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LOCARNO 2022 Locarno Pro

REPORT: Open Doors @ Locarno Pro 2022

di 

- Uno sguardo ai progetti latino-europei attualmente in fase di sviluppo Sopor y ave, di Michael Labarca, e Muchachos bañándose en el lago, di Ana Cristina Barragán

REPORT: Open Doors @ Locarno Pro 2022
(© Locarno Film Festival/Ti-Press/Samuel Golay)

Cineuropa ha avuto accesso a due dei progetti di Open Doors Hub presentati durante l'edizione di quest'anno di Locarno Pro (5-7 agosto). L'iniziativa punta a mettere in contatto talenti e progetti provenienti dalla regione di riferimento - in questa occasione, i Paesi caraibici e l'America centrale e meridionale - con i produttori europei.

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Il primo progetto, intitolato Sopor y ave, è una coproduzione tra Boton Films (Ecuador), Bomba Cine (Argentina) e Zine Eskola (Spagna), con Ana Cristina Barragán (Alba [+leggi anche:
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) alla regia. Il film ruota attorno a un gruppo di adolescenti, vittime del traffico sessuale in Ecuador. Parlando dei suoi temi principali, la regista ha rivelato che: "Sopor y ave esplora la questione del traffico sessuale attraverso i corpi di queste ragazze, i loro giochi e i loro capelli, i loro modi di fare il bagno, le risate che suonano dolorose, le ragazze che sono madri e quelle che giocano a esserlo. Mi ha spinto a parlarne, senza averlo visto direttamente, perché credo che i fatti trascendano l'immagine, le pause, come punte di iceberg che suggeriscono qualcosa di molto più profondo".

"Mi è sembrato che gli incontri fossero davvero azzeccati per il progetto e ho creato dei veri e propri legami con possibili produttori per il film. Open Doors ha accorciato le distanze tra registi, programmatori e finanziatori e abbiamo imparato molto gli uni sugli altri", ha aggiunto.

"Gli incontri, i dibattiti e la condivisione di esperienze con gli altri colleghi aprono i nostri cuori, le nostre menti, i nostri spiriti e le nostre porte. Per Sopor y ave, in particolare, l'accoglienza è stata davvero ottima. È un progetto molto rischioso dal punto di vista della concezione e del modo di produzione, ma ha suscitato molto interesse nonostante sia così nuovo. Siamo fiduciosi che dopo Open Doors chiuderemo importanti accordi e accoglieremo nuovi partner", ha spiegato il produttore Joe Houlberg, di Boton Films.

Guardate la foto esclusiva di Sopor y ave qui sotto:

Cortesia di Boton Films

Attualmente in fase di sviluppo, il film drammatico Muchachos bañándose en el lago di Michael Labarca è prodotto da Patricia Ramírez Arévalo per la compagnia venezuelana Todos Los Ríos, in co-produzione con René Osi (Francia) e  Florencia Rodríguez e Dominga Ortúzar (Chile). La storia inizia durante un lungo blackout in Venezuela. Dayana, 11 anni, e i suoi due fratellini sognano di lasciare il Paese e di ricongiungersi con il padre, emigrato per sfuggire alla crisi. Mentre aspettano con ansia questo giorno, i bambini osservano le altre famiglie e i loro amici partire per primi.

Parlando della loro esperienza a Open Doors, Labarca e Ramírez Arévalo hanno dichiarato a Cineuropa: "Siamo venuti qui con un obiettivo chiaro: trovare un secondo co-produttore europeo, un partner creativo che si unisca a noi per aggiungere insieme strategie e talenti per rendere possibile il nostro film. Durante gli incontri one-to-one, abbiamo conosciuto professionisti interessanti provenienti da diversi Paesi. Ora lasciamo Locarno con la buona sensazione di aver riscontrato l'interesse di molti di loro, per tenerci in contatto ed eventualmente concludere un accordo con uno o forse due di loro. Torniamo nel nostro Paese con un progetto più forte, buoni contatti e nuovi amici talentuosi della nostra regione". Riguardo alla sua visione artistica, Labarca ha aggiunto: "La mia necessità di fare questo film anziché un altro nasce dal profondo lutto di aver perso il mio Paese. È coerente con l'immagine di migrante che oggi orbita nella mia mente: le persone che mi sono lasciato alle spalle. Questa è una storia urgente perché parla di una crisi che sta accadendo ora, non solo in Venezuela, perché ci sono molti altri Paesi che stanno affrontando le devastazioni della migrazione". Il progetto ha vinto anche il secondo premio più importante di Open Doors, una sovvenzione per lo sviluppo di 15.000 franchi svizzeri assegnata dalla CNC.

La foto è cortesia di Michael Labarca e Patricia Ramirez
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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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