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SOLETTA 2022

Recensione: (Im)mortels

di 

- Il secondo toccante lungometraggio di Lila Ribi è una vera e propria dichiarazione d’amore per sua nonna centenaria, un personaggio indimenticabile

Recensione: (Im)mortels

Se in un certo senso il filmare sua nonna durante anni ha permesso alla regista svizzera Lila Ribi di conoscerla meglio impossessandosi dei più piccoli gesti che la contraddistinguono, il risultato di questo lavoro che ha come titolo (Im)mortels permette a questa stessa immagine di brillare ben al di là della ristretta cerchi di chi ha avuto la fortuna di conoscerla. Sì perché Greti (questo è il nome della nonna di Lila) è un personaggio che tocca nel profondo, complesso ma anche estremamente genuino, ricco di una saggezza e una fragilità che sembrano sgorgare dalla Natura stessa alla quale è particolarmente attaccata.

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Dopo aver fatto i suo primo passo nel mondo del cinema documentario con il cortometraggio Spaghetti alle vongole presentato a Visions du réel di Nyon e al Locarno Film Festival nel 2009, proseguendo poi nel 2016 con un primo lungometraggio Silent Revolution (Visions du réel 2016 e Giornate di Soletta 2017), Lila Ribi conferma grazie a (Im)mortels, presentato in prima mondiale alle Giornate di Soletta dove compete per il Prix de Soleure, la sua grande capacità di instaurare con i suoi personaggi un rapporto profondo fatto d’osservazione e ascolto alla ricerca di quel qualcosa che va oltre l’immagine stessa.

(Im)mortels è un film che si sviluppa in modo bipartito: da un lato ritraccia gli ultimi anni della vita di Greti, la nonna centenaria della protagonista, e dall’altro si interroga sul mistero della morte e sulle differenti prospettive rispetto a ciò che viene dopo. È proprio la risposta a questa domanda che distingue la nonna dalla nipote: se per la prima non c’è niente, per la seconda le possibilità restano aperte. In un andirivieni perfettamente calibrato, la regista si destreggia fra il ritratto di sua nonna alla quale è legata in modo molto forte avendo passato con lei buona parte della sua infanzia e le discussione con i vari “esperti” del tema: un neuropsichiatra pragmatico per vocazione, un medico psicologo nel reparto di cure palliative di un ospedale a contatto quotidiano con le credenze d’ognuno e che si situa alla frontiera fra scienza e convinzioni personali, una medium che ha ricevuto il dono di comunicare con i defunti dopo un incidente automobilistico e una sopravvissuta che dopo un parto complicato ha fatto un’esperienza di morte imminente. Tutti questi personaggi, ricchi delle loro convinzioni personali si confidano davanti alla cinepresa creando una rete di possibilità rispetto ad un tema che nella società occidentale è considerato come tabu.

Senza mai diventare pesante o lugubre (Im)mortels riesce nell’impresa straordinaria di tingere il tema della morte e del terrore che il suo mistero suscita d’una tonalità più leggera e tenera e questo grazie alla presenza di Greti. Il suo pragmatismo non sprovvisto d’un coinvolgente umorismo sfata ogni mito legato all’età ma anche al genere. Come un “gatto bizzarro” (scritta che trona sulla porta d’entrata di casa sua) la nonna della regista si esprime davanti alla telecamera senza peli sulla lingua aggrappandosi fino all’ultimo alla sua idea di “nulla” che segue la morte. Eppure il suo pudore nasconde ben più di quello che esprimono le parole e che la cinepresa si occupa di svelare: il bisogno di nutrirsi dei luoghi che l’hanno sempre protetta, la sua casetta in campagna, il suo giardino, le sue marmellate e i suoi cioccolatini, la paura di perdere il controllo sul suo corpo, il dolore dei ricordi.

Sincero e profondo, il rapporto fra nonna e nipote ci accompagna durante tutto il film facendoci sperare in una chimerica eternità (del corpo così come l’abbiamo sempre conosciuto). Eppure, malgrado Greta se ne vada, l’amore che le unisce non potrà mai svanire ed è proprio questa, forse, l’unica certezza di cui abbiamo bisogno.

(Im)mortels è prodotto da Cornelia Seitler e Brigitte Hofer di Maximage GmbH Filmproduktion che si occupa anche dei diritti internazionali del film.

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