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FILM / RECENSIONI Croazia

Recensione: Tereza37

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- Nel terzo lungometraggio di Danilo Šerbedžija una donna di una certa età farà di tutto per rimanere incinta e rendere felice la sua famiglia

Recensione: Tereza37

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potrebbe essere considerato una vittima delle circostanze dato che la sua premiere è purtroppo slittata e si svolta al Motovun Film Festival anziché al Festival del Cinema di Pola, che era stato posticipato. Il film di Danilo Šerbedžija ha ottenuto una certa visibilità nei festival, gli sono stati assegnati vari premi a livello regionale e internazionale, ma la maggior parte della sua attività festivaliera è stata influenzata dalla seconda e dalla terza ondata di pandemia da COVID-19. La sua distribuzione nazionale era limitata ai cinema d’essai,  che stanno ancora soffrendo per il colpo ricevuto dalla pandemia. Forse il suo status di candidato ufficiale croato per gli Academy Awards 2022 cambierà le cose, ma le possibilità non sonoenormi.

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Il titolo è riferito alla protagonista, interpretata da Lana Barić, che è anche la sceneggiatrice. La incontriamo in una mattina particolarmente spiacevole per lei, mentre si sveglia accanto a una pozza di sangue sul letto: il suo quarto aborto spontaneo. Di sicuro Tereza vuole avere figli, ma soprattutto è messa sotto pressione dal marito marinaio, spesso assente e poco sensibile, Marko (Leon Lučev, ancora una volta nei panni del tipico macho balcanico), dalla sua stessa famiglia e dalla società intera. L'ordine delle cose nella città di Spalato è piuttosto rigido: una donna di una certa età dovrebbe avere figli, soprattutto se ha un lavoro (Tereza lavora part-time nel teatro locale) e se è sposata.

Agendo su consiglio della sua simpatica ginecologa (Arijana Čulina in un altro brillante ruolo comico), Tereza inizia a cambiare partner (Nikola, il Dragan Mićanović famoso per le interpretazioni in Coriolanus, RocknRolla e Papillon, ha una grande chimica sullo schermo con Lana Barić) mentre Marko è via, scartando prontamente chi non riesce a metterla incinta. Spingendo sulle proprie ossessioni, della sua famiglia e del suo ambiente, si avvicina sempre di più a un territorio pericoloso.

Tereza37 è la nuova aggiunta alla serie di recenti film croati con protagoniste femminili, incentrati sul patriarcato nella regione costiera della Dalmazia. Questa tendenza è iniziata alcuni anni fa con Quit Staring at My Plate [+leggi anche:
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(2020) di Andrea Štaka. Una delle idee chiave esplorate da questa nuova ondata è l'idea che la tradizione, patriarcato incluso, non sia necessariamente imposta dai membri maschi della famiglia, che tendono ad essere assenti o disinteressati, ma dalle donne anziane che ne diventano le custodi più ferventi. La differenza fondamentale in Tereza37 è l'ambientazione: una città abbastanza grande da assorbire le influenze della modernità e tentare la nostra protagonista.

Il regista, il cui lungometraggio d'esordio 72 Days [+leggi anche:
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(2010) è stato anch’esso il candidato croato per l'Oscar in lingua straniera, è solitamente abile a raccontare la storia di qualcun altro. Il fattore chiave per il film è comunque la sua sceneggiatrice e protagonista Lana Barić, che conosce molto bene l'ambiente, la mentalità e la geografia della città, il che è sufficiente per elevarla dallo status di semplice location a quello di personaggio vero e proprio. In quel dipartimento, Šerbedžija e Barić si avvalgono dell'aiuto del direttore della fotografia Mirko Pivčević, di Spalato, che tende a concentrarsi sui blocchi residenziali dall’architettura brutalista sulle colline sopra il centro città, il modo in cui la luce gioca con il cemento bianco e l'ansia che questo tipo di l'ambiente è incline a indurre, rendendo Tereza37 un film piuttosto umorale.

Tereza37 è prodotto dalla croata Focus Media.

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(Tradotto dall'inglese)

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