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IDFA 2020

Recensione: This Rain Will Never Stop

di 

- Guerra e pace si alternano in un ciclo doloroso e inarrestabile nel nuovo documentario di Alina Gorlova

Recensione: This Rain Will Never Stop

L’International Documentary Film Festival Amsterdam (IDFA) di quest’anno ha ospitato la prima mondiale di This Rain Will Never Stop di Alina Gorlova, nell’ambito della sezione First Appearance. Gorlova, regista e montatrice ucraina, realizzò il suo primo lungometraggio documentario, Kholodny Yar. Intro, nel 2016 e successivamente ha lavorato su No Obvious Signs [+leggi anche:
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, vincitore del Premio MDR per il miglior film dell'Europa orientale al DOK Leipzig nel 2018.

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This Rain Will Never Stop segue un ventenne di nome Andriy, nato ad Al-Hasakah, in Siria, da padre curdo e madre ucraina. Quando Andriy era al nono anno di scuola, è stato costretto a fuggire dalla guerra civile del suo paese e a trasferirsi con la sua famiglia a Lysychansk, una città situata nella regione di Luhansk in Ucraina. Ma la guerra ha finito per seguirli, poiché il conflitto nel Donbass è scoppiato nel 2014, scuotendo ancora una volta le loro vite nel profondo. Nelle prime scene del film, vediamo Andriy che si unisce alla Croce Rossa come volontario e si impegna molto per aiutare la comunità, a scapito della sua vita privata e delle sue ambizioni.

Il film è stato girato con una sorprendente fotografia in bianco e nero, ad opera del brillante Viacheslav Tsvietkov, il DoP di The Earth Is Blue as an Orange [+leggi anche:
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di Irina Tsilyk e Parthenon [+leggi anche:
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intervista: Mantas Kvedaravičius
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di Mantas Kvedaravičius. In generale, questa si rivela una scelta appropriata, poiché l'intera narrazione ruota attorno al dolore, ai traumi del passato e alla costante sensazione di spaesamento e solitudine.

Andriy, la cui famiglia è disseminata in Europa e in Asia, è visibilmente sopraffatto e lacerato dal conflitto tra il suo desiderio di vivere una vita indipendente, e relativamente tranquilla, e il suo desiderio di adempiere ai propri doveri umanitari. Un evento tragico renderà la sua ricerca della felicità ancora più effimera: la morte improvvisa di suo padre. Andriy decide di accompagnarlo nel suo ultimo viaggio di ritorno in Siria e in seguito si ritroverà a un bivio. Lo storytelling di Gorlova è eminentemente osservativo e le inquadrature dei luoghi, soprattutto quelli più desolati, sono spesso giustapposte tra loro per rafforzare il tumulto emotivo e la sensazione di impotenza vissuta da Andriy.

Il documentario alla fine porta a termine la sua missione: attraverso il viaggio di Andriy, gli spettatori acquisiscono consapevolezza del ciclo inarrestabile e doloroso di guerra e pace, dove i momenti di gioia sono preziosi ma di breve durata. C'è pochissimo spazio per la speranza, e il film ci lascia alla fine con una generale sensazione di disagio, che agisce su due livelli principali: da un lato è in grado di sensibilizzare gli spettatori alla crudele realtà dei conflitti che devastano l’Ucraina, la Siria e la minoranza curda; dall'altro, porta drammaticamente all'attenzione del grande pubblico, “che vive al sicuro nelle loro calde case”, la disperazione di rifugiati e immigrati in fuga da guerre e stenti.

Questo non è certamente il primo documentario prodotto negli ultimi anni che esplora questi temi delicati, ma Gorlova offre una nuova interpretazione dando risalto al ciclo di guerra e pace – dove la fotografia in bianco e nero incarna una sorta di di stilizzazione yin-e-yang – e scegliendo Andriy come protagonista di un'intensa (e in parte alienante) parabola.

This Rain Will Never Stop è prodotto dall’ucraina Tabor Production, la lettone Avantis Promo e la tedesca Bulldog Agenda.

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(Tradotto dall'inglese)

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