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SOLETTA 2021

La 56esima edizione delle Giornate di Soletta sarà completamente online

di 

- Atlas, di Niccolò Castelli, che sarà presentato in prima mondiale sul sito del festival e sui tre canali nazionali svizzeri, darà il via al festival

La 56esima edizione delle Giornate di Soletta sarà completamente online
Atlas di Niccolò Castelli

Coraggiosa e per certi versi controcorrente, la decisione di presentare online tutti i 170 film svizzeri selezionati per questa 56esima edizione delle Giornate di Soletta (20-27 gennaio) si appoggia, come sottolineato dalla direttrice Anita Hugi, sul bisogno di rendere, oggi più che mai, il cinema svizzero visibile. Una necessità che ha spinto la manifestazione solettese a mette a punto un sito internet che non solo serve da piattaforma a un’edizione online che ricalca la programmazione classica delle edizioni precedenti (con tanto di dibattiti, masterclasses), ma che ci invita anche a immergerci nella storia del cinema svizzero (grazie alla nuova sezione dedicata agli archivi della manifestazione). La decisione di non proporre nessuna proiezione gratuita è stata presa per evidenziare le difficoltà che il settore cinematografico deve attualmente affrontare. Un contributo di solidarietà, ricavato dalle entrate, sarà in effetti versato a tutte le produzioni selezionate.

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Atlas, del ticinese Niccolò Castelli (in lizza per il Premio del pubblico), che sarà presentato in prima mondiale sul sito del festival e sui tre canali nazionali (RSI, RTS e SRF), darà il via al festival.

Novità sostanziale di quest’anno è l’introduzione di un nuovo premio intitolato “Opera Prima”, dedicato appunto all’insieme dei primi film selezionati nelle differenti categorie. Fra i 12 film in lizza per il Prix de Soleure, uno concorre anche per questo nuovo premio: Réveil sur Mars [+leggi anche:
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di Dea Gjinovci, mentre sono tre quelli che concorrono contemporaneamente anche per il Premio del pubblico: Lovecut [+leggi anche:
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, film a episodi sulla tempestosa vita amorosa di sei giovani alla ricerca della propria identità, di Iliana Estañol e Johanna Lietha, il poetico Sòne [+leggi anche:
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di Daniel Kemény e Of Fish and Men di Stefanie Klemm.

Fra i film selezionati per il Premio del cinema svizzero, cinque sono prime mondiali: Burning Memories di Alice Schmid, un tuffo negli abissi della mente di una donna che scopre, cinquant’anni dopo, di essere stata abusata, Nachbarn di Mano Khalil, che mette in scena il quotidiano di due bambini in un villaggio di frontiera fra Turchia e Siria negli anni ottanta, The Brain, l’accattivante nuovo film di Jean-Stéphane Bron, Scent of Fear di Mirjam von Arx e Watch Over Me, l’ultimo toccante documentario di Farida Pacha.

Fra i film già confermati che competono per il Premio del pubblico troviamo: Il mio corpo [+leggi anche:
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di Stefan Haupt. A completare la sezione Beyto di Gitta Gsell e Ale, il primo film di O’Neil Bürgi. Nomi noti anche fra i registi selezionati per il Prix de Soleure come Milo Rau e il suo The New Gospel [+leggi anche:
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. Selezionati per lo stesso importante premio anche L’acqua, l’insegna la sete [+leggi anche:
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di Valerio Jalongo, già presente a Visions du réel 2020 e la prima svizzera di Farewell Paradise [+leggi anche:
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di Sonja Wyss.

Il Premio d’onore di quest’anno va al pioniere e infaticabile sostenitore del cinema indipendente Frank Braun che, oltre a realizzare i suoi propri film ha dato anche il via al festival d’animazione Fantoche di Baden e ha lanciato il mitico ciné-club per bambini La lanterna magica.

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