FILM / RECENSIONI Spagna / Argentina
Recensione: La maniobra de la tortuga
- Un alone tragico percorre il secondo lungometraggio di Juan Miguel del Castillo, che denuncia la violenza descrivendo i danni psicologici che provoca alle sue vittime e ai loro cari

Dove passano le aggressioni di genere, difficilmente torna a regnare la pace. È questa la dura realtà che ritrae Juan Miguel de Castillo nel suo nuovo film, La maniobra de la tortuga [+leggi anche:
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intervista: Juan Miguel del Castillo
scheda film], che esce venerdì 13 maggio nelle sale spagnole con A Contracorriente Films dopo aver gareggiato nella sezione ufficiale del 25mo Festival di Malaga. Alla stessa manifestazione aveva partecipato anni fa il cineasta andaluso con la sua opera prima, Techo y comida [+leggi anche:
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intervista: Juan Miguel del Castillo
scheda film], che valse a Natalia de Molina il premio per la miglior attrice (poi suggellato da un Goya).
Ancora una volta, l'interprete di Jaén si rivela la musa ispiratrice di Juan Miguel del Castillo, incarnando la protagonista femminile di questo tragico dramma in formato thriller: un’infermiera, estremamente diffidente e impaurita, che ogni giorno, prima di uscire di casa, osserva con attenzione, angoscia e timore il mondo esterno, nel terrore che possa ricomparire il mostro che l’ha maltrattata in passato e le cui aggressioni hanno impresso per sempre nella sua mente la paura che quegli abusi possano ripetersi.
Qualcosa di diverso, ma della stessa natura, affligge l’altro personaggio protagonista di questo lungometraggio: il poliziotto interpretato dall’attore francese Fred Tatien (visto in un ruolo secondario in Black Beach [+leggi anche:
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scheda film]), che arriva a Cadice in cerca di luce dopo un fatto nerissimo e tremendo – il più doloroso che un padre protettivo possa immaginare – che non riesce a superare. L’incontro fra queste due creature, profondamente ferite, avrà un effetto specchio in cui entrambe si vedranno riflesse.
Inoltre, un crimine nauseante scuote la città dove si svolge l’azione, acutizzando ancora di più il conflitto interiore di questi due personaggi: così, un’indagine nei bassi fondi fa transitare il film dal dramma psicologico al thriller, oscillando tra i due generi con notevole armonia, sebbene la parte della caccia al colpevole perda forza rispetto all’empatia che suscita nello spettatore la via crucis personale dei suoi protagonisti.
Tratto dall’omonimo romanzo di Benito Olmo, La maniobra de la tortuga si muove entro un’atmosfera scomoda e malsana con cui Juan Miguel del Castillo vuole denunciare la violenza maschilista e i suoi danni collaterali, da cui nessuno è risparmiato, indipendentemente da sesso, professione, età o status sociale. Le profonde differenze sociali e il sottobosco criminale sono anch'essi presenti in un film realizzato con lodevole impegno nel costruire stati emotivi e una tensione crescente, supportato da un cast in cui, oltre agli attori già citati, spicca un gruppo di comprimari piuttosto credibili.
La maniobra de la tortuga è una coproduzione tra le società spagnole Áralan Films, A Contracorriente Films e La maniobra de la tortuga, A.I.E., e l’argentina Aleph Media. Delle vendite internazionali si occupa Latido Films.
(Tradotto dallo spagnolo)
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