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FILM / RECENSIONI Italia

Recensione: Futura

di 

- La regia dell’opera seconda di Lamberto Sanfelice è troppo attenta alla forma per dare una vera “anima jazz” al film

Recensione: Futura
Niels Schneider in Futura

La relazione fra jazz e cinema è iniziata praticamente con la nascita del cinema. I pianisti nelle prime sale cinematografiche commentavano le scene dei film muti e il primo film sonoro, nel 1927, è The Jazz Singer. Ancora oggi, un noir non è un buon noir se non ha del jazz nella colonna sonora e i film di Woody Allen e Clint Eastwood non sarebbero gli stessi senza ragtime e piano blues. Tanto più che alcuni tra i migliori film degli ultimi anni hanno quel genere musicale come idea di partenza o elemento fondante.

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Un universo, insomma, in cui il cinefilo sguazza e lo spettatore medio si trova a suo agio. Incuriosisce quindi la scelta di Lamberto Sanfelice per il suo Futura [+leggi anche:
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. Il regista aver esordito brillantemente nel lungometraggio nel 2015 con il notturno e acquatico Cloro [+leggi anche:
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, in concorso al Sundance Film Festival e selezionato nella sezione Generation della Berlinale. Alla sua seconda prova, Sanfelice raccontare la storia di un giovane musicista jazz alla ricerca di una seconda possibilità. Niente che non si sia già sentito, ma piuttosto originale nel panorama del nuovo cinema italiano.

L’idea del film, come l’ha raccontata il regista, sarebbe nata da un incontro: il suono di una tromba suonata da un tassista seduto al suo posto di guida nell’auto ferma. Da qui il personaggio di Louis Perri, che ha la faccia giusta dell’attore parigino naturalizzato canadese Niels Schneider. Louis è un jazzista di talento schiacciato dal peso di un rapporto decisamente irrisolto con il padre, grande sassofonista (ispirato alla figura di Massimo Urbani, di cui si vedono immagini di repertorio) che l’ha abbandonato. Il giovane ha rinunciato alla musica e si guadagna da vivere come tassista notturno e corriere della cocaina con la sua disinvolta amica Lucya, una transessuale cilena, interpretata da Daniela Vega (la bravissima protagonista del film premio Oscar Una donna fantastica [+leggi anche:
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di Sebastián Lelio).

Siamo in una Milano notturna, cosmopolita e scintillante di neon, fotografata sontuosamente da Luca Bigazzi. La musica permea il film. La vita notturna è punteggiata dalla musica techno e dalle esibizioni canore di Lucya che canta la Madama Butterfly di Puccini nei club. Di giorno è il jazz a dominare e per realizzare il film Sanfelice si è avvalso di collaborazioni eccezionali, da Stefano Di Battista, che interpreta uno dei musicisti della band a cui si unirà Louis, al mitico Enrico Rava, che appare brevemente, entrambi autori anche delle musiche originali del film insieme a Lorenzo Cosi e Giovanni Damiani.

Lamberto Sanfelice mette le basi per una sorta di thriller atmosferico ma la sottotrama creata dalla sceneggiatura (di Fabio Natale e Sanfelice, in collaborazione con Alessandro Valenti) affievolisce la resa generale. Il coinvolgimento della moglie del protagonista, una sotto-utilizzata Matilde Gioli e della figlia Anita (Aurora Onofri), rendono Futura una sorta di Whiplash per famiglie. Musica e droga non bastano a rendere il film abbastanza sporco e “maledetto”, e la forma estetica quasi estremizzata creata da una regia troppo attenta alla forma non aiutano a dare una vera anima jazz al film.

Prodotto da Indiana Production, MeMo Films, Lalavì Film con Rai Cinema e Rosebud Entertainment Pictures, il film sarà al cinema in Italia dal 17 giugno distribuito da Adler Entertainment.

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