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CANNES 2021 Concorso

Recensione: A Hero

di 

- CANNES 2021: Asghar Farhadi offre una satira su come i social media vengono utilizzati per conquistare il tribunale dell'opinione pubblica in un film realizzato nel suo stile inconfondibile

Recensione: A Hero
Amir Jadidi (a destra) in A Hero

Dopo le recenti incursioni in Francia (Il passato [+leggi anche:
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) e in Spagna (Tutti lo sanno [+leggi anche:
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), Asghar Farhadi è tornato in Iran ed è tornato a fare ciò che sa fare meglio, ossia mostrare come le piccole bugie possano degenerare in grossi problemi. Mentre Una separazione aveva conseguenze drammatiche serie, il suo titolo in concorso a Cannes, A Hero [+leggi anche:
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intervista: Asghar Farhadi
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, è un sorprendente pastiche sui social media. La sceneggiatura di Farhadi mostra come i social media siano meno uno strumento di comunicazione, e più un mezzo per giustificare decisioni e azioni. In quanto tale, questa storia toccherà una corda in ciascun paese del mondo. Farhadi ha diretto due film vincitori dell'Oscar e di un Orso d'Oro, e ora sta cercando di aggiungere la Palma d'oro alla sua collezione. Questo potrebbe essere il suo anno, anche se le giurie della Palma d'Oro non sono solite assegnare il primo premio alle commedie.

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È sempre bello vedere un regista lavorare nel suo stile distintivo ed essere al suo top. Farhadi è un maestro nella costruzione di un castello di carte su fondamenta di menzogne e nell'aumentare la tensione fino a quando le carte inevitabilmente cadono. Il padre divorziato Rahim (Amir Jadidi) viene rilasciato dal carcere per due giorni di libertà vigilata. Sta scontando una condanna per mancato pagamento di un debito. Rahim sa che se riesce a raccogliere i soldi per saldare il debito o convincere il creditore ad accettare un piano di pagamento, sarà libero. Ciò darebbe quindi al bel Rahim l'opportunità di sposare la sua ragazza, che lo sta aspettando a braccia aperte e con una borsetta piena di monete d'oro, che ha trovato alla fermata dell'autobus. I due hanno intenzione di tenere la borsa e rivendere le monete. È la trama più artificiosa che Farhadi abbia inventato, ma ciò gli viene facilmente perdonato poiché porta a una grande commedia e a una critica devastante sui metodi di comunicazione odierni.

Come sempre nel mondo di questo regista, i suoi protagonisti incontrano presto degli ostacoli inaspettati. Il prezzo dell'oro è crollato, quindi gli viene offerto molto meno del previsto. Vanno quindi dal creditore, che aspetta soddisfazione da tre anni, il quale si rifiuta di accettare un pagamento parziale. Apparentemente bloccato, Rahim escogita un piano per rintracciare il legittimo proprietario della borsa, restituirla e ottenere una ricompensa. Ma invece dei soldi, trova la fama. Una stazione televisiva intervista quest'uomo indebitato che ha fatto la cosa giusta. Il suo creditore non ancora ripagato è furioso, mentre un saggio funzionario pubblico intuisce che qualcosa non va. Mentre la vite gira, l'unico modo per Rahim di salvare la sua reputazione, e forse sfuggire alla prigione, è conquistare la simpatia del pubblico. È ora di iniziare a inviare messaggi al mondo.

Dopo anni di President Tweet, un pastiche per conquistare il tribunale dell'opinione pubblica sembra di grande attualità. Sì, questa commedia richiede un alto livello di sospesione dell’incredulità, ma ciò viene ricompensato con una satira pungente che è per i social media ciò che Network è stato per la televisione.

A Hero non ha la forza narrativa o le svolte sorprendenti dei capolavori di Farhadi About Elly e Una separazione. Ma dopo il periodo di lockdown globale, mostra che la risata può essere la migliore medicina e che, combinata con la straordinaria capacità del regista di costruire una storia e portarla in direzioni inaspettate, potrebbe riuscire a incantare la giuria di Spike Lee.

A Hero è una produzione iraniano-francese guidata da Memento Production, Asghar Farhadi Productions e Arte France Cinéma. Le vendite internazionali sono affidate a Memento International.

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(Tradotto dall'inglese)

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