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BLACK NIGHTS 2020 Concorso

Recensione: Erna at War

di 

- Il film di Henrik Ruben Genz è una storia di coraggio e amore materno con Trine Dyrholm nel ruolo principale

Recensione: Erna at War
Trine Dyrholm in Erna at War

Il dramma di guerra di Henrik Ruben Genz Erna at War [+leggi anche:
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intervista: Henrik Ruben Genz
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è stato presentato in anteprima mondiale al Black Nights Film Festival di Tallinn di quest'anno, nel concorso principale. Genz si è diplomato alla National Film School of Denmark nel 1995 e da allora ha aggiunto alla sua filmografia una lunga lista di film di finzione, serie TV e documentari, incluso il suo film più recente, la commedia Word of God [+leggi anche:
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Genz e Bo Hansen hanno deciso di ambientare la storia di Erna at War a Bramstrup, un piccolo villaggio nello Jutland meridionale, durante l'ultimo anno della Prima guerra mondiale, il 1918. Il contesto storico è quello di una regione sconfitta dai tedeschi nel 1864, i cui cittadini di mentalità danese sono costretti ad aderire al cosiddetto "Secondo Reich". Qui, una donna sulla cinquantina, Erna Jansen (l’affermata attrice Trine Dyrholm), sogna di aprire un proprio salumificio e trascorre la sua ordinaria vita con suo figlio, Kalle (Sylvester Byder), che soffre di disabilità intellettiva. Un giorno, il conestabile del villaggio Meier (Ulrich Thomsen) si presenta per arruolare il ragazzo per il servizio militare. Desiderando salvare suo figlio da una morte certa nelle trincee, Erna decide di seguirlo nel bene e nel male. Il destino vuole che salvi un soldato disertore, così i due si scambiano vestiti e identità. Ora travestita da soldato Julius Rasmussen, Erna si dirige verso la linea del fronte, pronta ad affrontare la crudeltà della guerra.

Il film di Genz, un adattamento del romanzo acclamato dalla critica di Erling Jepsen, racconta una storia avvincente di coraggio e amore materno. Qui, Dyrholm offre una buona interpretazione e anche l'intero cast fa un buon lavoro. In particolare, la volontà del suo personaggio di proteggere suo figlio a tutti i costi, la sua forte resilienza e la sua schiettezza sono ben resi e danno grande forza all'intero quadro.

La narrazione e la regia seguono codici e convenzioni piuttosto tradizionali, ma questo non è un difetto, in quanto questo è un tipico caso di film che non cerca di reinventare un genere o di sperimentare nuove strade, ma lodevolmente sceglie di utilizzare alcuni strumenti artistici ben oliati per costruire un’opera credibile e solida – niente di più, niente di meno.

Pertanto, la mancanza di fronzoli consente allo spettatore di concentrarsi sullo spirito di sacrificio di Erna e sul suo amore per Kalle – e, secondariamente, sui rapporti che sviluppa con Meier e Anton (Anders W. Berthelsen), un ex fabbro di Jels che ora fa parte del suo plotone. Oltre al tema centrale dell'amore materno, Genz riesce a trasmettere il senso di appartenenza dei personaggi alla loro vera madrepatria attraverso diversi elementi, come alcuni dialoghi rilevanti – ad esempio, nella scena iniziale, Erna e Kalle sono sdraiati sul loro letto, di notte, e parlano dell’identificarsi come danesi, anche se sono costretti a essere cittadini del Reich – o il fatto che Erna porti in giro una piccola bandiera danese, mostrata in diverse occasioni significative durante il film.

Erna at War è prodotto dalla danese Nimbus Film in collaborazione con l’estone Nafta Films e la belga Entre Chien et Loup. Il film è distribuito dalla società di Copenhagen Scanbox Entertainment.

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(Tradotto dall'inglese)

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