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FILM / RECENSIONI Italia

Recensione: Il giorno e la notte

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- Il film di Daniele Vicari, il primo realizzato in smart working durante il lockdown del 2020, è un esperimento tecnicamente riuscito e un atto di resistenza artistica

Recensione: Il giorno e la notte
Isabella Ragonese in Il giorno e la notte

"Il cinema deve sempre collegarsi con ciò che accade intorno e raccontarlo, non voltarsi dall'altra parte facendo finta che non succeda nulla”. Parola di Daniele Vicari, che in occasione della pandemia che nell’ultimo anno ha stravolto il mondo intero, ha fatto tutto tranne che voltarsi dall’altra parte e durante il lockdown del 2020 si è rimboccato le maniche, insieme a un cast di nove attori e a un’équipe tecnica in collegamento costante via Zoom, per creare quello che passerà alla storia come il primo film italiano girato in smart working: Il giorno e la notte [+leggi anche:
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, e realizzato insieme agli attori Dario Aita, Elena Gigliotti, Barbara Esposito, Francesco Acquaroli, Isabella Ragonese, Matteo Martari, Milena Mancini, Vinicio Marchioni e Giordano De Plano, che dalle loro case trasformate in set hanno seguito le indicazioni di scenografa, costumiste, direttore della fotografia e fonico, per un totale di tre settimane di preparazione e quattro di riprese su smartphone, Il giorno e la notte è un esperimento miracolosamente riuscito dal punto di vista tecnico e un lodevole atto di resistenza artistica realizzato in un momento in cui tutti i set erano chiusi, le persone erano isolate nelle proprie case e il mondo sospeso e spaventato.

Non è di Covid, però, che parla il film, bensì di ciò che può accadere alle relazioni umane nel momento in cui si è costretti tra le pareti domestiche senza via di fuga o, al contrario, non si ha la possibilità di incontrarsi. E lo fa usando un espediente narrativo (la sceneggiatura è scritta da Vicari con Andrea Cedrola) che lo sgancia dalla stretta attualità, di modo che non “invecchi” dopo la pandemia. Mentre tutto scorre nella normalità e le strade di Roma sono immerse nel traffico, all’improvviso il tg lancia un allarme sul rischio di un imminente attacco chimico-batteriologico: gli abitanti della capitale devono immediatamente rientrare nelle loro case e restarci.

Seguiamo quindi il destino di tre coppie (anche nella vita) che si ritrovano, per un giorno e una notte, bloccate fra quattro mura e messe a confronto con la verità dei propri sentimenti: Anna e Manfredi (Gigliotti e Aita), lei attrice alle prime armi, lui attore affermato che pensa solo alla sua carriera e trascura il loro rapporto; Marco e Marcella (Marchioni e Mancini), amici da una vita, ma lui è segretamente innamorato di lei, che è anche la moglie del suo miglior amico Sergio (De Plano); Andrea e Beatrice (Acquaroli ed Esposito), reduci dalla tragica perdita di un figlio e con alcuni segreti da confessare. A loro si aggiungono Ida e Luca (Ragonese e Martani), che si sono amati una sola volta e che a distanza, nell’impossibilità di rivedersi, si scambiano foto e video percorrendo tutte le fasi di una storia d’amore.

Il giorno e a notte è una di quelle opere in cui ciò che sta a monte (in questo caso la voglia di fare cinema nonostante tutto, inventando ogni maniera possibile) è più significativo del risultato finale, di per sé non privo di imperfezioni e di dinamiche un po’ scontate. Il fatto che gli attori si siano messi a nudo e abbiano aperto le loro abitazioni che trasudano verità e piccoli difetti, attingendo dai loro armadi, truccandosi da soli, posizionando luci e telecamere, e ricoprendo di fatto il ruolo che normalmente svolgono su un set decine di persone, fa sì che questo esperimento trasmetta un grande senso di condivisione e di passione per il cinema, e una vitalità che non può che far bene a un settore che ha sofferto tanto nell’ultimo anno.

Prodotto dalla neonata società Kon-Tiki Film, Il giorno e la notte è disponibile in esclusiva su RaiPlay dal 17 giugno. La distribuzione italiana e internazionale è affidata a Fandango.

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