email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2022 Semaine de la Critique

Recensione: Nos Cérémonies

di 

- CANNES 2022: Simon Rieth si distingue con un film d'esordio dalla regia brillante che mescola abilmente realismo e fantasia attorno a due giovani fratelli legati da uno straordinario segreto

Recensione: Nos Cérémonies
Raymond Baur e Simon Baur in Nos Cérémonies

"Ho visto un cielo nuovo e una terra nuova, perchè il primo cielo e la prima terra erano scomparsi". Quando si cita un brano de L'Apocalisse, come nel primo lungometraggio di Simon Rieth Nos Cérémonies [+leggi anche:
trailer
intervista: Simon Rieth
scheda film
]
, presentato in concorso alla Semaine de la Critique del 75° Festival di Cannes, sappiamo che ci attendono eventi straordinari, soprattutto se questa lettura avviene a un funerale e manda in trance febbrile uno dei due figli del defunto. Ma la sorprendente realtà di ciò che seguirà va ben oltre la nostra immaginazione, ribaltando il film in una dimensione parallela fantastica di cui non entreremo nel dettaglio qui, per preservare il suo impatto sullo spettatore. Diciamo solo che si tratta dei confini tra la vita e la morte, e di due fratelli indissolubilmente legati da un segreto che risale alla loro infanzia.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Questo mistero ha origine su una scogliera, non lontano da Royan, dove Tony e Noé (Grégory e Benjamin Lu) si sfidano, scattando verso il bordo della scogliera e poi frenando all'ultimo minuto. Il più grande (di circa otto anni) cade in modo spettacolare ma miracolosamente ne esce illeso dopo aver perso conoscenza. È convinto che sia stato il fratellino a riportarlo in vita. Oltre a questo incidente, che sarà la matrice deli loro rapporti negli anni a venire, subiscono un altro shock: la madre li porta via pochi giorni dopo, lasciando il padre dopo una mattinata di urla e colpi sordi fuori campo mentre Tony e Noé bevono in silenzio (e in ascolto) dalle loro grandi ciotole gialle per la colazione. I due fratelli tornano solo dieci anni dopo, per il funerale del padre, lasciandosi alle spalle Cassandre, fidanzata di Tony (che è ancora un po' scosso dalla caduta). Lei è l'unica persona a cui hanno parlato dell'incidente sulla scogliera.

Un decennio dopo questo lungo prologo (della durata di quasi 18 minuti), i due fratelli sono diventati due adolescenti molto alti e muscolosi vestiti con felpe con cappuccio, tute sportive e scarpe da ginnastica dai colori vivaci che tornano alla loro casa d'infanzia in piena estate dove, al piano di sopra, è adagiato il corpo del padre. Ma i giovani sono semrpe giovani e si dirigono rapidamente verso la spiaggia dove Tony (Simon Baur) il chiacchierone ("sarò il re"), con la sua testa rasata e chiazzata poiché soffre di alopecia, tenta di rimorchiare Margot e Jade, mentre Noé (Raymond Baur) sta più sulle sue. E torna in scena anche Cassandre (Maïra Villena). Ma tra feste sfrenate con i giovani del posto e pomeriggi trascorsi a fare il bagno all'ombra dei pini, salta fuori che ora la ragazza si sente più vicina a Noé. E Tony diventa sempre più agitato, sotto l'occhio vigile ma fatalista del fratello minore che sa esattamente cosa sta succedendo...

Misurarsi con un mix di realismo e fantasia richiede una sceneggiatura rigorosa per garantire che il film nel suo insieme sia sufficientemente credibile da creare una vera suspense e, in questo senso, la missione è compiuta per Simon Rieth e Léa Riche, che hanno scritto la sceneggiatura focalizzandosi sull'influenza dei legami fraterni e la transizione verso l'età adulta che ci richiede di bruciare i ponti con le esperienze dell'infanzia. Nos Cérémonies dipana perfettamente questo filo attraverso la sua doppia dimensione, trasmettendo anche con molto sentimento lo stato d'animo e l’atmosfera della giovinezza. Ma è soprattutto la messa in scena che distingue il giovane cineasta francese, grazie alla sua orchestrazione altamente sofisticata della tavolozza dei colori del film (ambientazioni sempre suggestive, lente anamorfica, luce ad alto contrasto grazie alla fotografia di Marine Atlan, variazioni radicali nel ritmo e nello stile delle sequenze, scelte eccellenti in termini di colori degli arredi, ecc.). Tante qualità che contribuiscono a rendere Nos Cérémonies un film riuscito e che fanno anche ben sperare per il futuro del regista.

Prodotto da Les Films du Poisson, coprodotto da Spade e Smac Productions, Nos Cérémonies è venduto da Wild Bunch International.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy