – più avvincente – routine lavorativa. La storia del giovane Léo, un solitario ragazzo di paese, perso nella grande città, condivide delle caratteristiche con Taxi Driver e potrebbe essere un film per conto suo – con una parte importante per il summenzionato telefono Nokia.

La Troisième Guerre è una produzione francese di Capricci Films, co-prodotto dalla casa di produttrice francese Bien ou Bien Productions, con le vendite affidate a Wild Bunch International.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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