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FILM / RECENSIONI Italia

Recensione: L’incredibile storia dell’Isola delle Rose

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- Approda oggi su Netflix il nuovo film di Sydney Sibilia, che racconta la storia vera di un’utopia straordinaria, calcando però troppo la mano sul grottesco e smorzando l’effetto epico

Recensione: L’incredibile storia dell’Isola delle Rose
Elio Germano nei panni di Giorgio Rosa ne L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

Ci sono delle storie che appena le senti ti dici “bisognerebbe farci un film”. Così è stato per Sydney Sibilia quando è venuto a conoscenza della vicenda incredibilmente vera, ma poco ricordata, della Repubblica Esperantista dell'Isola delle Rose, fondata nel maggio del 1968 al largo di Rimini e affondata (letteralmente) pochi mesi dopo, nel febbraio del ’69. La storia di un’utopia partorita dalla mente di un visionario ingegnere bolognese, Giorgio Rosa, e che il regista della trilogia di Smetto quando voglio [+leggi anche:
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, complice il suo sodale in produzione Matteo Rovere, ha deciso di portare sullo schermo per Netflix, realizzando L’incredibile storia dell’Isola delle Rose [+leggi anche:
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, un film ambizioso e ben fatto, ma forse con un tocco di grottesco di troppo che rischia di non rendere onore all’impresa straordinaria a cui si ispira.

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La storia è di per sé folle: negli anni in cui i giovani lottavano per cambiare il mondo (la fine degli anni ’60 del secolo scorso), il giovane ingegnere incarnato da Elio Germano (miglior attore all’ultima Berlinale per il suo ruolo in Volevo nascondermi [+leggi anche:
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) il mondo che voleva se lo costruì direttamente da solo, creando una piattaforma/isola di acciaio di 400 metri quadrati a 6 miglia dalla costa romagnola, in acque extraterritoriali, dove l’unica regola vigente era quella di essere liberi da ogni regola. Rosa chiese alle Nazioni Unite che la cosiddetta Isola delle Rose, che nel frattempo era diventata meta dei sognatori di mezzo mondo, venisse riconosciuta come Stato indipendente. Al governo italiano l’iniziativa non piacque per niente, e con la forza mise fine all’avventura di Rosa facendo saltare in aria la piattaforma, in quella che viene definita l’unica guerra di aggressione mai combattuta dalla Repubblica italiana.

Sibilia, affiancato in scrittura da Francesca Manieri (già sua collaboratrice per Smetto quando voglio - Masterclass [+leggi anche:
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), sceglie di dare all’intera vicenda un tono comico, fin dalla prima sequenza in cui vediamo l’ingegnere italiano infreddolito nella hall del palazzo del Consiglio d’Europa a Strasburgo, in attesa da giorni di essere ricevuto da qualcuno per esporre il suo caso e far valere le sue ragioni contro uno Stato italiano che, secondo lui, conosce una sola forma di libertà, quella “condizionata”. Quello che segue è un lungo flashback che ripercorre le tappe che precedono la fondazione del piccolo Stato indipendente di cui Rosa si è autoproclamato presidente: dalla sua laurea in ingegneria alla costruzione di “giocattoli per cui sistematicamente ti fai arrestare”, come la sua ex fidanzata arrabbiata Gabriella (Matilda De Angelis) chiama le sue invenzioni, fino alla scintilla che scocca quando l’anarchico e idealista Giorgio posa il suo sguardo sul cartellone pubblicitario di una società petrolifera (“La nostra piattaforma, la tua libertà”).

Girato con grande sapienza e visivamente accattivante, con la sua ricostruzione patinata degli anni Sessanta, a base di colori pastello e le hit musicali dell’epoca, il film rischia in alcuni passaggi di risultare poco credibile, e questo è un paradosso visto che, per quanto sia assurda, la storia alla base è vera. Romanzando parecchio l’avventura di Rosa, gli autori hanno voluto calcare la mano sull’aspetto grottesco della vicenda, e meno sul suo lato epico, finendo per confondere lo spettatore sulle reali motivazioni all’origine dell’impresa. Il film è piacevole e leggero, ma il dubbio che viene è se fosse questo il tono giusto per raccontare una storia così eccezionale.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose è prodotto da Groenlandia per Netflix; il film è disponibile sulla piattaforma di streaming dal 9 dicembre.

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