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LONDRA 2020

Recensione: Mangrove

di 

- Il nuovo lavoro di Steve McQueen è una splendida rappresentazione della brutalità della polizia in Gran Bretagna, che mette in evidenza il problema del razzismo istituzionalizzato

Recensione: Mangrove

Inizialmente selezionato per Cannes, e adesso ad aprire il London Film Festival, Mangrove [+leggi anche:
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è il film migliore di Steve McQueen (e questo dice qualcosa). L’ombra dell’incendio della Grenfell Tower ha un peso notevole sul suo racconto magnifico dei Mangrove Nine, un gruppo di cittadini di colore processati per “rivolta e rissa” dopo una protesta contro la brutalità della polizia che ha avuto luogo a North Kensington il 9 Agosto 1970 (un quartiere povero, popolare per gli arrivi della generazione Windrush): Il caso esemplare del primo riconoscimento giudiziario di comportamento motivato da odio razziale tra la Polizia Metropolitana.

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Nella rappresentazione di queste strade, includendo abiti e automobili d’epoca, in gran parte accurata storicamente, una torre costruita per metà nella proprietà Lancaster West Estate viene spesso vista sullo sfondo. Le costruzioni della Grenfell Tower iniziarono nel 1972, ma i barlumi del grattacielo costruito per metà nella distanza sono un promemoria costante che i problemi dell’oppressione delle minoranze da parte dello stato sono prevalenti oggi come lo erano in questo periodo rappresentato nel film incredibile di McQueen. Quando la zona era un quartiere povero designato ad avere nuovi alloggi popolari e la superstrada Westway fu costruita.

Mangrove è un racconto stimolante di come la comunità di colore, con grinta, determinazione, decoro e astuzia, ha sempre dovuto combattere per stabilire un punto di appoggio in Inghilterra, un paese disperato per far fare lavori umili ai cittadini del Commonwealth dopo la Seconda Guerra Mondiale. Anche se quegli immigrati avventurieri venivano accolti con razzismo e brutalità della polizia.

McQueen inizia con Frank Crichlow (Shaun Parkes) che apre il ristorante Mangrove nel 1968. Le sue pietanze speziate dell’India del Ovest lo rende un luogo popolare per la comunità di colore, ma anche un bersaglio per l’agente di polizia Pulley (Sam Spruell), il quale conduce una serie di retate mirate a disturbare l’attività e intimorire coloro che la gestiscono. Una scena si conclude con una scolapasta che dondola sul pavimento della cucina, con McQueen che mantiene la ripresa a lungo per lasciare il pubblico un attimo di respiro e un momento di contemplazione, cosa che non è concessa ai protagonisti.

In seguito alle retate, viene deciso di tenere una protesta, dove una serie di personaggi, introdotti da McQueen tramite le loro vite private, di attivismo, al pub o al Mangrove, si riuscono. Le varie prestazioni performative sono uniformemente fantastiche, ma tra i Mangrove Nine si distinguono notevolmente Letitia Wright, recitando l’attivista dei Black Panther Altheia Jones-LeCointe, e Malachi Kirby, come il commentatore intellettuale e politico Darcus Howe. La polizia attacca i marcianti, ma a dover affrontare accuse sono solamente i protestanti. Le scene al ristorante e per la strada sono molto evocative, grazie all’incredibile cinematografia da 35mm di Shabier Kirchner, supportata dalla colonna sonora di Mica Levi.

L’uso delle fotografie di quel tempo e le scene in tribunale che provvedono alla rimozione di strutture istituzionali che spesso risultano in ingiustizie legate a pregiudizi, ricordano To Encourage the Others (1972) di Alan Clarke. Il giudice Edward Clarke, recitato da Alex Jennings, è un personaggio testardo, apparentemente intenzionato a spingere la giuria a supportare l’accusa.

Questa è la prima volta che McQueen ha fatto un lungometraggio sulla vita dei britannici di colore, e la buona notizia, visto la qualità elevata, è che altri quattro film sono in uscite nel 2020. Mangrove è uno dei cinque film fatti tramite la BBC e Amazon con il nome di “Small Axe”, e tratteranno momenti profondi nella storia afro-britannica.

I produttori esecutivi di Mangrove sono Steve McQueen, per la sua casa di produzione britannica Lammas Park, Tracey Scoffield e David Tanner, per Turbine Studios (Regno Unito), insieme a Lucy Richer di BBC One e Rose Garnett di BBC Films. Coprodotto negli Stati Uniti da Amazon Studio. BBC Worldwide ne gestisce le vendite interanzionali.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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