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TORONTO 2020 Industry Selects

Recensione: The Garden

di 

- Sette anni dopo Metalhead, Ragnar Bragason ritorna a Toronto con la versione per il grande schermo della sua opera teatrale del 2012

Recensione: The Garden
Sigrún Edda Björnsdóttir in The Garden

Sono passati 7 anni dalla partecipazione di Metalhead [+leggi anche:
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, dello scrittore e regista Ragnar Bragason a Toronto nel 2013. Il suo sesto film, The Garden [+leggi anche:
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, è un adattazione della sua opera teatrale del 2012 dallo stesso nome, il quale è stato sold-out al teatro di Reykjavik per un anno. Adesso il pubblico cinematografico avrà l’opportunità di vedere cosa ha generato tutto quel clamore con questa piacevole versione per il grande schermo, la quale è stata mostrata nella sezione Industry Selects al Festival di Toronto.

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Riprendendo il loro ruoli teatrali troviamo Sigrún Edda Björnsdóttir come l’amante degli alberi, Indiana, Hallgrímur Ólafsson come suo figlio Unnar e la star di Woman at War [+leggi anche:
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, Halldóra Geirharðsdóttir, interpretando la loro vicina disabile, Johanna. Questi attori sono eccellenti, come lo è Karolina Gruszka, apparendo come la nuova ragazza polacca di Unnar, una nazionalità che irrita la sua faziosa madre.

Indiana vive da sola nella sua casa. La presenza dominante del verde e marrone fa somigliare l’interno della sua casa a un giardino in autunno. Queste tonalità di colori vengono presentati durante tutto il film dal cinematografo Árni Filippusson (Either Way [+leggi anche:
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) e lo scenografo Heimir Sverrisson (Adrift). Indiana è una donna anziana irascibile che non ha paura di far conoscere le proprie opinioni, la quale afferra la scopa e la sbatte contro il soffitto per lamentarsi del volume della musica troppo alto dei suoi vicini stranieri. Le viene a bussare alla porta un funzionario pubblico e presume sia per dirle che ha vinto un altro premio per il suo laburno, precedentemente vincitore di altri premi. Ma è tutt’altro, lo deve abbattere, visto che c’è il mandato di togliere tutta la flora non nativa islandese prima del 1900 – Il suo Eyjafjallajökull interno erutta!

Bragason trova dell’ironia nel modo selettivo di pensare di Indiana. Combatte per il suo albero internazionale mentre si lamenta degli immigrati. Il suo disprezzo per la nuova ragazza di suo figlio, un’infermiera, è quasi a prescindere dalla sua nazionalità. Ha trattato suo figlio come un bambino, portandolo alla sottomissione fin dalla nascita, dicendogli di avere malattie che non gli permetteranno di realizzare il suo sogno di lavorare nel pronto soccorso. L’infermiera vede l’impatto distruttivo che ha sul benessere emotivo di Unnar e non ha paura di parlare. La verità gli prova sia felicità che problemi di cuore, avendo difficoltà nel liberarsi dal legame di sangue, convinto di dover sempre ascoltare sua madre. La migliore amica di Indiana, Johanna, è una sorpresa divertente, la quale si merita il sostegno statale che Indiana prende truffando il sistema, e ha una esilarante prospettiva pratica sul sesso. In contrasto, Bragson mostra che Indiana è emotivamente vulnerabile attraverso il modo in cui cerca di trovare affetto.

The Garden prosegue e si sviluppa al di fuori del tema immigrati, portando riprese che fioriranno in un complesso dramma psicologico che mostra come un matriarcato dominante possa rovinare le vite di coloro che ama. L’arrivo dell’inverno e del Natale è rappresentato con una serie di colori più freddi per il giardino. I dettagli sono ben curati in questo racconto tragicomico, che è ben realizzato ed è una perfetta visione per le famiglie, sebbene metta a disagio per tante delle sue verità. Manca dell’umore e stile distante di alcuni dei film islandesi recenti, tipo Rams [+leggi anche:
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e il sopramenzionato Woman at War, ma compensa con la buona volontà e desiderio di mostrare come anche una madre maniacale possa essere umana. L’inaspettato finale esplosivo è una vera delizia.

The Garden è stato prodotto dalla casa islandese Mystery Productions, in coproduzione con Madants, Polonia, e RÚV, Islanda.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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