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SALONICCO 2021

Recensione: Pack of Sheep

di 

- L'opera prima di Dimitris Kanellopoulos soffre di un ritmo irregolare, ma il ribaltamento dei ruoli dei protagonisti è piuttosto interessante

Recensione: Pack of Sheep
Dimitris Lalos in Pack of Sheep

Uno dei titoli presentati in anteprima mondiale nel concorso internazionale del Festival del cinema di Salonicco di quest'anno è il dramma Pack of Sheep di Dimitris Kanellopoulos. Questa film, scritto dall'ingegnere del suono divenuto regista originario di Arcadia, si basa su una premessa molto semplice. Thanasis (interpretato da Dimitris Lalos) non è in grado di ripagare il suo debito di 40.000 euro con un vecchio strozzino di nome Stelios (Giorgos Valais). L'uomo scopre che nemmeno Apostolis (Aris Servelatis), proprietario di un minimarket e marito della sua amante Georgia (Vivi Petsi), riesce a pagare Stelios. Quindi, gli propone di unirsi ad altri debitori per fare pressione sul loro Shylock al fine di ottenere un accordo migliore.

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Per la maggior parte del film, l'equilibrio di potere vede prede e predatori scambiarsi i ruoli. Il gruppo di debitori gradualmente guadagna fiducia e spinge oltre i propri limiti, determinati a non mollare la presa su due giovani gangster – Paradisis (Lefteris Polychronis) e Sotiris (Giannis Vasilottos) – arrivati da poco in città per reclamare i soldi di Stelios. L'inversione dei ruoli è forse l'aspetto più avvincente dell'intero lavoro. Diventa un elemento narrativo centrale in particolare durante la seconda metà del film, non appena Thanasis e i suoi compagni di sventura tentano di mettere in atto i loro piani dopo essersi incontrati in un bar. Da quel momento in poi la storia procede a ritmo accelerato e acquista profondità, dopo un'impostazione titubante che non aggiunge nulla di indispensabile alle motivazioni dei personaggi. Scopriamo che Thanasis, ad esempio, ha una rapporto lontano con il suo giovane figlio (Minas Matheas) e che sua moglie (Dimitra Kouza) sospetta chiaramente che lui la tradisca. Questo retroscena non si fonde organicamente con il resto della trama, e non sorprende il fatto che qualcuno così disperato stia conducendo una vita travagliata, qualcosa che non lo differenzia da nessuno degli altri miserabili suoi simili.

Il finale è duplice, poiché una scena di chiusura è incentrata su Thanasis e l'altra su Apostolis. Anche se alcuni spettatori potranno apprezzare questa dualità, le due scene finali finiscono per indebolirsi a vicenda e consegnare lo stesso – e non particolarmente nuovo – messaggio sulla mascolinità tossica e sulla forza del branco, che alla fine emergono come i veri temi centrali del film. Nonostante queste imperfezioni e il suo ritmo irregolare, il film di Kanellopoulous mostra una buona intuizione in termini di messa in scena, un discreto ensemble di attori e alcune sequenze affascinanti, come quella dell'accerchiamento nella foresta o il dialogo iniziale tra i due gangster che commentano l'improvvisa caduta di un'arancia da un albero. Visivamente, l'atmosfera tesa è resa bene, grazie alla scelta del direttore della fotografia Stelios Pissas di riflettere il tumulto emotivo dei personaggi attraverso una tavolozza di colori acidi dominati da sfumature di verde, grigio e giallo, con un cielo cupo e inquietante sullo sfondo.

Pack of Sheep è prodotto dalle società greche Jungle Films e Graal Films, ed è coprodotto dall’emittente ellenica ERT, l’albanese Artalb Film e la serba Film Deluxe.

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(Tradotto dall'inglese)

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