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BLACK NIGHTS 2020 Concorso

Recensione: Caged Birds

di 

- Joel Basman e Marie Leuenberger sono un’accoppiata vincente che regala all’ultimo film di Oliver Rihs un dinamismo più che benvenuto

Recensione: Caged Birds
Joel Basman e Marie Leuenberger in Caged Birds

Berlinese d’adozione, il regista svizzero Oliver Rihs (conosciuto soprattutto per il film culto Black Sheep e Ready, Steady Ommm!, del 2014, un vero e proprio successo commerciale per un film svizzero) indaga, con il suo ultimo film Caged Birds [+leggi anche:
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, presentato in prima internazionale al Black Nights Film Festival di Tallinn e selezionato nel Concorso internazionale di Camerimage, un periodo chiave della storia Svizzera.

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Conosciuta come la culla dei diritti umani, elogiata per la sua stabilità e integrità (oltre che per la sua a tratti fastidiosa immagine da cartolina), la Confederazione Elvetica nasconde in realtà momenti bui della sua storia che si sono però rivelati, con il tempo, necessari motori di una libertà che si dà oggi per scontata. È proprio questo periodo, quello degli anni ottanta, con le sue accanite contestazioni e rivendicazioni sociali contro un quotidiano restrittivo e soffocante che Oliver Rihs mette in scena. Simboli di queste lotte, seppur animati da motivazioni molto diverse, sono l’avvocato radicale Barbara Hug, che lotta per i diritti dei carcerati con lo scopo di ottenere la revisione di un sistema penitenziario antiquato e disumano, e il “Re dell’evasione” Walter Stürm, simbolo di una sinistra estrema e impermeabile ai compromessi.

Ispirato da fatti reali, il film racconta l’incontro di questi due personaggi complessi animati da un solo desiderio: la libertà, che non ha però per entrambi lo stesso significato. Se per l’avvocato Hug questa non può esistere al di là di un’utopia innestata in un terreno socio politico non sempre amichevole, per Walter Stürm, conosciuto per i suoi crimini parodici che ridono in faccia all’universo privilegiato dove è nato e per le sue evasioni sistematiche, questa rappresenta un vero e proprio stile di vita, una ragione d’essere: evadere da prigione per evadere da sé, dai propri privilegi, dal peccato originale che lo marca a fuoco e che si chiama borghesia.

Se i personaggi reali a cui il film si ispira bastano a intrigare, Caged Birds può anche contare su due attori che ridanno smalto allo “star system” svizzero: Joel Basman, miglior attore al Premio del Cinema Svizzero con Wolkenbruch’s Wondrous Journey Into the Arms of a Shiksa [+leggi anche:
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, e la meravigliosa Marie Leuenberger, miglior attrice per The Divine Order [+leggi anche:
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intervista: Petra Volpe
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. Esteticamente complementari, la coppia d’ attori da vita a due personaggi forti che rimangono a lungo impressi nella mente. Rinfrescante grazie al suo modo di recitare libero da ogni manierismo e che si appoggia su una fisionomia atipica e magnetica, Leuenberger partecipa alla creazione di un personaggio al contempo determinato ed esposto. Un personaggio lontano dai clichés di genere che deve fare i conti con un alter ego (Stürm) sfuggente che gli rimanda un’immagine di sé ideale anche se deformata. Caged Bird ci ricorda quanto il nostro presente sia in debito con un passato fatto di persone “comuni” che hanno saputo seguire i propri ideali fino a diventare straordinarie. Dei “beautiful losers” che ci hanno regalato una libertà che non dovremmo mai dare per scontata.

Produttore principale del film è la zurighese Contrast Film (di cui Ivan Madeo è anche uno dei cosceneggiatori del film insieme al regista, Dave Tucker, Norbert Maass e Oliver Keidel). Il film, girato in Svizzera, Germania e Spagna, è coprodotto da Port au Prince di Berlino e Niama Film di Stoccarda, la SRF Swiss television/SRG SSR, Teleclub AG, ARTE, Bayerischer Rundfunk e Hessischer Rundfunk. ARRI Media si occupa invece delle vendite all’internazionale. L’uscita nelle sale svizzere è prevista per il 14 gennaio con Ascot Elite, mentre quella nelle sale tedesche per il 25 febbraio con Port au Prince (covid19 permettendo ovviamente).

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