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SAN SEBASTIAN 2021 Fuori concorso

Recensione: La hija

di 

- Dopo Caníbal e El autor, in concorso in questo stesso festival nelle precedenti edizioni, Manuel Martín Cuenca scopre ancora una volta le miserie nascoste dietro i desideri più ossessivi

Recensione: La hija
Irene Virgüez Filippidis in La hija

Manuel Martín Cuenca è un uomo affabile, accessibile e amichevole, il che non impedisce – o proprio per questo – che molti dei suoi film si immergano nel buio e diventino accurate radiografie del lato più sinistro del genere umano. Lo era Caníbal [+leggi anche:
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, con protagonista un serial killer, in concorso per la Conchiglia d'Oro nel 2013. Anche El autor [+leggi anche:
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, anch’esso in gara nel 2017, su un aspirante scrittore (come la sua ex moglie) capace di intromettersi nella vita degli altri per ottenere successo e applausi. E così è La hija [+leggi anche:
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, film con protagonista Javier Gutiérrez, come il precedente, presentato nella sezione ufficiale della 69ma edizione del Festival di San Sebastian, ma fuori concorso.

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In molti si sono chiesti perché questo lungometraggio non fosse stato selezionato per il concorso, visto il suo alto livello creativo. Nelle sue due ore di durata, il regista andaluso dimostra ancora una volta di possedere un'assoluta padronanza del ritmo (lento, atmosferico), dell'inquadratura (la bellezza di alcune inquadrature contrasta con la crudeltà della trama) e della direzione degli attori, poiché tutti sono in perfetta armonia con i loro personaggi antipatici, meticolosi e freddi.

I protagonisti sono un marito e una moglie senza figli (Gutiérrez e Patricia López Arnaiz, premio Goya per la miglior attrice per il suo lavoro in Ane [+leggi anche:
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, qui altrettanto magnifica con poche righe di dialogo, ma con una presenza impressionante), che concordano con una conflittuale adolescente, appassionata di trasmissioni televisive su appuntamenti, coppie e litigi (interpretata dall'esordiente al cinema Irene Virgüez, selezionata dopo un lungo casting), che è rimasta incinta, di prendere il suo bambino in cambio di una montagna di soldi. Tutto questo di nascosto, e non solo dalla polizia, ma anche dal fidanzato della ragazza (Sofian El Ben).

Con questa trama carica di tensione – a tratti sorprendente, a tratti prevedibile, firmata dal regista insieme ad Alejandro Hernández (co-sceneggiatore anche di La Fortuna, la serie di Amenábar che è stata presentata in questo stesso festival) – Martín Cuenca torna ad analizzare il lato più miserabile della condizione umana a partire dal bisogno imperativo di realizzare qualcosa, in questo caso di avere figli. Qualcosa di così elementare e animalesco può portare all'ossessione e all'invidia e portare ad atti deplorevoli, come la menzogna, il rapimento e la manipolazione. Tutto questo è servito dal regista con un'eleganza formale travolgente, con un uso più che espressivo degli spazi e con ambientazioni naturali nelle montagne di Jaén – in diverse stagioni dell'anno – tanto maestose quanto drammatiche. Per tutto ciò, effettivamente, se questo film avesse gareggiato per la Conchiglia d'Oro, forse avrebbe potuto anche vincerla.

La hija è una produzione di Mod e La Loma Blanca, con la partecipazione di Movistar+ e RTVE. Della sua distribuzione in Spagna si occupa Caramel Films (la sua uscita è prevista il 26 novembre) e le vendite internazionali sono gestite da Film Factory Entertainment.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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