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TORINO 2020 Torino Film Industry

Il TFL non si ferma: 30 progetti in corsa per i premi della 13ma edizione

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- Dal 16 al 20 novembre, il laboratorio torinese che supporta talenti da tutto il mondo ha trasferito online il suo Meeting Event e i pitch dei progetti sviluppati durante l’anno

Il TFL non si ferma: 30 progetti in corsa per i premi della 13ma edizione
Il regista Matthias Huser (centro) durante il pitch del suo progetto The Jungle

In un anno difficile e pieno di incertezze, con una pandemia in corso e i cinema che aprono e chiudono, una cosa è certa: i film ci aiutano ad affrontare i momenti più brutti, ci tengono compagnia, ci regalano emozioni e ci fanno viaggiare, anche quando fisicamente non si può. La fabbrica di storie quindi non si ferma, e anche quest’anno il TorinoFilmLab è in prima linea nel supportare nuovi talenti da tutto il mondo con i suoi programmi di formazione e sviluppo, e con i suoi premi di produzione.

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Il laboratorio torinese, che aveva inaugurato il 2020 con una selezione record di cinque film targati TFL alla Berlinale, si è adattato ai tempi che corrono e ha trasferito tutte le sue attività online, compreso il Meeting Event annuale, la cui 13ma edizione (16-20 novembre) è stata ancora una volta l’occasione per produttori, sales agent e distributori di conoscere nuovi progetti in cerca di partner. Più di 60 sono i titoli, tra film e serie tv, presentati online ai professionisti accreditati. Di questi, 30 titoli concorrono per i premi di produzione, sviluppo e distribuzione: 20 in fase di scrittura (ScriptLab) e 10 in stato più avanzato di sviluppo (FeatureLab).

La famiglia, i sentimenti, la religione, la sessualità, calati in contesti socio-politici complessi, sono al centro di molte delle storie presentate, che nascono in buona parte da spunti intimi e personali. In Panopticon di George Sikharulidze, un adolescente abbraccia la fede proprio mentre emergono le sue prime pulsioni sessuali, portandolo a scelte sbagliate che lo conducono verso ambienti di estrema destra e comportamenti deviati. Parla di resilienza, mascolinità, e di derive verso l’estrema destra anche Karaoke King di Federica Gianni, dove due fratelli che si trasferiscono dallo zio in una borgata di Roma dopo che il loro paese è rimasto distrutto da un terremoto, non trovano quello che si aspettavano e vivono la propria virilità in due modi diversi.

L’immigrazione e l’identità divisa tra due Paesi sono al centro di Home di Or Sinai, la cui 50enne protagonista, dopo aver lavorato presso una famiglia in Israele per 15 anni, decide di tornare nella sua Ucraina, per ritrovare la sua famiglia e se stessa, scoprendo però di non essere più la persona di prima. In una Tirana percorsa dai conflitti sociali, un uomo deve confessare al padre che la sua fidanzata è una vampira nel curioso After Dark di Erenik Beqiri; la crisi finanziaria greca è invece alla base della “screwball comedy” Blue Star di Stella Kyriakopoulos, dove una madre si oppone con ogni mezzo alla vendita della nave su cui lei e le sue figlie lavorano come addette alle pulizie.

Tra i progetti presentati online si segnalano inoltre le opere seconde di quattro interessanti registe. God Will Not Help di Hana Jušić (Quit Staring at My Plate [+leggi anche:
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intervista: Hana Jušić
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), un film incentrato sul senso di colpa ambientato all’inizio del XX secolo e con protagonista una donna che, dopo aver ucciso il marito violento, viaggia dal Cile alla Croazia per incontrare la famiglia di lui (una famiglia di pastori di montagna) e capire le loro dinamiche. The Little Loves di Celia Rico Clavellino (Journey to a Mother’s Room [+leggi anche:
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intervista: Celia Rico Clavellino
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) mette in scena un rapporto madre-figlia e le loro diverse visioni di come vivere la propria vita, interrogandosi in particolare sulla scelta di una donna di non avere figli. Flares di Danielle Lessovitz (Port Authority [+leggi anche:
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) ambienta in un remoto villaggio in Alaska la storia di una donna che maschera in ogni modo i sintomi di una misteriosa malattia che l’ha colpita, per nascondere agli altri i propri limiti e condurre una vita normale. Calf’s Head di Rosanne Pel (Light as Feathers [+leggi anche:
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intervista: Rosanne Pel
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) si basa su una storia vera di una donna sovrappeso messa forzatamente a dieta dai suoi familiari durante una vacanza all’estero.

Da una storia vera e molto forte, quella personale del suo regista, nasce anche Recognition di Ondřej Novák, dove un uomo ritrova suo padre dopo 20 anni che se n’era andato senza dare sue notizie, e quest’ultimo muore la sera stessa del loro incontro in un misterioso incidente. Una menzione speciale, infine, per The Jungle di Matthias Huser (They Chased Me Through [+leggi anche:
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intervista: Matthias Huser
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), storia di una donna che torna nei luoghi della sua infanzia nella giungla dove ancora vive suo padre, che è disposto a tutto pur di difendere la sua scelta di vita a contatto con la natura (leggi l’intervista con il regista e il produttore): il regista, circondato dai suoi produttori e dal suo vero padre (a cui si ispira la storia), ha registrato il pitch del film proprio da una foresta, di notte, attorno a un fuoco. Quando si dice trasformare le limitazioni (da Covid) in nuove opportunità…

I progetti presentati al 13° TFL Meeting Event (online):

ScriptLab

After Dark - Erenik Beqiri (Francia/Albania)
Produzione: Origine Films

Blue Star - Stella Kyrialopoulos (Grecia)
Co-sceneggiatore: Margaret Shin

Calf’s Head - Rosanne Pel (Paesi Bassi)
Produzione: Family Affair Films

Ciudad sin sueño - Guillermo García López (Spagna)
Produzione: Turanga Films

Elbow - Asli Özarslan (Germania)
Co-sceneggiatore: Claudia Schaefer
Produzione: Achtung Panda

Flares - Danielle Lessovitz (Stati Uniti/Francia)
Produzione: Virginie Films

God Will Not Help - Hana Jušić (Croazia)
Produzione: Kinorama

Home - Or Sinai (Israele)
Produzione: BARYO

Insectarium - Hannes Baumgartner (Svizzera) (in partnership con Swiss Films)

Mongrel - Wei Liang Chiang (Singapore)
Produzione: E&W Films

La cercanía (Nearness) - Jorge Thielen Armand (Francia/Venezuela)
Produzione: In Vivo Films

Night Butterflies - Marta Prus (Polonia)
Produzione: Extreme Emotions

Pax Europa - Oliver Adam Kusio (Polonia/Germania)
Produzione: Koi Studio, Stein & Kusio Filmproduktion

Recognition - Ondřej Novák (Repubblica Ceca)
Co-sceneggiatore: Lucia Kajánková
Produzione: Masterfilm

Skiff - Cecilia Verheyden (Belgio) (in partnership con VAF)
Produzione: Mirage

Small Country - Pablo Aparo (Argentina)

Spectrum - Philbert Aimé Mbabazi (Svizzera)
Produzione: GoldenEggProduction

Los pequeños amores (The Little Loves) - Celia Rico Clavellino (Spagna/Francia)
Produzione: Arcadia Motion Pictures

Uk Kei - Leonor Teles (Portogallo)
Co-sceneggiatore: Ágata de Pinho
Produzione: Uma Pedra no Sapato

Wild Animals - Yona Rozenkier (Israele)

FeatureLab

Diaphanous - Dornaz Hajiha (Hong Kong/Francia)
Produzione: Isabelle Glachant (Chinese Shadows), Shasha & Co-production

Heartless - Nara Normande & Tião (Francia/Brasile/Germania)
Produzione: Justin Pechberty (Les Valseurs), Emilie Lesclaux (CinemaScópio), Komplizen

Karaoke King - Federica Gianni (Italia/Stati Uniti)
Produzione: Lara Costa-Calzado (Stayblack), Tatiana Bears (Other Season)

Melting of the Ruler - Ivan Salatić (Montenegro)
Produzione: Jelena Angelovski (Meander Film)

Michelle Remembers - Pia Borg (Australia/Francia)
Produzione: Helen Olive (Ritual Pictures), 5 à 7 Films

Panopticon - George Sikharulidze (Georgia/Francia/Romania/Germania)
Produzione: Vladimer Katcharava (20 Steps), Arizona Productions, Tangaj Productions, Rohfilm Factory

That Burning Light - Euhimis Kosemund Sanidis (Grecia/Romania)
Produzione: Yorgos Tsourgiannis (Horsefly Productions), Tangaj Productions

The Caravan - Zuzana Kirchnerová (Repubblica Ceca/Slovacchia/Italia)
Produzione: Jakob Viktorín (nutprodukce), nutprodukcia, Tempesta

The Jungle - Matthias Huser (Svizzera)
Produzione: Michela Pini, Simon Jaquemet (8horses)

The Mysterious Gaze of the Flamingo - Diego Céspedes (Cile)
Produzione: Giancarlo Nasi (Quijote Films)

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