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MIA 2020

I distributori indipendenti rivendicano il loro ruolo culturale al panel di Europa Distribution al MIA

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- I membri dell'associazione hanno colto l'occasione per discutere le loro situazioni e cercare le migliori rotte da seguire in questi tempi incerti

I distributori indipendenti rivendicano il loro ruolo culturale al panel di Europa Distribution al MIA
Il panel al MIA

Le crisi sono sempre acceleratori del cambiamento, e durante l'attuale pandemia i distributori indipendenti stanno lottando duramente per anticipare quel cambiamento, per salvare le loro compagnie e per garantire la circolazione dei film di cui sono appassionati.

Per accrescere la consapevolezza del ruolo dei distributori nell'industria cinematografica, Europa Distribution, in collaborazione con il MIA Market, ha organizzato a Roma un panel che ha riunito distributori provenienti da paesi dove la situazione Covid è stata gestita in modi molto diversi: Margherita Chiti (Teodora Film, Italia), Oscar Eriksson (Folkets Bio, Svezia), Ira Von Gienanth (Prokino, Germania) e Huub Roelvink (Cherry Pickers, Paesi Bassi). Il moderatore del panel Michael Gubbins ha introdotto la discussione con una provocazione: il ruolo dei distributori sarebbe meglio compreso se si chiamassero “editori”?

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“A Teodora il passaggio dalla distribuzione all'editoria era già in atto”, spiega Margherita Chiti, “e il Covid ha esasperato una situazione già critica”. L'Italia è stato il primo paese ad applicare un rigido lockdown e negli ultimi otto mesi le sale, che normalmente rappresentano circa il 50% dei ricavi per i distributori indipendenti, sono crollate di oltre il 70%. “Abbiamo deciso di tenere i nostri film per i cinema invece di provare a distribuirli direttamente in VoD, per mantenere viva l'intera catena. Quando i cinema si sono assunti il rischio di riaprire, abbiamo dato loro i nostri film anche se la partecipazione era, ed è tuttora, molto ridotta. Era un rischio condiviso. Ad agosto, dopo sei mesi in cui io e gli altri miei tre soci stavamo senza i nostri stipendi per tenere in vita la cooperativa, abbiamo raccolto la sfida di portare in concorso a Venezia Le sorelle Macaluso [+leggi anche:
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di Emma Dante e lo abbiamo rilasciato lo stesso giorno lavorando con un P&A drasticamente ridotto e concentrando tutte le nostre energie sulla cura. Abbiamo fatto oltre 60.000 presenze, risultato che avremmo apprezzato anche in un periodo senza Covid. Proprio come gli editori di libri, gestiamo prodotti culturali e la chiave del nostro successo risiede sempre di più nella cura".

In Italia sono stati predisposti alcuni finanziamenti per l’emergenza Covid a favore degli esercenti, ma i distributori che rilasciano film non italiani non possono contare sul sostegno pubblico. Nei Paesi Bassi i fondi cinematografici hanno concentrato i loro sforzi principalmente sul sostegno alle produzioni locali, mentre la maggior parte degli esercenti tradizionalmente coinvolti nel cinema d'essai hanno cercato di attirare il pubblico in sala proiettando Tenet [+leggi anche:
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e titoli più commerciali. "Anche se ovviamente comprendiamo la lotta che stanno affrontando i cinema, avrei sperato di trovare più solidarietà in tutti i settori", ha commentato Huub Roelvink la cui compagnia ha subito una perdita di circa il 50% dei ricavi rispetto allo scorso anno. Durante la chiusura delle sale cinematografiche, le uscite in VoD si sono rivelate un sostituto molto scarso, portando meno del 5% dei normali ricavi delle sale.

Facendo eco a un sentimento condiviso nel settore, Ira Von Gienanth ha sottolineato che la confusione e l'incertezza si stanno dimostrando i peggiori nemici da combattere durante questa emergenza Covid. In Germania la politica del distanziamento sociale impone un metro e mezzo intorno a sé, il che significa che la capacità dei cinema è attualmente ridotta al 20-30%, ma poiché tali misure continuano a variare, gli esercenti faticano a comunicare chiaramente al pubblico e a pianificare in anticipo. Un problema comune e molto serio che i distributori stanno avendo in tutta Europa è la mancanza di comunicazioni chiare a livello nazionale sul fatto, dimostrato da studi e numeri, che i cinema sono luoghi sicuri in cui stare. Campagne pubbliche che promuovano i cinema sarebbero vantaggiose per l'intero settore.
Von Gienanth ha spiegato che dei sette film che Prokino avrebbe dovuto distribuire quest'anno, due sono stati spostati al 2021. In questi tempi difficili sta scommettendo sull'appetito del pubblico per le commedie d'autore. Per Prokino il successo di quest'anno è arrivato dalla commedia franco-tunisina Un divano a Tunisi [+leggi anche:
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intervista: Manele Labidi
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di Manèle Labidi Labbé.

La Svezia è stata tra i pochi paesi che non hanno imposto un blocco totale ma solo restrizioni basate sul distanziamento sociale. La limitazione della capacità dei cinema a 50 persone per proiezione ha contribuito a dare alle persone più fiducia nell'andare nelle sale mentre le misure di sostegno pubblico sono state prontamente attivate per compensare le perdite. Ma nemmeno la Svezia è un paradiso. "Qui il 70% dei cinema è di proprietà di una società focalizzata su film commerciali e quindi la riduzione della capacità si è tradotta immediatamente in una scarsità di schermi per film d'autore", ha commentato Oscar Eriksson, la cui preoccupazione principale è l'elevato numero di film in uscita ogni settimana in competizione per meno schermi e meno presenze. "Stiamo collaborando con la piattaforma svedese Drakenfilm e crediamo che il VoD possa diventare un eccellente strumento complementare, è ottimo per la cura, ma in termini economici non è un sostituto dell’uscita cinematografica".

Tutti i partecipanti al panel hanno invocato una risposta più forte dai fondi statali, sia locali che europei, per affrontare la crisi. La discussione sul futuro deve ora riunire tutte gli anelli della catena del valore del film e la distribuzione deve essere supportata proprio come la produzione e l’esercizio per garantire che i film d'autore continuino a esistere per un pubblico. I distributori sono quelli che sostengono il lavoro culturalmente importante a proprio rischio, tenendo sempre presente la propria responsabilità nei confronti del pubblico e il proprio ruolo all'interno dell'industria cinematografica. È essenziale che i fondi cinematografici supportino il lavoro da editori dei distributori con schemi flessibili che possano consentire loro di adattarsi a un nuovo mercato e sviluppare la loro attività curatoriale che va oltre il P&A. Per andare avanti, oggi l'industria deve muoversi insieme.

Desiderosi di trovare soluzioni innovative per combattere la crisi, i distributori hanno partecipato durante il MIA a due workshop privati organizzati da Europa Distribution.

Géraldine Imbert-Cléry ha presentato la app Moonday creata nel 2019 dall'ex distributore e produttore cinematografico Olivier Bronckart per aiutare i distributori a trovare in un unico luogo tutte le informazioni di cui hanno bisogno sui nuovi film sul mercato, con aggiornamenti sulla disponibilità dei diritti e dettagli sui contatti. Oltre a fungere da database, Moonday propone diversi strumenti per gestire le attività quotidiane come la ricerca, lo scambio di informazioni con team e partner.

Guardando i dati recenti, Mikkel Bay, responsabile delle campagne di marketing digitale per GRUVI, ha mostrato che l'appetito per i film era sempre presente durante il lockdown. Discutendo i dettagli delle campagne online in più territori per Ritratto della giovane in fiamme di Sciamma e Babyteeth di Shannon Murphy, Bay ha sottolineato l'importanza di testare e analizzare il comportamento dei consumatori per ottimizzare la spesa pubblicitaria e trovare all'inizio della campagna il pubblico giusto a cui rivolgersi.

Per molti partecipanti, il MIA è stata la prima occasione per ritrovarsi finalmente dal vivo e fare affari. I membri di Europa Distribution hanno colto l'occasione per discutere le loro situazioni e cercare le rotte migliori da seguire in questi tempi incerti. Hanno continuato durante tutta l’emergenza Covid e continuano ancora oggi a correre dei rischi nel rilasciare film audaci, innovativi e stimolanti. Film stranieri che un algoritmo potrebbe non proporre mai ai suoi clienti.

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(Tradotto dall'inglese)

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