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LOCARNO 2022 Cineasti del presente

Recensione: It Is Night in America

di 

- L’artista e regista brasiliana Ana Vaz ci spinge ad interessarci al mondo animale che abita le nostre città, alla coabitazione spesso difficile fra le specie viventi

Recensione: It Is Night in America

Dal primo lungometraggio dell’artista e regista brasiliana Ana Vaz, dominato da un intrigante effetto notte e girato in 16 mm, si sprigiona qualcosa di molto speciale che combina la suspense tipica dei film horror, il radicalismo aspro del western e la poesia visiva di un’istallazione d’arte contemporanea. Sorta di favola urbana ed ecologista che ricorda l’universo di un Edgar Allan Poe, It Is Night in America [+leggi anche:
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scheda film
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, presentato nel Concorso Cineasti del presente del Locarno Film Festival e anche Menzione speciale del nuovo Pardo Verde WWF (leggi la news), gioca con l’oscurità dove si rifugiano specie animali che lottano per la sopravvivenza. Lontana dal caos cittadino che inghiotte tutto, la regista filma con maestria aurore e crepuscoli evitando accuratamente di avventurarsi in piena luce.

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Il gioco d’ombre che domina ogni fotogramma di It Is Night in America svela un universo a noi spesso sconosciuto, quello degli animali che abitano i pochi spazi verdi rimasti nelle nostre città finendo troppo spesso nei guai: investiti dalle auto, intrappolati in giardini privati, addomesticati da uno spazio urbano che li fa soffrire. Senza mai ricorrere ad una messa in scena pensata a tavolino, la cinepresa sfrutta appieno il suo potenziale: zoom che si avvicinano ai curiosi e straniti protagonisti del film, piani panoramici e piani sequenza, per “spiare” ciò che la frenesia cittadina nasconde.

In un andirivieni costante fra primi piani sulle specie animali: formichieri, boa constrictor, civette, crisocioni e capibara che la metropoli brasiliana (Brasilia) sta divorando e piani panoramici su una città i cui abitanti sembrano tante piccole formiche, Ana Vaz compone un’eco-sinfonia politica: menzione speciale alla potente colonna sonore di Chico Bororo e al sound design di Ana Vaz, Nuno da Luz e Erwan Kerzanet. Cittadini invisibili di città che li ignorano, i protagonisti del film riacquistano, grazie allo sguardo benevolo della regista, la loro dignità. I piani ravvicinati sugli animali, che spesso guardano la cinepresa di cui ignorano l’esistenza, ci spingono allora a chiederci chi sta spiando chi, ribaltano i ruoli prestabiliti dando agli animali il ruolo di osservatori e a noi quello di soggetti osservati.

Come sottolineato dalla regista e artista, lo scopo dei suoi lavori è quello di “costantemente ridefinire la propria prospettiva, riconsiderare il proprio posto, riconfigurare la propria relazione con ciò che ci circonda, con l’altro che vive dentro di noi, con la nostra animalità, con un’altra temporalità, le altre razze e tutti gli “altri” che vivono dentro di noi”. Uno scarto rispetto alla norma che diventa il filo conduttore del suo film.

It Is Night in America è strutturato come una partizione musicale. A partire da un’ouverture d’impatto: un travelling circolare vertiginoso su una città dai toni crepuscolari, la cinepresa si concentra sugli animali che vivono nell’oscurità urbana. Le due realtà sembrano vivere autonomamente. Il film prosegue indagando il mondo animale che osserva fino a svelarne i più piccoli dettagli. Tocca poi agli umani, filmati questa volta da lontano, dall’alto, come delle presenze banali. È solo in un terzo momento che questi due mondi si incontrano: un gruppo di scimmie attraversa pericolosamente la strada, i soccorritori comunicano per radio, una lontra si dibatte in uno zoo. Il film termina infine con un vero e proprio contatto fra uomini e animali rappresentato dall’intervento di una veterinaria e da quello di una soccorritrice che si occupa dei capibara. Tutti si chiedono se questi animali riusciranno mai a ritornare al loro stato naturale, brado. La cascata maestosa alla fine del film sembra suggerirci la necessità di rompere con il solito antropocentrismo lasciandosi andare ad un sano incontro e dialogo fra esseri umani, animali e vegetali.

It Is Night in America è prodotto dalla Fondazione In Between Art Film (Italia) insieme alla francese Spectre Production e alla brasiliana Pivô.

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