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VENEZIA 2021 Orizzonti

Recensione: Pilgrims

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- VENEZIA 2021: Nel suo film d'esordio, Laurynas Bareisa svela strato dopo strato come una strana coppia con un trauma condiviso getta lo sguardo su un passato inquietante

Recensione: Pilgrims
Gabija Bargailaite e Giedrius Kiela in Pilgrims

Dopo alcuni acclamati cortometraggi, tra cui Dembava, The Camel e Caucasus, il regista lituano Laurynas Bareisas presenta il suo primo lungometraggio, Pilgrims [+leggi anche:
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scheda film
]
, nella sezione Orizzonti della 78ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Riprendendo diversi temi di suddetti cortometraggi, la storia tratta di un'indagine privata su alcuni eventi passati profondamente inquietanti.

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È subito evidente che Indre e Paulius, due giovani adulti, non si vedono da un po'. Indre (Gabija Bargailaite) sembra risiedere all'estero, mentre Paulius (Giedrius Kiela) vive temporaneamente nella casa dei suoi genitori, "mentre stiamo ristrutturando". "Noi? Hai una ragazza?" chiede Indre piacevolmente sorpresa, e vorrebbe anche rivedere i genitori di Paulius. “Mamma sta dormendo. Papà non vive più qui", le viene detto. Ma la mamma è sveglia e il loro incontro sembra sincero. "Abbiamo ancora alcune delle tue cose", dice la mamma a Indre, mentre Paulius è desideroso di mettersi in viaggio. Un piano, chiaramente ideato da Paulius, è stato messo in atto, con Indre che si mette in viaggio con lui – anzi, guida proprio lei, visto che Paulius ha una caviglia slogata.

La strana coppia si dirige e si registra in un B&B nella città di Kaunas. Quindi iniziano a visitare diversi siti nelle vicinanze, con Paulius che ricostruisce scrupolosamente vari atti che hanno avuto luogo lì quattro anni prima, quando Matas è stato rapito, violentato e ucciso. Il colpevole, un giovane uomo, è stato condannato all'ergastolo, ma ciò non ha smesso di tormentare Paulius. Indre, che sembra essere andata avanti, è comunque dalla parte di Paulius – dopotutto, era un'amica d'infanzia, e poi fidanzata, di Matas, il fratello minore di Paulius.

Durante il loro “pellegrinaggio” attraverso luoghi e persone, Paulius e Indre visitano un ristorante (cercando una cameriera che era di turno in quel momento) e la casa dove viveva l'assassino con la nonna (lei è ancora lì, ma evita di scendere in cantina), e comprano anche un'auto usata, proprio quella in cui Matas è stato rinchiuso nel bagagliaio (e Paulius ci entra dentro).

Man mano che gli eventi e le loro conseguenze vengono svelati, anche Indre è come risucchiata e costretta ad affrontare questo bagaglio traumatico, dipanato strato dopo strato attraverso la trama avvincente di Bareisas, apparentemente sfiorando dettagli e persone che, a ripensarci, diventano indizi significativi, molti dei quali potrebbero diventare un film a sé. Memorabilmente inquietante è il resoconto puntuale dato da Martynas, uno dei compagni di scuola dell'assassino (anche venditore dell'auto), di diverse scene del crimine nella zona. Laggiù, il suo compagno di classe è stato assassinato. Laggiù, un uomo ha ucciso la sua famiglia, ha dato fuoco alla casa e si è sparato. Nella foresta c'è una fossa comune, da "The War". "Qual è il punto?" chiede Indre. "Non lo so", è la risposta. "Noi viviamo qui". E continueranno a farlo, come ora Indre e Paulius sanno bene – ma presto loro se ne saranno andati, per sempre.

Pilgrims è prodotto dalla lituana Afterschool Production e le vendite sono curate da Reason8 Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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